Via i cartelloni pubblicitari abusivi.
Da settembre il neo assessore al Commercio, Adriano Meloni, promette la rimozione di ben 1200 impianti non autorizzati dando così un segnale forte su un tema che somiglia già ad un suo cavallo di battaglia, l’abusivismo in tutte le sue forme.
Mentre sui tempi del completamento dell’iter della delibera sul Prip (Piano regolatore degli Impianti Pubblicitari), che porta la firma dell’ex assessore Leonori, il presidente della commissione commercio Andrea Coia, che gli siede vicino nel corso della prima commissione, preferisce un generico «a fine settembre stabiliremo il cronoprogramma».
Se non altro la notizia è che il Prip non è morto tra una lungaggine burocratica e un ricorso al Tar, come troppo spesso è accaduto per altri provvedimenti di simile importanza.
Il suo iter, in realtà, dopo quasi due anni di lavoro, si era fermato tra il passaggio della giunta Marino e la gestione commissariale anche perché nel frattempo alcune agenzie di settore avevano presentato ricorso al Tar contro il Piano, rallentando ulteriormente l’iter.
Di fatto, dopo essere stato presentato ai Municipi, si attende l’approvazione di ogni singolo mini territorio per poi far approdare l’intera riforma in Giunta per l’ok finale.
Il piano permetterà di arrivare ad avere 14 mila cartelloni su tutta Roma dai 28 mila di oggi; al netto si passerà dagli attuali 224 mila metri quadrati a 138 mila e le concessioni non si misureranno più in spazi ma, appunto, in metri quadrati.
Le rimozioni degli impianti abusivi era in realtà già iniziata con la giunta Marino: sono stati rimossi, infatti, 5 mila cartelloni e le rimozioni sono state effettuate direttamente dalle aziende.
A settembre, a detta di Meloni, si riparte.
Ma la commissione commercio serve all’assessore anche per tornare a chiarire la sua posizione sui camion bar: «La petizione di Marino per lasciare liberi i Fori Imperiali dai camion bar? Sono d’accordo con lui», è la sua risposta, e per rilanciare il tema del centro carni e del centro fiori.
In particolare, su quest’ultimo, dice che «non è così fondamentale», soprattutto se allocato in una zona (via Trionfale) «dove i camion sostano spesso in doppia fila arrivando fin sotto le finestre dei residenti».
Dunque, bisogna vedere la sua reale utilità il che, chiarisce a margine Meloni, «non vuol dire chiuderlo, non abbiamo deciso ancora niente in merito».
Le opposizioni avanzano altri temi e problematiche, Coia chiarisce che «non è possibile già avere una conoscenza approfondita su tutte le questioni».
Meloni assicura: «Queste settimane ho studiato tanto», e la sensazione che dà mentre legge le linee programmatiche è proprio questa.
Più volte ripete quello che è necessario fare, forse ancora poco chiaro è come riuscirà a metterlo in pratica.
La commissione si chiude con Coia che chiede ai consiglieri chi resta ad agosto e chi parte.
Che siano tante le urgenze per il settore commercio è chiaro a tutti.
(Articolo di Damiana Verucci, pubblicato con questo titolo il 5 agosto 2016 sul sito online del quotidiano “Il Tempo”)
N.B. – La dichiarata previsione al netto secondo cui “si passerà dagli attuali 224 mila metri quadrati a 138 mila” è quella del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP), approvato dalla Assemblea Capitolina con deliberazione n. 49 del 30 luglio 2014.
I Piani di Localizzazione degli impianti pubblicitari, così come redatti dalla S.p.A. “Aequa Roma” e ridimensionati nel rispetto delle prescrizioni imposte dalle Soprintendenze competenti per territorio, prevedono una superficie espositiva complessiva su suolo pubblico di 75.030 metri quadri.
