
la nuova mappa di Roma
Il 20 ottobre 2025 al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, alla presenza del Sindaco Roberto Gualtieri, insieme a Claudio Strinati, Andrea Catarci, Maurizio Veloccia e Lorenza Baroncelli, è stata presentata la nuova mappa dei quartieri di Roma, un lavoro partecipativo e in divenire che propone una lettura aggiornata e condivisa della città.

L’attuale ricerca-analisi, visti i cambiamenti enormi avvenuti nell’ultimo mezzo secolo, è dunque una necessità irrimandabile ed è il frutto di un percorso di analisi territoriale che ha coinvolto – e continuerà a coinvolgere – le università Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre, l’Istat, gli uffici Statistica e Giubileo delle Persone e Partecipazione di Roma Capitale, oltre ai Municipi e alla cittadinanza.
“Oggi presentiamo una città che si è guardata allo specchio per ridisegnare la propria identità urbana: una città di storie, relazioni e comunità in continuo movimento.
Attraverso un lavoro che ha integrato l’identità, la storia e la percezione collettiva dei territori con il rigore scientifico abbiamo definito una nuova mappa della nostra città che è viva, aperta al confronto e che restituisce la complessità e la ricchezza di Roma.
Non un semplice aggiornamento cartografico ma uno strumento che ci fornisce dati puntuali sui quartieri di una città strutturalmente policentrica” commenta il Sindaco Roberto Gualtieri.
Tutte le mappe municipali sono interattive e navigabili attraverso il portale GeoRoma direttamente dal sito istituzionale del Comune: per ciascun municipio è possibile consultare e scaricare mappe e dati, suddivisi per quartiere, relativi a popolazione, età, differenze di genere, occupazione, istruzione e presenza straniera.
“Oltre a restituire dignità e identità a tutti i 327 quartieri – di cui 130 sono collocati fuori dal GRA dove oggi risiedono circa 800mila persone – la nuova mappatura permette di analizzare i fabbisogni e incrementare la dotazione dei servizi in maniera mirata.
Ri-conoscere Roma si fa insieme a chi la città la vive e la abita: per questo, dopo le interviste e gli incontri pubblici già realizzati, per tre mesi la cittadinanza può contribuire, partecipando online, a migliorare le mappe e a costruire una città più vicina alle persone e ai territori” dichiara Andrea Catarci, responsabile dell’Ufficio Giubileo delle Persone e Partecipazione di Roma Capitale.
Fino al 15 gennaio 2026 i cittadini possono partecipare attivamente alla costruzione della nuova mappa di Roma, inviando commenti, proposte e suggerimenti nella sezione “Partecipa” del portale istituzionale.
A tal fine è opportuno prima analizzare i “criteri” con cui è stata redatta questa nuova mappa per confrontarli con l’esistente quadro territoriale di fondo.
Oltre al criterio specificato dal Andrea Catarci, che è quello di consentire di analizzare i fabbisogni e incrementare la dotazione dei servizi in maniera mirata, sul sito del Comune di Roma vengono precisate le fasi del progetto de “I Quartieri di Roma” e gli ulteriori criteri che hanno portato alla redazione della nuova mappa, che vanno da un “censimento delle nuove realtà cittadini” al “un primo elenco dei quartieri, basato sulla percezione collettiva e sull’identità storica”.
“Per coniugare l’elemento identitario con il necessario rigore scientifico si è fatto un uso avanzato del GIS (Geographical Information System) – per avere una lettura accurata dei cambiamenti territoriali avvenuti negli ultimi decenni – e si sono consultate tutte le fonti disponibili, dai dati Istat sui nuclei abitati alle vecchie mappe catastali, dalle segnalazioni municipali alle planimetrie storiche, dai piani edilizi fino alle aree ex-abusive.”
Ogni quartiere è costituito da un insieme omogeneo di sezioni censuarie, in modo da poter costituire la base per ottenere i dati di descrizione dell’andamento di popolazione, età, presenza straniera, istruzione, occupazione, differenze di genere.
La nuova geografia urbana, ancora provvisoria e aperta al confronto, restituisce l’immagine di una Roma articolata in 327 quartieri, 22 rioni e 104 zone funzionali.
Le zone funzionali non sono primariamente residenziali, ma sono state individuate per il loro ruolo specifico, come aree agricole, parchi, università, impianti sportivi, cimiteri monumentali e poli industriali, occupando oltre il 42% del territorio comunale.
Le zone funzionali sono mappate separatamente per riconoscerne meglio la funzione nella vita cittadina, come ad esempio quelle del Municipio XV come il Foro Italico, Riserva dell’Insugherata, o il Cimitero Flaminio.
Aree con funzione specifica: Radio Vaticana, Scuola di Fanteria Cesano.
Base per i servizi: La mappatura aiuta ad analizzare i fabbisogni del territorio e a migliorare la distribuzione dei servizi.
Prima di procedere a delle osservazioni puntuali, è opportuno portare a conoscenza chi ci legge dell’esistente suddivisione territoriale di fondo che si è consolidata in ordine cronologico e che non sembra rientrare nei criteri principali di questa nuova mappatura.
Il territorio di Roma Capitale è suddiviso secondo tre tipologie: storica o toponomastica, amministrativa ed urbanistica.
SUDDIVISIONE TOPONOMASTICA – La nuova mappa non sembra tener conto completamente della suddivisione toponomastica del Comune di Roma che si è venuta a consolidare nel tempo e di cui si ripercorrono di seguito le fasi nel tempo.
Nel corso del Medioevo, il territorio del Comune di Roma è stato suddiviso in 14 nuove parti e, alla fine del XIII secolo, il loro numero è salito a 13, con l’aggiunta di Trastevere.
Nel 1586, nel pieno del Rinascimento, Papa Sisto V aggiunse un quattordicesimo rione nella zona di San Pietro, denominato Borgo.
Quando Roma è stata nominata capitale d’Italia, si è reso necessario creare nuovi centri urbani che accogliessero la popolazione proveniente dal resto della Penisola.
Nel 1874, i rioni divennero dunque 15 con l’aggiunta dell’Esquilino.
Nel 1921, furono istituiti 7 nuovi rioni e, ad ognuno, venne assegnato un suo stemma: sulle targhe marmoree delle strade del centro di Roma i rioni sono identificati con la lettera “R” e un progressivo in notazione numerica romana.

