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Home Approfondimenti

Via dei Fori Imperiali ora fa paura: strada chiusa dopo l’ennesimo pino crollato

03/02/2026
in Approfondimenti, Archivi, Comune di Roma, Governo del territorio, Natura, News, Piani territoriali
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Via dei Fori Imperiali ora fa paura: strada chiusa dopo l’ennesimo pino crollato
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Una tragedia sfiorata.

Nel cuore di Roma, ai Fori Imperiali, l’albero crollato nel pomeriggio di domenica avrebbe potuto causare una strage.

È il terzo caso in un lasso di tempo molto ristretto dopo quelli dell’8 gennaio e del 4 gennaio. 

La strada resterà chiusa a pedoni e auto anche oggi, da largo Corrado Ricci a piazza Venezia, per consentire le operazioni di verifica da parte degli organi competenti sulle alberature presenti nell’area.

Il bilancio – i feriti non sono gravi, fortunatamente – non è di quelli tragici.

L’albero ha travolto tre persone: si tratta di una ragazza italiana di 17 anni e di due cittadini stranieri di 34 e 42 anni. 

Sono stati immediatamente soccorsi e trasportati in codice giallo negli ospedali Santo Spirito, San Giovanni e Umberto I, e hanno riportato ferite giudicate non gravi.

I precedenti

La paura, però, è stata tanta. In molti hanno temuto il peggio, anche perché la memoria è andata indietro nel tempo, nel recente passato.

Non è un caso, infatti, che in Procura siano aperti una serie di procedimenti relativi a episodi simili avvenuti in varie zone della Capitale.

Nei giorni scorsi i pm hanno notificato l’atto di chiusura delle indagini del fascicolo relativo alla morte di Francesca Ianni, 45 anni, uccisa dalla caduta di un albero in un’area verde a Colle Aniene dove si trovava con i tre figli, rimasti illesi, il 23 dicembre 2024.

Per questa vicenda rischiano di finire sotto processo due funzionari del Campidoglio per i reati di omicidio colposo e lesioni.

Prima ancora Teresa Veglianti, nel novembre 2023, è stata uccisa, schiacciata da un albero mentre camminava in via Donna Olimpia, a Monteverde.

Era stato monitorato a settembre

Il grande pino crollato, secondo quanto emerso dal Campidoglio, era stato monitorato a settembre 2025 e giudicato in condizioni di sicurezza, con inserimento in classe B, ovvero moderata, di propensione al cedimento.

Un esemplare di età stimata di circa 120 anni, “in ottime condizioni vegetative” e con “una chioma molto rigogliosa”, che oltretutto sarebbe stato ricontrollato “entro poche settimane nell’ambito delle verifiche su tutta la popolazione di pini della zona, a seguito del cedimento di due alberi della stessa specie sempre a via dei Fori Imperiali, verificatosi a distanza di pochi giorni uno dall’altro all’inizio di gennaio”, ha spiegato il Comune in una nota.

L’ipotesi degli esperti agronomi intervenuti in via dei Fori Imperiali, come nei precedenti crolli, è che l’albero sia venuto giù “per via dell’eccessivo inzuppamento del terreno conseguente alle piogge costanti che si sono verificate dall’inizio dell’anno”, ha spiegato Roma Capitale.

Il terreno fradicio “non è più in grado di trattenere le radici, che a loro volta non riescono più a contrastare lo sbilanciamento causato dal peso delle chiome”, la chiave di lettura che poi è continuata con un esame visivo più accurato che ha sottolineato come le radici principali dell’albero sono “risultate parzialmente compromesse da interventi pregressi per la realizzazione di solette in cemento armato”.

La preoccupazione dell’assessora Alfonsi

Una dinamica che, se confermata, sarebbe “motivo di grande preoccupazione”, ha commentato Sabrina Alfonsi, assessora all’agricoltura, ambiente e ciclo dei rifiuti di Roma Capitale, perché “significa che, con particolare riferimento ai pini di età più avanzata, anche i controlli con esiti positivi lasciano ampi margini di rischio”.

“Come ho già avuto occasione di affermare nei giorni precedenti, attiveremo subito un confronto con i tecnici e il mondo scientifico per capire che margini ci sono per migliorare la qualità dei controlli, ammesso che ciò sia possibile. – la spiegazione – L’età avanzata di questi alberi, il loro stato di salute compromesso dallo stress provocato dall’ambiente urbano e dagli interventi antropici, un livello di rischio per la pubblica incolumità che è diventato troppo alto: sono tutti elementi che devono portarci a ragionare seriamente sull’ipotesi di intervenire nelle aree a maggiore frequentazione, iniziando a programmare la sostituzione delle alberature più vetuste con esemplari più giovani.

Già nella giornata di domani (oggi, ndr) ci attiveremo per dare il via a un focus sulla situazione con tutti gli altri soggetti che hanno competenze al riguardo”.

Opposizioni all’attacco

“Non servono abbattimenti o sostituzioni indiscriminate, ma manutenzione programmata e monitoraggi scientifici costanti“, dichiarano il deputato e presidente della Federazione romana di Fratelli d’Italia, Marco Perissa, il consigliere capitolino di FdI, Federico Rocca, e il responsabile del Dipartimento Ambiente di FdI Roma, Piergiorgio Benvenuti.

“I crolli – secondo Fdi – non dipendono dai pini, ma da una cattiva gestione del patrimonio arboreo, potature scorrette, progettazione inadeguata del suolo urbano e lavori stradali eseguiti senza le necessarie cautele per garantire la stabilità degli apparati radicali. Un pino sano e correttamente monitorato non è più pericoloso di altre specie“.

Il consigliere di Forza Italia, Francesco Carpano, attacca: “Il crollo dell’ennesimo pino conferma che Gualtieri è un sindaco arrogante che non ha il controllo del territorio.

È convinto di poter amministrare da solo un territorio grande come Roma senza delegare poteri ai Municipi, e questi sono i risultati, di cui il primo cittadino si assume l’intera responsabilità, nella speranza che persone o cose non abbiano subito danni“.

(Articolo di Lorenzo Nicolini, pubblicato con questo titolo il 2 febbraio 2026 sul sito online “Roma Today”)

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