• Home
  • Biografia
  • Contatti
mercoledì, Maggio 20, 2026
21 °c
Rome
20 ° Sab
20 ° Dom
Rodolfo Bosi
  • Biografia
  • Ambiente
    • Valutazione Ambiente Strategica (V.A.S.)
    • Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.)
    • Valutazione di Incidenza (V.Inc.A.)
  • Approfondimenti
  • Archivi
  • Aree agricole
    • Aree soggette ad usi civici
  • Aree naturali protette
    • Aree contigue ad aree naturali protette
    • Monumenti naturali
    • Parchi Nazionali
    • Parchi regionali
    • Riserve naturali provinciali
    • Riserve naturali regionali
    • Riserve naturali statali
    • Siti di Importanza Comunitaria (SIC)
    • Zone di Protezione Speciale (ZPS)
    • Zone umide
    • Aree Wilderness
  • Caccia e Animali
    • Piani faunistici venatori provinciali e regionali
  • Editoriali e aneddoti di una vita
  • Governo del territorio
    • Beni culturali
    • Beni paesaggistici
    • Edilizia
    • Piani territoriali
    • Urbanistica
  • Impianti di telefonia mobile
  • Impianti fotovoltaici
  • Impianti pubblicitari a Roma
    • Cartellopoli
    • Piano regolatore degli impianti pubblicitari (P.R.I.P.)
    • Piani di localizzazione degli impianti pubblicitari
  • Natura
  • News
  • Paesaggio
  • Rassegna Stampa
No Result
View All Result
  • Biografia
  • Ambiente
    • Valutazione Ambiente Strategica (V.A.S.)
    • Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.)
    • Valutazione di Incidenza (V.Inc.A.)
  • Approfondimenti
  • Archivi
  • Aree agricole
    • Aree soggette ad usi civici
  • Aree naturali protette
    • Aree contigue ad aree naturali protette
    • Monumenti naturali
    • Parchi Nazionali
    • Parchi regionali
    • Riserve naturali provinciali
    • Riserve naturali regionali
    • Riserve naturali statali
    • Siti di Importanza Comunitaria (SIC)
    • Zone di Protezione Speciale (ZPS)
    • Zone umide
    • Aree Wilderness
  • Caccia e Animali
    • Piani faunistici venatori provinciali e regionali
  • Editoriali e aneddoti di una vita
  • Governo del territorio
    • Beni culturali
    • Beni paesaggistici
    • Edilizia
    • Piani territoriali
    • Urbanistica
  • Impianti di telefonia mobile
  • Impianti fotovoltaici
  • Impianti pubblicitari a Roma
    • Cartellopoli
    • Piano regolatore degli impianti pubblicitari (P.R.I.P.)
    • Piani di localizzazione degli impianti pubblicitari
  • Natura
  • News
  • Paesaggio
  • Rassegna Stampa
No Result
View All Result
Rodolfo Bosi
No Result
View All Result
Home Archivi

Api antiterrorismo, con l’olfatto scovano gli esplosivi

25/11/2015
in Archivi, Governo del territorio, Natura, News, Piani territoriali
0
0
1
SHARES
11
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

 

Api antiterreorismo.

Una manciata di api potrebbe collaborare alla sicurezza del Paese, grazie all’infallibile olfatto.

Questi insetti, infatti, opportunamente addestrati, sono in grado di rilevare la presenza di sostanze esplosive per sventare attentati terroristici.

A confermarlo sono alcune sperimentazioni condotte con successo negli ultimi anni da Usa e Gran Bretagna che hanno dimostrato come uno sciame possa essere convertito da api ‘da fiori’ a api ‘da esplosivi’, sfruttando le loro capacità per misurazioni ambientali come l’inquinamento.

Anche l’Italia è pronta a fare lo stesso addestrando insieme alle forze dell’ordine un esercito di api ‘poliziotte’, come spiega all’ANSA Marino Quaranta, ricercatore Crea Agrobiologia di Firenze.

Un progetto simile infatti era stato finanziato qualche anno fa dal Ministero delle politiche agricole condotto dall’Unità di ricerca di apicoltura e bachicoltura presso il Crea di Bologna che, non a caso, si chiamava ‘Apiboom’.

