
Mentre infiamma lo scontro politico su via Tallone, tra botta e risposta tra Fratelli d’Italia e il Comune di Roma, la data per la demolizione dello scheletro appena sgomberato (per l’ennesima volta) sembra essere più vicina del previsto.
Le operazioni dovrebbero partire tra una settimana esatta, giovedì 8 ottobre, e per il futuro dell’area c’è già un progetto definito.
La demolizione e lo scontro politico
Come spiega il presidente del municipio V, Mauro Caliste, a RomaToday le demolizioni dello stabile, perno e simbolo della protesta dei residenti contro degrado e insicurezza nel quartiere, inizieranno l’8 ottobre: “La data ci è stata comunicata proprio ieri (mercoledì 30 settembre, ndr).
Come aveva già spiegato l’assessore Veloccia il permesso a costruire nell’area è già stato rilasciato a luglio dal Dipartimento Urbanistica e la proprietà (la Roma Immobiliare Logistic srl, ndr) ha già versato diverse migliaia di euro a titolo di oneri.
Motivo per cui trovo opportuno che i rappresentanti delle opposizioni si informino prima di lanciare accuse”.
Il riferimento è alle parole del deputato meloniano Marco Perissa, che aveva affermato che “l’iter autorizzativo per la riqualificazione dell’immobile (di via Tallone, ndr) è fermo perché la proprietà non ha provveduto al pagamento degli oneri concessori”.
Accuse a cui aveva risposto ieri lo stesso Veloccia, precisando che “l’Amministrazione capitolina ha fatto tutto ciò che doveva fare per consentire la riqualificazione dell’immobile.
Tutto il resto è solo becera propaganda”.
Oggi, la vera svolta arriva però con una data certa per la partenza delle attività di demolizione: “Un risultato importante di cui siamo estremamente – sottolinea Caliste – e a cui siamo arrivati grazie anche al lavoro svolto dalla questura e dalla prefettura di Roma.
Dopo essere intervenuti su via Raffaele Costi ora riqualifichiamo anche via Tallone”.
Cosa diventerà lo scheletro abbandonato
Una volta che le ruspe avranno completato il proprio lavoro, nell’area partiranno i lavori per realizzare un data center: “A Tor Sapienza dunque – sottolinea il minisindaco – arriverà una nuova attività produttiva, che porterà anche posti di lavoro.
Un elemento non secondario in un quartiere complesso come questo e su cui abbiamo da tempo chiesto attenzioni.
Detto questo, non sono un ingenuo, so benissimo che a Tor Sapienza i problemi legati alla sicurezza e al degrado restano”.
La richiesta di zone rosse
Subito dopo lo sgombero, non a caso, i residenti di Tor Sapienza e La Rustica hanno iniziato a segnalare la presenza degli occupanti di via Tallone nelle strade, nei parchi e di fronte alle scuole.
A rendere ancora più tesa e allarmante la situazione, è stata la scoperta del cadavere di un uomo di origini africane, vittima di omicidio, nel parco Fabio Montagna a La Rustica.
“C’è un effettivo disagio che queste persone stanno creando – sottolinea Caliste – e di cui Comune e municipio si stanno occupando con i servizi sociali.
Resta però un’emergenza sicurezza a Tor Sapienza e La Rustica, motivo per cui ribadisco l’appello affinché questi quartieri siano inseriti nelle cosiddette zone rosse.
Il che non vuol dire militarizzare i territori, ma intensificare i controlli delle forze dell’ordine per tutelare i residenti.
Su questo lancio di nuovo l’appello al governo, perché al netto di tante parole e decreti, i fatti ancora non ci sono.
So che ormai siamo già sotto elezioni e il caso di Tor Sapienza lo dimostra bene, ma la campagna elettorale va fatta con le proposte, non sotto i riflettori e sulla pelle dei cittadini.
Noi intanto come municipio stiamo già lavorando al prossimo intervento: quello per le aree private di via Teano, vicino al Borghetto degli artigiani.
Dove da tempo c’è un’emergenza sicurezza”.
(Articolo di Giulia Argenti, pubblicato con questo titolo il 1 ottobre 2026 sul sito online “Roma Today”)

