• Home
  • Biografia
  • Contatti
martedì, Ottobre 13, 2026
18 °c
Rome
17 ° Mer
17 ° Gio
Rodolfo Bosi
  • Biografia
  • Ambiente
    • Valutazione Ambiente Strategica (V.A.S.)
    • Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.)
    • Valutazione di Incidenza (V.Inc.A.)
  • Approfondimenti
  • Archivi
  • Aree agricole
    • Aree soggette ad usi civici
  • Aree naturali protette
    • Aree contigue ad aree naturali protette
    • Monumenti naturali
    • Parchi Nazionali
    • Parchi regionali
    • Riserve naturali provinciali
    • Riserve naturali regionali
    • Riserve naturali statali
    • Siti di Importanza Comunitaria (SIC)
    • Zone di Protezione Speciale (ZPS)
    • Zone umide
    • Aree Wilderness
  • Caccia e Animali
    • Piani faunistici venatori provinciali e regionali
  • Editoriali e aneddoti di una vita
  • Governo del territorio
    • Beni culturali
    • Beni paesaggistici
    • Edilizia
    • Piani territoriali
    • Urbanistica
  • Impianti di telefonia mobile
  • Impianti fotovoltaici
  • Impianti pubblicitari a Roma
    • Cartellopoli
    • Piano regolatore degli impianti pubblicitari (P.R.I.P.)
    • Piani di localizzazione degli impianti pubblicitari
  • Natura
  • News
  • Paesaggio
  • Rassegna Stampa
No Result
View All Result
  • Biografia
  • Ambiente
    • Valutazione Ambiente Strategica (V.A.S.)
    • Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.)
    • Valutazione di Incidenza (V.Inc.A.)
  • Approfondimenti
  • Archivi
  • Aree agricole
    • Aree soggette ad usi civici
  • Aree naturali protette
    • Aree contigue ad aree naturali protette
    • Monumenti naturali
    • Parchi Nazionali
    • Parchi regionali
    • Riserve naturali provinciali
    • Riserve naturali regionali
    • Riserve naturali statali
    • Siti di Importanza Comunitaria (SIC)
    • Zone di Protezione Speciale (ZPS)
    • Zone umide
    • Aree Wilderness
  • Caccia e Animali
    • Piani faunistici venatori provinciali e regionali
  • Editoriali e aneddoti di una vita
  • Governo del territorio
    • Beni culturali
    • Beni paesaggistici
    • Edilizia
    • Piani territoriali
    • Urbanistica
  • Impianti di telefonia mobile
  • Impianti fotovoltaici
  • Impianti pubblicitari a Roma
    • Cartellopoli
    • Piano regolatore degli impianti pubblicitari (P.R.I.P.)
    • Piani di localizzazione degli impianti pubblicitari
  • Natura
  • News
  • Paesaggio
  • Rassegna Stampa
No Result
View All Result
Rodolfo Bosi
No Result
View All Result
Home Archivi

All’ultimo stadio

03/03/2017
in Archivi, Comune di Roma, edilizia, Governo del territorio, News, Piani territoriali, Urbanistica
0
0
1
SHARES
5
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

 

 

In questo “paese senza”, lo storytelling è ormai un instrumentum regni.

C’è un problema?

Basta dire che si è trovata la soluzione (senza dire quale) e tutti si placano.

Quando arriva il momento della verità la soluzione, quella vera, non interessa più a nessuno.

Abbiamo visto governi annunciare, dopo un Consiglio dei ministri, interventi che salvano la scuola, esaltano la cultura; per poi scoprire che il testo era ancora tutto da scrivere.

Vediamo ora il Comune di Roma adeguarsi al costume, e fare altrettanto con la vicenda stadio.

La discussione, anche dentro un M5S sempre più diviso (ma sempre più forte grazie alle debolezze altrui), riguardava l’enormità dell’operazione edilizia, in cui lo stadio è una piccola parte rispetto a un milione di metri cubi di costruito, un Business Park con tre grattacieli firmati dall’archistar di turno (altezza 220 metri).

