• Home
  • Biografia
  • Contatti
venerdì, Dicembre 12, 2025
21 °c
Rome
20 ° Sab
20 ° Dom
Rodolfo Bosi
  • Biografia
  • Ambiente
    • Valutazione Ambiente Strategica (V.A.S.)
    • Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.)
    • Valutazione di Incidenza (V.Inc.A.)
  • Approfondimenti
  • Archivi
  • Aree agricole
    • Aree soggette ad usi civici
  • Aree naturali protette
    • Aree contigue ad aree naturali protette
    • Monumenti naturali
    • Parchi Nazionali
    • Parchi regionali
    • Riserve naturali provinciali
    • Riserve naturali regionali
    • Riserve naturali statali
    • Siti di Importanza Comunitaria (SIC)
    • Zone di Protezione Speciale (ZPS)
    • Zone umide
    • Aree Wilderness
  • Caccia e Animali
    • Piani faunistici venatori provinciali e regionali
  • Editoriali e aneddoti di una vita
  • Governo del territorio
    • Beni culturali
    • Beni paesaggistici
    • Edilizia
    • Piani territoriali
    • Urbanistica
  • Impianti di telefonia mobile
  • Impianti fotovoltaici
  • Impianti pubblicitari a Roma
    • Cartellopoli
    • Piano regolatore degli impianti pubblicitari (P.R.I.P.)
    • Piani di localizzazione degli impianti pubblicitari
  • Natura
  • News
  • Paesaggio
  • Rassegna Stampa
No Result
View All Result
  • Biografia
  • Ambiente
    • Valutazione Ambiente Strategica (V.A.S.)
    • Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.)
    • Valutazione di Incidenza (V.Inc.A.)
  • Approfondimenti
  • Archivi
  • Aree agricole
    • Aree soggette ad usi civici
  • Aree naturali protette
    • Aree contigue ad aree naturali protette
    • Monumenti naturali
    • Parchi Nazionali
    • Parchi regionali
    • Riserve naturali provinciali
    • Riserve naturali regionali
    • Riserve naturali statali
    • Siti di Importanza Comunitaria (SIC)
    • Zone di Protezione Speciale (ZPS)
    • Zone umide
    • Aree Wilderness
  • Caccia e Animali
    • Piani faunistici venatori provinciali e regionali
  • Editoriali e aneddoti di una vita
  • Governo del territorio
    • Beni culturali
    • Beni paesaggistici
    • Edilizia
    • Piani territoriali
    • Urbanistica
  • Impianti di telefonia mobile
  • Impianti fotovoltaici
  • Impianti pubblicitari a Roma
    • Cartellopoli
    • Piano regolatore degli impianti pubblicitari (P.R.I.P.)
    • Piani di localizzazione degli impianti pubblicitari
  • Natura
  • News
  • Paesaggio
  • Rassegna Stampa
No Result
View All Result
Rodolfo Bosi
No Result
View All Result
Home Archivi

Agenzia europea dell’ambiente, l’export illegale di rifiuti pericolosi è aumentato del 625%

22/12/2016
in Archivi, Governo del territorio, Natura, News, Piani territoriali
0
0
1
SHARES
0
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

 

Gli “speciali pericolosi” sono quei rifiuti generati da attività produttive o di servizio che contengono un’elevata dose di inquinanti (ma sono “pericolosi” anche alcuni rifiuti urbani comunemente presenti nelle nostre case, come pile esauste o medicinali scaduti), e che per questo necessitano di un’ancor più attenta gestione.

L’ultimo rapporto pubblicato dall’Agenzia europea dell’ambiente (Eea) in materia si sofferma in particolare sulle politiche in atto nel Vecchio continente per prevenire la produzione di rifiuti pericolosi, individuando non poche lacune.

Innanzitutto legislative: in tutta Europa gli unici programmi di prevenzione che contengano precisi target quantitativi in merito sono stati elaborati da Bulgaria, Lettonia, Svezia e Italia.

Un primato che, purtroppo, non ci inserisce automaticamente tra i Paesi virtuosi: il Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti, adottato in Italia nel 2013, prevede tra gli altri obiettivi una riduzione del 10% (al 2020, rispetto al 2010) della produzione di rifiuti speciali pericolosi per unità di Pil, ma ad oggi non è dato sapere quali politiche industriali siano in atto per raggiungere questo obiettivo.

«Nessuno di questi programmi – precisa d’altronde l’Eea – ha un sistema di controllo specifico per la prevenzione dei rifiuti pericolosi».

Nel frattempo, l’Ispra documenta come dal 2013 al 2014 (ultima annualità disponibile) la produzione di rifiuti speciali pericolosi sia aumentata in Italia dello 0,3%, arrivando a 8,8 milioni di tonnellate/anno.

Rifiuti che, è bene ricordare, non siamo ancora in grado di gestire in toto all’interno dei nostri confini.

Nel 2014 – evidenzia ancora una volta l’Ispra – 919mila tonnellate di rifiuti speciali pericolosi italiani sono stati esportati.

La grande maggioranza viene spedita (678mila tonnellate, pagate profumatamente) in Germania, dove questi rifiuti pericolosi – ormai celebre il caso dell’amianto – prodotti su suolo italiano vengono poi gestiti.

Il richiamo alla produzione non è solo lessicale: i rifiuti pericolosi sono una traccia potente della struttura economica di un Paese.

Degli stati europei, non a caso sono la Bulgaria e l’Estonia a generare la più alta quantità di rifiuti pericolosi: la prima a causa delle sue numerose miniere, la seconda per la produzione di shale oil.