”La varietà di api utilizzate per questo obiettivo sono le mellifere – spiega il ricercatore – ottimi sensori di esplosivi e impiegabili in missioni di ricognizione presso aeroporti, porti, campi minati e possibili obiettivi di attentati terroristici”.

Un lavoro che viene fatto da tempo con i cani ma, a differenza di questi, il costo sia dell’addestramento che degli addestrati è decisamente inferiore e si risolve in pochi giorni anziché in mesi.

Una famiglia di api con circa 20 mila insetti, costa intorno agli 80 euro; bastano poi 2-3 giorni per insegnare ad ogni insetto a riconoscere la presenza di materiali esplosivi.

Per la ricognizione ne servono 4 alla volta, spiega Quaranta, unico neo è il loro ciclo di vita molto breve che richiede un addestramento continuo per assicurare il ricambio.

Il metodo è semplice: l’operaia viene messa in un cilindretto da cui fuoriesce solo la testa esposta a diversi odori, quando lo fiuta con le antenne viene ricompensata.

Stessa cosa per l’addestramento: tre o quattro operaie vengono inserite in una sorta di valigetta provvista di un sensore a raggi infrarossi in grado di rilevare l’estensione della lingua, la ligula che l’operatore può tenere sotto osservazione.

Le api la estrarranno solo se fiutano l’odore dell’esplosivo, facendo scattare l’allarme.

Si tratta semplicemente di sfruttare in modo diverso il loro olfatto, visto che già dagli anni ’70 in Europa e negli Stati Uniti, l’ape domestica era utilizzata come indicatore ambientale in grado di fornire mappe molto dettagliate dell’inquinamento del suolo e dell’aria.

Basta pensare che già dopo il disastro di Chernobyl fu utilizzata, anche in Italia, per esplorare la contaminazione del suolo da eventuali radiazioni.

 

(Articolo di Sabina Licci, ANSA del 18 novembre 2015, ore 20:35)

Previous Post

Centrali idroelettriche, una questione di interesse anche per la Basilicata

Next Post

Clima: Unicef, 530 mln bimbi in aree a rischio inondazioni

Next Post

Clima: Unicef, 530 mln bimbi in aree a rischio inondazioni

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Recenti

  • Smotrich: incriminazione Cpi contro di me
  • Rifiuti, torna l’incubo delle ecoballe: “Devono restare a Roma. C’é la guerra”
  • Il Csm corregge il tiro: autobavaglio verso il rinvio
  • Clima, chi paga i danni? Perché il voto all’Onu può cambiare tutto
  • L’Aia processa Al Buti, il complice di Almasri

Commenti recenti

  1. Fabio Zanzucchi su Il tempo non é rinnovabile. La battaglia mancata del Wwf per il paesaggio
  2. Cristina Rinaldi su Il tempo non é rinnovabile. La battaglia mancata del Wwf per il paesaggio
  3. Simona su Sull’abuso d’ufficio, il gioco delle tre carte di Nordio all’Europa
  4. Pino. su Pedonalizzazione Villaggio Olimpico, c’è chi dice sì: “Finalmente via degrado e incroci pericolosi”
  5. Pasquale su Mantovano da Mattarella. Il dl Sicurezza va cambiato
Link Consigliati
  • BastaCartelloni
  • Legambiente Lazio
  • Salviamo il paesaggio

Archivi

Commenti recenti

  • Fabio Zanzucchi su Il tempo non é rinnovabile. La battaglia mancata del Wwf per il paesaggio
  • Cristina Rinaldi su Il tempo non é rinnovabile. La battaglia mancata del Wwf per il paesaggio
  • Simona su Sull’abuso d’ufficio, il gioco delle tre carte di Nordio all’Europa
  • Pino. su Pedonalizzazione Villaggio Olimpico, c’è chi dice sì: “Finalmente via degrado e incroci pericolosi”
  • Pasquale su Mantovano da Mattarella. Il dl Sicurezza va cambiato

Newsletter

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.
Caricamento
Copyright © 2023 RodolfoBosi.it. All rights reserved

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • Biografia
  • Contatti
  • Editoriali e aneddoti di una vita
  • Home
  • Privacy Policy

This website uses cookies. By continuing to use this website you are giving consent to cookies being used. Visit our Privacy and Cookie Policy.