
Oltre i graffiti, le scritte e i disegni sulle pareti.
Ingente l’ultimo danno arrecato al manufatto nel cuore di Parco Labia, il giardino tra Fidene e Serpentara.
Ignoti hanno infatti smurato una parte dell’ex punto ristoro che oggi presenta una lunga apertura orizzontale.
Mattoni forati a vista, detriti a terra e un grosso buco che conduce all’interno del piccolo edificio.
Il manufatto di parco Labia
Un manufatto abbandonato da tempo.
Vuoto in seguito al contenzioso del municipio con il vecchio concessionario che, come stabilito anche in una sentenza del tribunale, era inadempiente sotto il profilo economico e del contributo alla manutenzione del parco.
La convenzione prevedeva infatti la concessione del punto ristoro a fronte del versamento di un canone e di interventi di manutenzione, tra cui quelli sul dehor.
Oggi quel giardino è rimasto senza presidio, se non quello dei volontari che se ne prendono cura.
“Condanniamo con fermezza il grave atto vandalico che nella notte ha pesantemente danneggiato la casa del parco Labia, nel municipio III.
La struttura in passato era gestita da un’associazione ma da tempo versa purtroppo in uno stato di abbandono a causa della mancata assegnazione dello spazio.
Si tratta, in ogni caso, di un gesto inaccettabile che alimenta ulteriore degrado a danno di un importante punto di aggregazione per il quartiere e per la comunità di Fidene-Serpentara” hanno scritto in una nota Valerio Casini e Francesca Leoncini, consiglieri capitolini di Italia Viva, Marta Marziali, consigliera Iv al municipio III, e Walter Feliciani, presidente di Italia Viva del Terzo.
“Il Parco Labia è infatti uno spazio vissuto da tanti cittadini, merita un’attività più attenta di cura e manutenzione.
Vandalizzarlo significa colpire un bene comune di indubbio valore.
Chiediamo che la struttura sia ripristinata in tempi rapidi e che vengano messi in campo interventi in grado di garantire maggiore sicurezza dell’area e la piena fruibilità del parco”.
Il municipio a lavoro
Uno spazio pubblico su cui il municipio lavora da tempo.
“Con grande fatica, grazie anche all’impegno del consigliere capitolino Giovanni Caudo, siamo riusciti a recuperare dei fondi per la sistemazione dello spazio” spiega a RomaToday l’assessore alle politiche ambientali del Roma Montesacro, Matteo Zocchi.
Si tratta di circa 100mila euro all’interno dell’accordo quadro di manutenzione straordinaria degli edifici adibiti ad uso sociale e pubblico.
Ci sono 100mila euro
“Adesso siamo impegnati per trovare il modo di impegnare questi fondi al più presto per sistemare il manufatto e procedere alla completa messa in sicurezza” sottolinea Zocchi.
Proprio a inizio gennaio in una nota al dipartimento infrastrutture e lavori pubblici piazza Sempione rappresentava l’esigenza di capire quali fossero le tempistiche per l’impegno delle risorse.
“Un ulteriore rinvio degli interventi potrebbe determinare un aggravamento delle condizioni di degrado dell’immobile, con conseguente incremento dei costi di ripristino” si legge nel documento che si è poi rivelato profetico.
Il futuro dell’ex punto ristoro
Il tempo stringe.
Il manufatto deve essere sistemato, reso sicuro e fruibile.
“Insieme al territorio, e al comitato di quartiere molto attivo su questo fronte, ci riuniremo per capire cosa fare di questo spazio.
L’ultima esperienza ha dimostrato che probabilmente affidare oneri di manutenzione a privati non è la scelta migliore.
Quello dovrà essere un luogo che renda un servizio pubblico al territorio” riflette Zocchi. Probabilmente un portierato sociale sul modello di quello al Tufello.
(Articolo di Sara Mechelli, pubblicato con questo titolo il 3 febbraio 2026 sul sito online “Roma Today”)

