
Una protesta degli urtisti
Vincono gli urtisti, gli storici venditori di souvenir di Roma, che potranno tornare a lavorare nelle zone di maggior pregio della città.
È quanto ha stabilito il Consiglio di Stato chiudendo una vicenda che va avanti, ormai, dal 2014.
Chi sono gli urtisti
Gli urtisti sono gli storici venditori ambulanti di souvenir di Roma, attivi dalla fine dell’Ottocento nelle principali aree monumentali della città, come il Colosseo, i Fori Imperiali e altre zone di grande afflusso turistico.
Il nome deriva dalle antiche URT (Unioni Romane Turistiche), legate alle prime autorizzazioni rilasciate per questo tipo di commercio.
La categoria, secondo gli ultimi dati in possesso, conta 115 operatori, titolari di concessioni storiche per la vendita di cartoline, guide, piccoli souvenir e articoli destinati ai turisti.
Negli ultimi anni molti di loro sono stati trasferiti lontano dai principali flussi turistici in seguito alla riorganizzazione del commercio ambulante nel centro storico.
Nel 2018, la regione Lazio aveva riconosciuto gli urtisti come categoria storica e patrimonio culturale immateriale della città di Roma.
Uristi via dal Colosseo
Come anticipato, i problemi per gli urtisti risalgono al 2014.
A maggio, infatti, veniva formalizzato l’accordo di collaborazione tra Roma Capitale e il MIBACT per istituire il “Tavolo tecnico per il decoro“.
A luglio dello stesso anno, la giunta capitolina approvava quindi una delibera che, recependo quanto emerso nel tavolo, avviava il processo di delocalizzazione dei posteggi.
I trasferimenti veri e propri sono arrivati nel 2019.
Gli urtisti, quindi, hanno dovuto spostare le loro bancarelle da luoghi di pregio archeologico, come il Colosseo soprattutto, per andare a lavorare negli ambiti di piazza Trevi, Spagna, Trinità dei Monti, Pantheon o piazza Navona.
Insomma, non stiamo parlando proprio delle ultime location della città.
I venditori, però, hanno contestato queste nuove collocazioni, giudicandole “periferiche ed inadeguate” rispetto alle loro postazioni originali e, soprattutto, insufficienti per numero, rendendo necessario il ricorso a turnazioni per poter lavorare
La prima vittoria legale degli urtisti nel 2023
Il Tar del Lazio, il 16 ottobre del 2023, accogliendo il ricorso degli ambulanti, aveva annullato le delocalizzazioni definitive del 2019 perché adottate senza un adeguato confronto con i venditori.
La sentenza ordinava al comune di rifare il procedimento rispettando le garanzie partecipative.
A gennaio 2024, il I municipio, con una determinazione, confermava le attuali postazioni (già contestate) come base per il nuovo Piano del Commercio e in vista della riorganizzazione di tutti gli ambulanti della città.
Arriva, però, a ottobre una sentenza del Tar del Lazio.
Secondo gli urtisti, infatti, il comune non stava rispettando il precedente pronunciamento dei giudici visto che non erano state riassegnate loro le postazioni originarie.
Il tribunale, però, respingeva il ricorso in ottemperanza proposto dagli ambulanti, sostenendo che la precedente sentenza del 2023 non dava loro il diritto automatico di tornare ai posti originari.
Le ultime sentenze
Insomma, la vicenda sembrava praticamente archiviata.
Tra l’altro, gli ambulanti avevano anche impugnato la determina del I municipio, quella che confermava le attuali postazioni, salvo trovare un respingimento delle loro richieste da parte del Tar a dicembre 2025.
Gli ambulanti tornano al Colosseo
È arrivato, però, il consiglio di Stato a ribaltare tutto.
Tra gennaio e marzo 2026, infatti, il Consiglio aveva emesso diverse ordinanze istruttorie ordinando a Roma Capitale di fornire dati tecnici e dettagliati sulle concessioni e sulle distanze dai monumenti.
I giudici, dopo aver valutato il materiale fornito, hanno quindi deciso di riformare la sentenza del Tar del 2024 e di annullare per elusione tutte le delocalizzazioni.
Soprattutto, il tribunale ha ordinato il reinsediamento temporaneo immediato degli urtisti nelle loro postazioni storiche originarie, Colosseo compreso. Inoltre, viene imposto al comune di avviare un nuovo procedimento, confrontandosi con gli ambulanti, per individuare nuove postazioni, idonee e definitive.
Un duro colpo per il lavoro del Campidoglio che, a marzo, aveva visto vincere al Tar gli operatori dei camion bar che avevano impugnato il piano del commercio del I municipio.
(Articolo di Matteo Torrioli, pubblicato con questo titolo il 4 agosto 2026 sul sito online “Roma Today”)

