
Un frammento della pittura della“Tomba François”. Foto MIC
La “Tomba François” è stata definitivamente acquistata dal ministero della cultura e dal 25 giugno può essere ammirata al Museo nazionale etrusco di Villa Giulia.
Lo Stato italiano, già nel 1921, aveva manifestato l’interesse all’acquisizione della celebre tomba.
A distanza di oltre un secolo quel proposito si è concretizzato.
Scoperta il 1° maggio 1857 dall’archeologo Alessandro François, nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci, la tomba si trovava nei terreni del principe Alessandro Torlonia.
Realizzata tra il 340 e il 320 avanti Cristo, è composta da 37 pannelli dipinti e da due cippi litici rinvenuti nel corridoio di accesso.
Cosa rappresentano le pitture
Si tratta di una delle più importanti testimonianze rinvenuto fino a noi della pittura etrusca e, secondo gli esperti, anche della pittura antica. Intreccia il mito greco, la memoria storica etrusca.
Attraverso iscrizioni dipinte accanto ai personaggi, le scene permettono infatti di riconoscere nomi, volti ed episodi che intrecciano storia, leggenda e rappresentazione del potere.
Al centro del ciclo pittorico si impone il grande pannello con il sacrificio dei prigionieri troiani alla tomba di Patroclo.
Qui la figura di Achille domina la scena, ma il mito greco viene riletto in chiave etrusca: compaiono infatti il demone Charun, caratterizzato dalla pelle bluastra e dal tipico martello, e la figura alata di Vanth.
Sulla parete opposta la narrazione si sposta sulla storia locale con la liberazione di Celio Vibenna da parte del fratello Aulo e di Macstarna, figura che la tradizione identifica con il futuro re di Roma Servio Tullio.
Si tratta di una testimonianza chiave per la ricostruzione dei rapporti politici dell’epoca.
Il programma decorativo è completato dal più lungo fregio animalistico giunto dall’antichità.
La fascia è popolata da un repertorio di creature reali e fantastiche — grifoni, leoni, pantere, cervi e cinghiali — che attesta l’alto livello tecnico dell’officina pittorica.

Il ministro Giuli in occasione dell’acquisto della Tomba François
Una delle pitture più importanti dell’antichità
“L’acquisizione della Tomba François rappresenta un risultato di straordinario valore per il patrimonio culturale nazionale e testimonia l’impegno del ministero della cultura nel rafforzare le collezioni pubbliche attraverso la restituzione alla collettività di opere fondamentali della nostra storia – ha dichiarato il ministro della cultura, Alessandro Giuli – Con questo atto lo Stato acquisisce uno dei più importanti capolavori della pittura etrusca e dell’arte antica mediterranea, consegnandolo definitivamente alla fruizione pubblica e alla ricerca scientifica.
La Tomba François è una testimonianza identitaria della civiltà etrusca e del ruolo centrale che essa ha avuto nella formazione culturale dell’Italia antica.
Questa acquisizione conferma la volontà del Ministero di investire nella tutela, nella valorizzazione e nell’accessibilità del patrimonio culturale come bene comune e strumento di conoscenza condivisa”.
L’acquisizione è stata resa possibile grazie alla collaborazione degli eredi delle famiglie Torlonia, Sforza Cesarini e Gaetani, proprietari dell’opera.
L’operazione, del valore complessivo di 15 milioni di euro, rappresenta uno dei più importanti investimenti realizzati negli ultimi anni dal Ministero della Cultura nel campo delle acquisizioni patrimoniali.

Acquisizione_TombaFrançois-(4)
(Articolo pubblicato con questo titolo il 31 maggio 2026 sul sito online “Roma Today”)