Con l’istituzione dell’ultimo rione, Prati, sono nati i 35 quartieri di Roma, identificati dalla lettera “Q” sulle targhe marmoree delle strade di Roma e un progressivo in notazione numerica romana.

I quartieri hanno ognuno un proprio nome e una propria storia.
Ad esempio, il quartiere della Garbatella deve il suo nome a “garbata”, il sistema di coltivazione dei vigneti presenti sulle sue colline.
Esiste anche una leggenda che qui vi abitasse un’ostessa proprietaria di una locanda, che aveva belle fattezze e i modi garbati.
Il quartiere Gianicolense, invece, è comunemente conosciuto come Monteverde, nome che deriva dal tufo giallo-verde che si estraeva anticamente dalla collina su cui fu costruito io quartiere.
Al di là dei quartieri, ci sono i suburbi, ovvero quei territori che uniscono i quartieri alle zone periferiche: identificati dalla lettera “S” sulle targhe marmoree delle strade di Roma e un progressivo in notazione numerica romana, i suburbi sono 6 in totale e hanno subito diversi cambiamenti nei secoli.
Istituiti nel 1926, erano inizialmente dieci, poi undici, dodici, di nuovo undici, sette e, infine, sei.
Essi avevano gli stessi nomi dei loro rispettivi quartieri – suburbio Tiburtino.
E proprio alcuni quartieri hanno assorbito i suburbi, ingrandendone i confini.
Altri suburbi sono stati soppressi e sono stati trasformati in nuovi quartieri.
Abbiamo infine 53 zone, ovvero i territori che costituiscono l’Agro Romano: identificate dalla lettera “Z” sulle targhe marmoree delle strade di Roma e un progressivo in notazione numerica romana, le zone rappresentano la classificazione topografica della campagna romana, in parte abitata.

Fino al 1951, l’agro romano non è stato oggetto di alcuna ripartizione: un primo tentativo di censimento è avvenuto nel 1961, quando furono istituite 59 zone.
Nel 1992, avvenne una sostanziale riduzione e istituito il comune di Fiumicino, ricavato da 6 zone del comune di Roma: le zone Isola Sacra, Fiumicino, Fregene, Maccarese Sud, Torrimpietra e Palidoro, nonché parte di Maccarese Nord e una piccola parte di Castel di Guido e Ponte Galeria.
Ricapitolando la suddivisione storica è composta di 116 comprensori toponomastici organizzati in quattro gruppi:
- 22 rioni che compongono il centro storico, istituiti nel Medioevo sulla base delle 14 regioni augustee e ampliati alla fine del XIX secolo, tutti compresi entro le Mura aureliane tranne Borgo e Prati.

- 35 quartieri che circondano il centro storico fuori dalle Mura aureliane, compresi i tre “quartieri marini” in cui è suddivisa Ostia.

- 6 suburbi, territori oltre quartiere.

- 53 zone a cavallo del GRA e fino ai confini comunali che, insieme ad altre 6 passate al comune di Fiumicino nel 1992, suddividono l’Agro romano.

La nuova mappa del territorio del Comune di Roma conferma i 22 Rioni ed aumenta i quartieri da 35 a 327, ma ignora sia i Suburbi che le Zone dell’Agro Romano, introducendo 104 zone funzionali, che non hanno nulla a che vedere con una corretta suddivisione toponomastica di stampo classico.

