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Home Approfondimenti

Abusi nelle aree protette, la Regione approva la semplificazione: i condoni saranno più veloci

05/05/2026
in Approfondimenti, Archivi, Aree naturali protette, Aree protette regionali, Comune di Roma, Governo del territorio, News, Parchi regionali, Piani territoriali, Riserve naturali regionali, Zone di Protezione Speciale (ZPS), Zone umide
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Abusi nelle aree protette, la Regione approva la semplificazione: i condoni saranno più veloci
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Laura Corrotti, FdI

La Regione Lazio rende più semplici e veloci le procedure dei condoni per sanare gli interventi edilizi realizzati all’interno di aree diventate successivamente protette, o sottoposte a vincoli paesaggistici.

Condoni più veloci nelle aree protette

Lo fa tramite l’approvazione di un emendamento, firmato dalla consigliera e presidente della commissione Urbanistica Laura Corrotti, di Fratelli d’Italia.

L’atto modifica la proposta di legge 247, cioè il cosiddetto Collegato al Bilancio della Regione Lazio.

L’obiettivo dell’emendamento è quello di risolvere alcuni nodi tecnici non da poco, emersi dalla stessa proposta di legge poi modificata, e che riguarda le pratiche di condono edilizio sulle aree protette o con vincoli paesaggistici.

Il nodo del “silenzio-assenso”

L’idea iniziale è quella di velocizzare le pratiche.

La Regione dice all’ente che gestisce le aree protette: “Hai 60 giorni per esprimerti sulla richiesta di nulla osta relativa a interventi edilizi passati”.

Dopo questo termine, si forma il “silenzio-assenso”, quindi la pratica viene approvata in automatico.

Ma c’è un problema, non da poco: la legge nazionale.

E, come noto, le leggi di un ente locale (Regione o Comune) non possono passare oltre quelle nazionali.

Il doppio vincolo e le leggi nazionali

Il primo problema è il doppio vincolo: non solo quelli regionali, ma anche nazionali dettati dal codice dei beni culturali e del paesaggio.

Il secondo è che il “silenzio-assenso”, secondo la legge nazionale 241 del 1990, non si può applicare nelle aree protette.

Infine, la tipologia degli abusi: originariamente il Collegato non specificava i tipi di sanatoria applicabili con la nuova norma, e potevano crearsi problemi nel distinguere piccole tolleranze con grandi abusi.

A danno dell’ambiente, del paesaggio e dei cittadini interessati.

Il parere obbligatorio sui grandi abusi

Per questo la consigliera Corrotti ha riformulato l’emendamento, aggirando il rischio di una dichiarazione di inapplicabilità o illegittimità.

Innanzitutto, le pratiche si sanatorie per abusi più consistenti, per esempio senza permesso di costruire o in difformità sostanziale, l’ente che gestisce le aree deve esprimere un parere di compatibilità rispetto alle finalità di tutela dell’area.

L’ente deve pronunciarsi esplicitamente, non c’è “silenzio-assenso”.

La tolleranza per le lievi difformità

Ma la grande novità è quella relativa alle tolleranze costruttive, ovvero “lievi difformità” rispetto ai progetti originali.

In questi casi, non serve un nuovo nulla osta.

Basta comunicare all’ente gestore e si può procedere risparmiando lunghe istruttorie.

In sostanza, è un compromesso: si semplificano le pratiche per piccoli abusi, che si possono derubricare a errori, mantenendo però le tutele per le aree verdi protette.

L’ente gestore resta centrale, è obbligato a fornire un parere e rappresenta un passaggio da compiere per i privati, soprattutto nelle situazioni più rilevanti.

Corrotti (FdI): “Eliminiamo burocrazia inutile”

“Soddisfazione per l’approvazione dell’emendamento presentato in tema di interventi di semplificazione sulle procedure di condono edilizio nelle aree naturali protette – il commento di Corrotti -. In particolare, si chiarisce che non serve più un nuovo nulla osta ma l’ente di gestione può esprime un parere, rendendo il procedimento più rapido e lineare.

Allo stesso tempo, per le difformità di lieve entità si eliminano passaggi burocratici inutili, con un evidente beneficio in termini di tempi e certezze per i cittadini.

L’obiettivo è quello di garantire maggiore velocità amministrativa, senza compromettere la tutela del territorio“.

(Articolo di Valerio Valeri, pubblicato con questo titolo il 4 maggio 2026 sul sito online “Roma Today”)

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