
Un messaggio comparso nella chat degli studenti.
Un tam-tam social di presunte azioni violente nella scuola.
Una voce arrivata alle orecchie della dirigente scolastica che ha così valutato il da farsi, contattando le forze dell’ordine.
È il prologo di una mattinata animata vissuta all’esterno del liceo Amaldi di Tor Bella Monaca, con la polizia che ha controllato gli zaini di studentesse e studenti ricostruendo come quell’allarme, fortunatamente, fosse infondato.
La decisione di controllare studentesse e studenti è maturata nel corso del tardo pomeriggio di ieri, quando al questore di Roma, rimasto in sinergia con il prefetto, è giunta la segnalazione “pervenuta da parte della direttrice dello stesso plesso scolastico, in seguito all’acquisizione della notizia di un rischio, seppur potenziale e non meglio circostanziato, di azioni controindicate che si sarebbero potute verificare nella mattina odierna“, si legge in una nota della questura.
Quel “rischio“, secondo quanto appreso da RomaToday, era appunto quel messaggio che nel pomeriggio di ieri girava nelle chat.
La misura, che ha visto l’attivazione di una cornice di sicurezza lungo il perimetro di entrambe le sedi dell’istituto scolastico coinvolto con l’impiego di equipaggi dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, nonché con l’attuazione di controlli agli accessi a cura di personale del VI distretto Casilino, anche con l’utilizzo di metal detector portatili, ha consentito di garantire l’afflusso di studenti e del corpo docente senza alcuna criticità, così certificando la neutralizzazione del rischio paventato.
“I controlli sono stati pianificati in stretto raccordo con il direttore dell’istituto scolastico e con la direttrice dell’ufficio scolastico regionale, con un’impronta tesa ad un clima di accoglienza e collaborazione, anche calibrato attraverso la scelta di operatori della polizia di Stato giovani, capaci di assicurare il lavoro necessario per garantire la sicurezza con un approccio empatico nei confronti degli studenti con i quali si sono interfacciati all’ingresso a scuola”, si legge in una nota della questura.
La decisione di adottare un mirato dispositivo di sicurezza in ambito scolastico è stata ponderata dal prefetto e dal questore di Roma anche “tenuto conto del verificarsi di episodi problematici che stanno interessando i contesti scolastici nelle ultime settimane e che hanno coinvolto anche la realtà della Capitale, perseguendo la logica della prevenzione del rischio a beneficio della salubrità degli ambienti scolastici e della sicurezza delle comunità che ogni giorno animano il mondo della istruzione capitolina”, conclude la polizia.
(Articolo di Lorenzo Nicolini, pubblicato con questo titolo il 1 ottobre 2026 sul sito online “Roma Today”)