Dopo il consueto zig-zag di dichiarazioni, ecco il miracolo: dimezzate le cubature (ma dove?), decapitati i grattacieli (ma di quanto?), ridotte le opere pubbliche (e il verde?).

La descrizione cambia a seconda di chi ne parla: l’importante è dire che c’è l’accordo fra Roma (intesa come città) e la Roma (intesa come società calcistica).

L’importante è che il M5S dia un messaggio rassicurante: anche a noi piace l’urbanistica contrattata, state sereni.

Non siamo poi così radicali, non temiamo di varcare “la linea d‘ombra del cemento” (Tomaso Montanari, Repubblica, 14 febbraio).

E naturalmente ora tutti vogliono lo stadio.

I progetti in lista d’attesa includono la Lazio (che in nome della par condicio rivendica il diritto di devastare un altro pezzo di campagna romana), Firenze, Milano, Bologna, Napoli, Palermo.

Ma perché quest’alluvione di stadi?

L’ultimo governo Berlusconi lanciò un disegno di legge che considerava «urgente e indifferibile » costruire per ogni dove nuovi stadi.

Ma quel testo era un cavallo di Troia, autorizzando intorno agli stadi la costruzione di zone residenziali e servizi, insomma vere e proprie new town. 

Il tutto in barba alla tutela del paesaggio: per velocizzare «le necessarie varianti urbanistiche e commerciali» le garanzie di legge venivano annullate mediante il teatrino di una conferenza dei servizi e la «dichiarazione di pubblica utilità e indifferibilità e urgenza delle opere».

Quella norma non fu mai approvata come legge autonoma, ma venne riversata con un colpo di mano dal governo Letta nel comma 304 della legge di stabilità 2014: è su questa base che le procedure per lo stadio furono avviate, e la giunta Marino le dichiarò di pubblica utilità e urgenza. La ratio della norma è chiara: lo sport come scusa per rilanciare la cementificazione del paesaggio.

Ma in termini di legalità?

La decisione sul progetto spetta a una conferenza dei servizi prevista per oggi, ma l’unico parere scritto formulato dal Comune è quello, negativo, dell’ex-assessore Paolo Berdini, secondo cui «il luogo presenta caratteri di fragilità idrogeologica che sconsigliano l’edificazione, che comporterebbe un notevole consumo di suolo e renderebbe impermeabile la metà circa dell’area».

Inoltre, la delibera della giunta Marino fu fatta sul vecchio progetto, e una dichiarazione di pubblica utilità non può darsi senza il nuovo progetto.Non ci sono nemmeno valutazioni che lo riguardino; ma i documenti ufficiali sul primo progetto restano validi, perché interessano valori a rischio anche con cubatura ridotta.

In un parere pro veritate Ferdinando Imposimato rileva che, mentre secondo la legge «lo stadio non può prevedere altri interventi salvo quelli strettamente funzionali alla fruibilità dell’impianto», le costruzioni previste «non sono in alcun modo finalizzate allo stadio, ma hanno il solo scopo di procurare guadagni a vantaggio del proponente e soci, secondo la strategia di (…) insinuare l’edilizia residenziale speculativa, di volumetria esorbitante quella dell’impianto».

Insomma, scrive Imposimato, «si parla di uffici direzionali, ma tale Business Park serve a mascherare un’operazione di mega speculazione edilizia»; il progetto è dunque contrario all’utilità sociale, viola gli articoli 9, 32, 41 e 42 della Costituzione, e la delibera che ne dichiara l’interesse pubblico è da ritenersi nulla.

Altri dati di fatto sono richiamati nel parere unanime dei Comitati tecnico-scientifici per l’archeologia, il paesaggio, le belle arti e l’architettura: quell’ansa del Tevere mantiene un carattere rurale, con tre casali agricoli, un ponte romano, lo storico castello della Magliana, e il vincolo paesaggistico in una fascia di 150 metri dal fiume.

