
Con la denominazione di “Inviolata” è stata originariamente indicata la collina che con il nome oggi di “Inviolatella” risulta ricompresa tra via Flaminia Nuova a sud, via dei Due Ponti ad est, via Oriolo Romano a nord e via Cassia Nuova ad ovest.
Dopo la costituzione del cosiddetto “Patrimonio di S. Pietro” donato dal re Carlo Magno, all’inizio dell’VIII° secolo d.C. la Chiesa è subentrata definitivamente nell’amministrazione della campagna romana: dal IX° secolo i latifondi dell’Agro Romano sono stati divisi tra il clero delle basiliche, delle chiese e dei monasteri.
Al Capitolo delle suore di S. Maria in Via Lata (odierna Via del Corso) è stata assegnata la gestione della tenuta dell’Inviolata, che ha assunto tale denominazione proprio dalla congiunzione storpiata che il popolino ha fatto del termine “in Via Lata”.
Nel 1770 la tenuta dell’Inviolata (oggi Inviolatella) è appartenuta invece al principe Borghese: questa appartenenza è all’origine del nome di Via dell’Inviolatella Borghese, che è stato dato alla strada senza uscita che da Via Cassia Nuova arriva in cima alla collina.
Con la suddivisione toponomastica l’intero territorio di Roma è stato distinto, partendo dal centro storico, in Rioni, Quartieri, Suburbi e Zone dell’Agro Romano.

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Con variazione del dizionario toponomastico del 1º marzo 1954, il suburbio Parioli è stato soppresso ed il suo territorio assegnato al suburbio Tor di Quinto e al nuovo quartiere Tor di Quinto .
Con delibera del Commissario Straordinario n. 2453 del 13 settembre 1961, a causa della notevole urbanizzazione, i cinque suburbi dell’area est, dal II al VI, furono ufficialmente soppressi, istituendo al loro posto nuovi quartieri, mentre il suburbio Tor di Quinto fu ridotto in estensione lasciando la sezione sud al nuovo quartiere omonimo

L’antica tenuta agricola rientra oggi pienamente nel Parco di Veio, istituito contestualmente alla legge regionale n. 29 del 1997.
L’8 settembre 1999 la Società Acqua Marcia, proprietaria dei terreni, li ha donati gratuitamente al Comune di Roma che in seguito ha acquisito anche altre aree private in cambio di compensazioni nella zona della Magliana: nel 2004 infatti alcuni terreni appartenenti alla Banda della Magliana, posti sotto sequestro, sono entrati a far parte del patrimonio del Comune di Roma e su quei terreni qualche anno dopo è stato inaugurato il Parco attrezzato pubblico di Via di Villa Lauchli.
Nell’agosto del 2014, dopo un lungo periodo di incertezze e grazie alla cartellonistica realizzata dal Comitato “Robin Hood” è stato aperto anche il parco attrezzato di Via dell’Inviolatella Borghese, portando l’estensione a 22 ettari.
Ma l’apertura dei due parchi non era però l’intera proprietà pubblica in quanto mancavano ancora i 28 ettari dell’area a sinistra di Via dell’Inviolatella (quella confinante con la Via Cassia Nuova), i terreni lungo la sponda destra del Fosso dell’Acqua Traversa e la parte sovrastante il parco attrezzato.
Qui, grazie alla presenza di un allevatore si era pensato addirittura alla realizzazione di una “fattoria didattica” dove portare in visita le scolaresche.
Il Comitato Cittadino per il XX Municipio, Italia Nostra e il Comitato promotore Parco di Veio hanno richiesto al Comune la trasformazione dell’area in parco al fine di evitare l’urbanizzazione e di conseguenza la frammentazione: i 300 ettari si raggiungono unendo l’istituito parco dell’Inviolatella Borghese con il contiguo parco ancora da istituire
Purtroppo la possibilità e volontà di realizzare una “grande Inviolatella Borghese” con accessi da Via Fabbroni e Via Manziana, con la fattoria didattica e il ripristino del vecchio manufatto da destinare a “casa del parco” o sede dei Guardiaparco del Parco di Veio, non c’è stata.
Infatti dopo la realizzazione nel 2014 da parte del Comune di Roma del parco pubblico attrezzato su una parte dei tredici ettari confiscati alla banda della Magliana, deve essere destinata a parco pubblico anche la parte a sinistra di via dell’Inviolatella Borghese che comprende, nella parte bassa, il grande prato sul quale per 17 anni consecutivi si è svolta la Giornata della Primavera all’Inviolatella e, nella parte alta, l’area con il sentiero che arriva ai terreni di proprietà dell’ ente nazionale di ricerca CREA – Il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria.
Con deliberazione del Consiglio Regionale n. 2 del 19 febbraio 2025 è stato approvato il piano di assetto del Parco di Veio, che destina l’area dell’Inviolatella Borghese (ad est di via Cassia Nuova) a zona B1 di riserva generale (aree agro-silvo-pastorali di collina), a Zona C1 di protezione (paesaggio agrario con funzione di connessione ambientale) ed a zona D3 di promozione economica e sociale (valorizzazione e recupero del patrimonio edilizio agricolo- infrastrutture per la fruizione – aree da sottoporre a progetti di recupero ambientale).


A seguito del confronto con Comitati e Associazioni, con risoluzione n. 15 del 6 maggio 2025 è stata promossa l’istituzione di un tavolo di lavoro per individuare all’interno del Piano i confini di un “Parco campagna “ di circa 300 ettari, assicurando l’unitarietà delle proprietà pubbliche dell’ ex tenuta agricola dell’Inviolatella Borghese, promuovendo la realizzazione della Greenway, valorizzando l’antica Veientana e il patrimonio archeologico.

La nuova mappa di Roma destina l’area dell’Inviolatella Borghese alla omonima zona funzionale, con funzione di area verde, Parco (in aree urbane).

Per assicurare una suddivisione toponomastica anche alla nuova mappa di Roma si propone di destinare l’area in questione a suburbio I sostituendone la denominazione “Tor di Quinto” in “Inviolatella Borghese”, ricomprendendo nei suoi confini anche l’area ad ovest di via Cassia Nuova, individuata come quartiere “Vigna Clara”, ma compresa tra via Cassia Vecchia e via Vilfredo Pareto.
Dott. Arch. Rodolfo Bosi