Più in generale, un’elevata presenza di rifiuti pericolosi è legata ad un’estesa attività manifatturiera, anche green: «Nella Ue-28 i più grandi volumi di rifiuti pericolosi – sottolinea l’Eea – sono generati dal settore dei rifiuti, che ne comprende la raccolta, la gestione e lo smaltimento».

Anche la gestione dei rifiuti, il riciclo, l’economia circolare producono a loro volta rifiuti che è necessario sì tentare di ridurre al minimo, ma che rimane impossibile continuare nel mentre a ignorare. Senza dimenticare gli stessi nuclei familiari, che a loro volta sono una fonte «minore, ma importante» nella produzione di rifiuti pericolosi.

Eppure il dato drammaticamente più urgente contenuto nel rapporto Eea – più della produzione ancora in crescita di rifiuti pericolosi (circa 100 milioni di tonnellate, in «leggero incremento» dal 2008 nonostante la crisi), più della bassa qualità degli stessi dati raccolti, che minano «l’accuratezza e la comparabilità» delle varie performance nazionali – sta nella manifesta volontà di continuare a dirottare altrove il problema degli scarti prodotti dalle nostre società.

Quando va bene i rifiuti vengono messi su camion, navi o vagoni ferroviari per essere spediti lontano dai luoghi di produzione, con aggravi di costi sia ambientali sia economici, ma pur sempre nell’alveo della legalità.

Quando va male, questi stessi rifiuti trovano come via di fuga quella – più economica? – dei traffici illegali.

Traffici che hanno subito negli ultimi anni una nuova impennata: «Nonostante gli sforzi della Commissione europea, degli Stati membri dell’Ue, delle organizzazioni internazionali […] le spedizioni illegali di rifiuti sembrano in aumento, con 2.500 casi riportati nel 2013 a fronte di 400 nel 2009».

Un aumento in parte forse riconducibile a controlli più efficaci, motivazione che da sola potrebbe però difficilmente spiegare un incremento del 625% in soli 4 anni – peraltro di acuta crisi economica.

Da una parte «le esportazioni di rifiuti pericolosi sono rimaste prevalentemente all’interno dell’Ue, spinte dalla mancanza di capacità nazionale per gestire i flussi di rifiuti, e dai differenti costi di recupero o smaltimento in luoghi diversi».

Gli impianti non ci sono, in altre parole, dunque i rifiuti si spediscono fuori confine.

D’altra parte, poiché anche «il trattamento dei rifiuti pericolosi all’interno dell’Ue appare spesso molto caro, ci sono incentivi economici per spedirli illegalmente in luoghi senza o con minori standard ambientali».

Tale azione, evidenzia in modo lapalissiano l’Agenzia europea dell’ambiente, ha «spesso gravi conseguenze per l’ambiente e/o la salute umana».

Una postilla che raramente sembra turbare le nostre coscienze: lontano dagli occhi, lontano dal cuore.

 

(Articolo di Luca Aterini, pubblicato con questo titolo il 20 dicembre 2016 sul sito online “greenreport.it”)

Previous Post

Mestre, sindaco Brugnaro vuole la “cittadella della povertà”. Via i barboni dal centro, le mense devono andare fuori

Next Post

Orsi polari prede di squali e orche a causa ritiro ghiacci

Next Post

Orsi polari prede di squali e orche a causa ritiro ghiacci

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Recenti

  • “Lista stupri” al liceo Giulio Cesare, avviata inchiesta per istigazione a delinquere
  • Le incoerenti zone funzionali della nuova mappa di Roma
  • Dopo gli abbattimenti alla Montagnola parte la messa a dimora di nuovi alberi: “Saranno oltre 70”
  • Stadio Flaminio: svolta attesa per Natale. Per ora all’Avvocatura capitolina non è stato presentato nessun progetto
  • Ecco come gli amministratori pubblici possono installare fotovoltaico gratis, con le Esco

Commenti recenti

  1. Pasquale su I corpi dei palestinesi spianati dai bulldozer
  2. Alba Castelllani su Disarmo nucleare, Roma pronta al primo attacco
  3. Franco Quaranta su Un agronomo per municipio e Ama a pulire i parchi: il piano di Azione per salvare il verde
  4. Pasquale Annunziata su MA DOVE SONO LE PROVE CHE MOSCA MINACCI L’UE?
  5. Ferdinando Suraci su Gaza, il testo integrale dell’accordo di pace firmato a Sharm el Sheikh
Link Consigliati
  • BastaCartelloni
  • Legambiente Lazio
  • Salviamo il paesaggio

Archivi

Commenti recenti

  • Pasquale su I corpi dei palestinesi spianati dai bulldozer
  • Alba Castelllani su Disarmo nucleare, Roma pronta al primo attacco
  • Franco Quaranta su Un agronomo per municipio e Ama a pulire i parchi: il piano di Azione per salvare il verde
  • Pasquale Annunziata su MA DOVE SONO LE PROVE CHE MOSCA MINACCI L’UE?
  • Ferdinando Suraci su Gaza, il testo integrale dell’accordo di pace firmato a Sharm el Sheikh

Newsletter

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.
Caricamento
Copyright © 2023 RodolfoBosi.it. All rights reserved

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • Biografia
  • Contatti
  • Editoriali e aneddoti di una vita
  • Home
  • Privacy Policy

This website uses cookies. By continuing to use this website you are giving consent to cookies being used. Visit our Privacy and Cookie Policy.