
Si pubblicano di seguito le locandine pubblicitarie pro o contro la riforma della giustizia, contrapponendo per par condicio i “Sì” ai “No”.


Corrado Formigli per il NO





Antonio Di Pietro

Giulia Buongiorno


Maurizio Landini














Alessandra Dolci (magistrato)


Sigfrido Ranucci (Report)


200 avvocati per il NO


Marcello Maddalena (già procuratore e procuratore generale di Torino)

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Voto convinto per il NO nel rispetto della scelta costituzionale fatta da gale per
Alcuni che votano per il si ripetono continuamente che in tutti i paesi democratici europei esiste la separazione delle carriere nella magistratura ed in Italia no.
A parte il fatto che, con la riforma Caltabia, questa separazione è stata resa, di fatto, già attuata, infatti solo lo ZERO virgola effettua il passaggio da giudicante ed inquirente o viceversa.
Poi c’è da dire che il modello italiano è diverso dai paesi europei per un motivo relativo alle sue radici storiche e nasce come reazione al fascismo, con l’obiettivo di garantire la massima indipendenza del Pubblico Ministero dal potere politico (il Governo), temendo che un PM separato potesse essere assoggettato al governo come già avvenuto in passato con il governo fascista. Quindi questo rischio resta ancora concerto e i padri costituenti misero dei paletti nella nostra carta proprio per questo. Questi paletti riguardano proprio i 7 articoli che verranno stravolti da questa riforma fatta a colpi di maggioranza con una legge proposta da un disegno di legge di iniziativa governativa blindata con voto di fiducia del parlamento che non si è potuto proprio esprimere nel merito non potendo modificare nemmeno una virgola. E questa è un anomalia enorme.
Votare NO è anche un obbligo civile e morale nei confronti dei nostri padri costituenti.