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Rodolfo Bosi
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Home Archivi

Dalla Ue 650 milioni di euro per l’economia circolare, ma servirebbero 320 miliardi

29/01/2017
in Archivi, Governo del territorio, News, Piani territoriali
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Passare da un modello di sviluppo economico lineare a uno circolare potrebbe significare per l’Europa un raddoppio dei benefici (stimabile in un passaggio da 0,9 a 1,8 mila miliardi di euro) da qui al 2030, sotto tutti i profili: il Pil crescerebbe dell’11% anziché del 4%, le emissioni di CO2 sarebbero tagliate del 48% e in molti settori industriali il consumo di risorse naturali crollerebbe del 32%.

Numeri noti, quelli contenuti nel rapporto Growth within: a circular economy vision for a competitive Europe  prodotto dalla Ellen MacArthur Foundation, dal McKinsey Center for Business and Environment e dal Sun (Stiftungsfonds für Umweltökonomie und Nachhaltigkeit), e presentato lo scorso anno insieme ai vertici della Commissione Ue.

Numeri noti ma per il momento campati per aria: senza investimenti, l’economia circolare è destinata a rimanere un sogno su carta.

Quantificare i finanziamenti necessari non è dunque secondario.

Per questo la Ellen MacArthur Foundation è tornata quest’anno ad approfondire il rapporto, non a caso intitolato Achieving Growth Within.

Che cosa riporta?

La Ellen MacArthur Foundation ha scelto stavolta di focalizzare l’attenzione su 3 macrosettori – mobilità, cibo e costruzioni – che insieme assorbono «il 60% della spesa delle famiglie europee e l’80% dell’impiego delle risorse».

Non stupisca dunque se un rapporto sull’economia circolare non si focalizza solo sulla gestione dei rifiuti prodotti dalla nostra società: intervenendo solo sull’ultimo anello della catena del consumo sarebbe difatti impossibile cambiare tutti quelli che stanno a monte.

Intervenendo su questi “soli” 3 ambiti, per l’Europa sarebbe possibile incrementare il proprio Pil del 7%, ridurre il consumo di materie prime del 10% e la CO2 emessa del 17% rispetto al modello di crescita corrente.

Come?

Secondo la Ellen MacArthur Foundation sono necessari investimenti aggiuntivi pari a 320 miliardi di euro (in altre parole circa il 2% del Pil Ue, ammontante a oltre 16mila miliardi di dollari): 70 nella catena del cibo, 115 in quella delle costruzioni e 135 per la mobilità.

Sono questi «i primi passi necessari da parte delle imprese e dei governi» per realizzare un’economia circolare europea.

Un documento definito «ispiratore» dal commissario Ue all’Ambiente Karmenu Vella.

Peccato che l’Europa sia ancora molto lontana dal centrarne le raccomandazioni.

Proprio ieri la Commissione Ue ha fatto il punto sulle iniziative messe in campo: «La creazione di un’economia circolare in Europa costituisce una priorità fondamentale per questa Commissione», ha dichiarato il responsabile per lo Sviluppo sostenibile Frans Timmermans.

Eppure il pacchetto legislativo proposto dalla Commissione ha poco a che fare con l’approccio suggerito dalla Ellen MacArthur Foundation: si occupa essenzialmente di rifiuti urbani, oltretutto proponendo target meno avanzati rispetto a quelli fatti propri dalla precedente Commissione (e stia toccando al Parlamento Ue tentare di riportare le lancette indietro di tre anni).

Nonostante tutto, una novità si annuncia interessante.

«Sono felice di annunciare che – ha dichiarato Jyrki Katainen, commissario Ue per la crescita – grazie ai risultati conseguiti dal piano Juncker per gli investimenti, possiamo ancora una volta collaborare con la Bei per far incontrare investitori e innovatori.  

Il nostro obiettivo è incrementare gli investimenti, pubblici come privati», creando di concerto con la Banca europea per gli investimenti una piattaforma per il sostegno finanziario all’economia circolare.

Come?

La piattaforma per il finanziamento dell’economia circolare, spiegano dalla Commissione Ue, riunirà la Commissione stessa, la Bei, le banche nazionali di promozione, gli investitori istituzionali e altri portatori di interessi di rafforzare il collegamento tra gli strumenti esistenti, quali il Fondo europeo per gli investimenti strategici (Efsi) e l’iniziativa InnovFin – Finanziamento dell’Ue per l’innovazione finanziata da Orizzonte 2020 ed «eventualmente» mettere a punto nuovi strumenti finanziari.

Su questo «eventualmente» si giocherà una parte significativa della partita: all’interno di Horizon 2020 sono approntati finora (e per due anni, 2016-2017) 650 milioni di euro di investimenti per lo sviluppo dell’economia circolare. Un po’ poco, rispetto a 320 miliardi di euro.

 

 

(Articolo di Luca Aterini, pubblicato con questo titolo il 27 gennaio 2017 sul sito online “greenreport.it”),

 

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