Nel rispetto della suddivisione toponomastica storica, molte zone dell’Agro Romano sono state invase nel frattempo dall’espansione edilizia della città di Roma: ad esempio l’attuale Zona LIII dell’agro Romano, che ricade nel XV Municipio di Roma, era sicuramente tale quando la Cassia era ancora solo aperta campagna, mentre ora non lo è più, perché totalmente edificata

Foto aerea della Tomba di Nerone
Per i suddetti motivi, sempre riguardo al territorio del XV Municipio, la nuova mappa di Roma dovrebbe pertanto trasformare in “quartieri” le seguenti zone ormai edificate dell’Agro Romano:
Z.LI – La Storta
Z.LII – Cesano
Z.LIII – Tomba di Nerone
Z.LIV – La Giustiniana
Z.LV – Isola Farnese
Z.LVI – Grottarossa
Z.LVII – Labaro
Z.LVIII – Prima Porta
In tal caso il Comune di Roma dovrebbe sostituire tutte le targhe marmoree delle strade ricadenti nelle suddette zone dell’Agro Romano, riportando sulle nuove la sigla “Q” del corrispondente nuovo quartiere.
Per quanto riguarda invece i Suburbi I (Tor di Quinto) ed XI (Della Vittoria) del XV Municipio, che per definizione sono territori oltre quartiere e costituiscono il terzo livello di suddivisione toponomastica di Roma Capitale, possono restare tali oppure avere una destinazione toponomastica diversa, assimilandoli a zone dell’Agro Romano se destinati a “zona agricola” dal vigente P.R.G. del Comune di Roma oppure a Zona C di protezione dal Piano di assetto del Parco regionale di Veio.
SUDDIVISIONE AMMINISTRATIVA – La nuova mappa non sembra tener conto completamente della suddivisione amministrativa del Comune di Roma che si è venuta a consolidare nel tempo e di cui si ripercorrono di seguito le fasi nel tempo.
Le suddivisioni amministrative di Roma consistevano nella divisione dell’ampio territorio in venti Circoscrizioni, istituite nel 1972: nel 1992 la Circoscrizione XIV si è staccata da Roma per diventare il comune autonomo di Fiumicino.
Nel 2001 le rimanenti diciannove circoscrizioni sono divenute municipi, acquisendo maggiori poteri ma mantenendo la numerazione originaria.
Nel 2013 l’Assemblea Capitolina, secondo quanto previsto dallo Statuto di Roma Capitale, ha attuato il riordino dei municipi: il loro numero è quindi sceso da diciannove a quindici, in virtù dell’accorpamento dei municipi I-XVII, II-III, VI-VII e IX-X: il Municipio XV ha quindi mantenuto gli stessi confini della precedente XX Circoscrizione.

SUDDIVISIONE URBANISTICA – La suddivisione urbanistica è rappresentata dalle 155 zone urbanistiche in cui sono ripartiti i Municipi di Roma.
Sono state istituite nel 1977 a fini statistici e di pianificazione e gestione del territorio, secondo criteri di omogeneità dal punto di vista urbanistico.
I confini sono individuati lungo le soluzioni di continuità più o meno marcate del tessuto urbano.

La nuova mappa di Roma non sembra tener conto delle zone urbanistiche, benché istituite a fini statistici e di pianificazione e gestione del territorio, oltre che rispettose della suddivisione amministrativa del Comune di Roma.
Per quanto riguarda il XV Municipio le Zone Urbanistiche sono le seguenti: 20A Tor di Quinto, 20B Acquatraversa, 20C Tomba di Nerone, 20D Farnesina, 20E Grotta Rossa Ovest, 20F Grotta Rossa Est, 20G Giustiniana, 20H La Storta, 20I Santa Cornelia, 20L Prima Porta, 20M Labaro, 20N Cesano, 20O Martignano, 20X Foro Italico.
Si rileva inoltre che le zone urbanistiche non sono del tutto uguali alle Zone dell’Agro Romano, pur riportando la stessa denominazione: lo mette in evidenza un confronto tra la ZonaLIII dell’Agro Romano “Tomba di Nerone” e la zona urbanistica 20C “Tomba di Nerone”.

Zona LIII dell’Agro Romano “Tomba di Nerone”

Zona Urbanistica 20C “Tomba di Nerone”
Anche se i loro confini non sono identici alla suddivisione toponomastica, le zone urbanistiche sono utili ad identificare i confini delle Zone dell’Agro Romano da trasformare in Quartieri.
Per quanto riguarda la suddivisione urbanistica, un altro opportuno strumento di confronto è il vigente Piano Regolatore Generale, perché utile ad esempio ad individuare le aree destinate a zona agricola da considerare le rimanenti Zone dell’Agro Romano che dovrebbero restare fisse nel tempo.
Oltre al PRG di Roma un altro opportuno strumento di confronto è il piano di assetto del Parco di Veio, che è stato definitivamente approvato, la cui zonizzazione è sovraordinata al PRG e permette di identificare le Zone dell’Agro Roma con le sottozone C1, C2 e C3 del Piano di assetto .

tralcio del Piano di assetto del Parco di Veio
Tenendo conto dei suddetti “criteri” si formuleranno e trasmetteranno entro i termini di tempo prescritti le osservazioni alla nuova mappa di Roma riguardanti in particolare il XV Municipio di Roma.
Dott. Arch. Rodolfo Bosi