L’area è di interesse archeologico, e nessuna indagine di archeologia preventiva vi è stata effettuata. Infine, la Soprintendenza di Stato ha vietato la distruzione anche parziale dell’ippodromo di Tor di Valle, «opera di grande innovazione costruttiva degli architetti Lafuente e Rebecchini» (1960), e la Direzione Generale del Ministero ha rilevato che «l’intervento è previsto in un ambito della piana fluviale del Tevere sostanzialmente integro e di notevole qualità paesaggistica» e il progetto comporta «interferenza con le visuali da e verso il centro storico, tutelato quale sito Unesco».

Con tali valutazioni, come è mai possibile decidere senza un nuovo articolato progetto che consenta di rivederle?

Come farà a esprimersi il “responsabile unico del procedimento” nella conferenza dei servizi (a quel che pare, il funzionario di Palazzo Chigi Carlo Notarmuzi)?

Quale che sia la cubatura prevista, questo è in primo luogo un problema di legalità, anzi di legalità costituzionale.

Questo progetto non è una risposta alla crisi economica né alla macelleria sociale che ne consegue, e nemmeno al degrado di quell’area, ma la prosecuzione di pessime abitudini.

E infatti non propone di costruire impianti sportivi o uffici riscattando le periferie più cadenti o recuperando edilizia di pregio (come lo Stadio Flaminio o l’edificio Inps a Piazza Marconi), ma punta su un’area a verde agricolo con vincoli paesaggistici e archeologici.

La vicenda Stadio è una cartina di tornasole: non lo storytelling ma la verità dei fatti mostrerà chi sta dalla parte della legalità, e chi alla Costituzione preferisce la speculazione.

(Articolo di Salvatore Settis, pubblicato con questo titolo il 3 marzo 2017 su “la Repubblica”)

 

Previous Post

Rifiuti, la Regione non rispetta il Tar

Next Post

E’ il World Wildlife Day, destino della natura in mano ai giovani

Next Post

E' il World Wildlife Day, destino della natura in mano ai giovani

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Recenti

  • Al via la campagna dei ricorsi. I sei rilievi alla legge elettorale
  • Gli studenti francesi incidono. In Italia no, restano inascoltati
  • Fontana finisce alla Consulta “Su Delmastro vìola la Carta”
  • “La Dolce Vita 2.0”: il Financial Times celebra la Capitale, sempre più attrattiva per investitori stranieri
  • Un “passaporto digitale” per ogni carrozzina: la proposta del tassista romano piace a 26mila persone

Commenti recenti

  1. Dino su Spari sotto le finestre, panico a Mentana: cacciatore uccide un cinghiale in strada
  2. Tony su Spari sotto le finestre, panico a Mentana: cacciatore uccide un cinghiale in strada
  3. Pasquale Annunziata su Nucleare, via alla legge. La sfida su tempi e costi
  4. Pasquale Annunziata su Ranucci, vietato parlarne nelle reti Mediaset “Non bisogna dare spazio alla concorrenza”
  5. Pasquale Annunziata su Gli autovelox sulla via Laurentina sono l’incubo dei pendolari. Multe di oltre 1000 euro e patenti ritirate
Link Consigliati
  • BastaCartelloni
  • Legambiente Lazio
  • Salviamo il paesaggio

Archivi

Commenti recenti

  • Dino su Spari sotto le finestre, panico a Mentana: cacciatore uccide un cinghiale in strada
  • Tony su Spari sotto le finestre, panico a Mentana: cacciatore uccide un cinghiale in strada
  • Pasquale Annunziata su Nucleare, via alla legge. La sfida su tempi e costi
  • Pasquale Annunziata su Ranucci, vietato parlarne nelle reti Mediaset “Non bisogna dare spazio alla concorrenza”
  • Pasquale Annunziata su Gli autovelox sulla via Laurentina sono l’incubo dei pendolari. Multe di oltre 1000 euro e patenti ritirate

Newsletter

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.
Caricamento
Copyright © 2023 RodolfoBosi.it. All rights reserved

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • Biografia
  • Contatti
  • Editoriali e aneddoti di una vita
  • Home
  • Privacy Policy

This website uses cookies. By continuing to use this website you are giving consent to cookies being used. Visit our Privacy and Cookie Policy.