Nella notte tra il 30 e il 31 dicembre è stata approvata la manovra finanziaria regionale in cui è stata inserita la proroga del Piano casa “Polverini/Zingaretti”, in scadenza il 31 gennaio, fino al 1 giugno 2017 (con un impegno a varare entro tale termine una legge sostitutiva sulla rigenerazione urbana)
Carteinregola aveva inviato, nel pomeriggio del 30 dicembre, un appello al Presidente Zingaretti perché chiudesse per sempre il capitolo del “Piano casa” della Regione Lazio, dopo che il centro destra aveva depositato un emendamento che ne chiedeva la proroga da sei mesi a un anno e mezzo e, soprattutto, dopo che era giunta notizia che la maggioranza l’aveva inserita in un maxiemendamento che avrebbe portato al voto del Consiglio.
Per la proroga spingevano da tempo vari ordini e categorie legati all’edilizia, insieme a un fronte bipartisan che arriva fino a La Destra: il giorno prima Francesco Storace, sul Giornale d’Italia, aveva attaccato duramente SI- SEL, rea di costringere “i loro alleati [del PD NDR]a mendicare due mesi in più o in meno sulla proroga del Piano [casa]”.
Ma alla fine il centrosinistra del Lazio ha deciso di allungare ancora le opportunità offerte ai privati dal “Piano Casa” senza alcun ripensamento: lo stesso Presidente Zingaretti, apprendiamo dalla sintesi delle dichiarazioni di voto pubblicata sul sito del Consiglio regionale, ha rivendicato che “i testi votati stanotte non sono quelli usciti dalla Giunta regionale, ma sono cambiati grazie al lavoro di confronto e discussione nella commissione e nell’Aula, perché siamo coscienti che in un momento così delicato nella vita politica del Paese occorre un atto di responsabilità”, come i “due esempi di proposte delle opposizioni accolte nel testo finale: quella del centrodestra di prorogare la scadenza del “piano casa” e quella del Movimento cinque stelle sul diritto allo studio“.
Ma se è comprensibile che il centrodestra, da cui il Piano casa in questione prende le mosse, si batta per la sua proroga, è meno chiaro perché continui a farlo un partito – il PD – che nell’era Polverini era schierato con SEL e Radicali italiani contro quegli stessi articoli – Art 3 ter quater etc – che sono rimasti quasi identici nella versione ora riprorogata.
E facciamo presente – come già, inutilmente, nel 2014 – che per valutare l’opportunità o meno di tale proroga sarebbe stato indispensabile conoscere almeno l’incremento dei pesi insediativi nell’ambito del territorio comunale, che avrebbe dovuto essere monitorato con il “Registro degli interventi”, istituito ai sensi dell’art. 3 ter c. 9 della stessa legge, presso ciascun comune e i cui dati riepilogativi devono essere trasmessi annualmente alla stessa Regione.
L’assenza di ogni informazione al riguardo non depone a favore della trasparenza e dell’interesse pubblico della proroga.
E ci chiediamo anche quale trasparenza sarà garantita rispetto a questa fantomatica legge regionale per la rigenerazione urbana, che dovrebbe essere “presentata dalla Giunta entro il 31 gennaio 2017” e approvata dal Consiglio “entro e non oltre giugno 2017“.
Legge di cui si parla da anni ma di cui non si sa nulla, dato finora non è mai stata resa pubblica né condivisa con i cittadini e le associazioni.
Eppure è stata l’argomento che ha convinto i consiglieri del PD e di SEL/SI a votare una ulteriore proroga del Piano casa “a scatola chiusa”.
Ed è comunque tutto da valutare il testo di tale legge, che – come più volte dichiarato dall’Assessore Civita – dovrebbe porsi in continuità con l’attuale “Piano casa”.
Il rischio è che, dopo il “Piano casa (Polverini)” e il “Piano Casa 2 (Zingaretti)- la vendetta “, la saga continui con “Piano casa 3 – la resurrezione”
(Articolo di Anna Maria Bianchi Missaglia e del gruppo urbanistica di Carteinregola, pubblicato il 2 gennaio 2017 sul sito online “Carte in Regola)
L’APPELLO DEL 30 DICEMBRE: BASTA CON IL PIANO CASA DELLA POLVERINI
Il cosiddetto “Piano Casa” – nella versione della Giunta Zingaretti, la PL 75, approvata e prorogata nella notte tra il 30 e Il 31 ottobre 2014, è un Piano che, per la parte edilizia, ha riproposto con poche modifiche la “mutazione genetica” introdotta dalla Presidente del centro destra Polverini.
Basta confrontare i due “Piani Casa” Polverini e Zingaretti – in calce è scaricabile la versione con i due testi a fronte – per toccare con mano che si è continuato a consentire aumenti di cubatura e cambi di destinazione “in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici”, dando ai privati la possibilità di ampliare edifici ancora da costruire, o di cambiarne la destinazione d’uso, permettendo di trasformare capannoni industriali in appartamenti o addirittura in centri commerciali.
E tutto questo estromettendo i Comuni dalle decisioni che riguardavano il governo del loro territorio, quindi senza alcuna valutazione degli impatti degli interventi sull’ambiente, la mobilità, la qualità della vita dei residenti.
A pochi giorni dalla scadenza, apprendiamo che un emendamento del centro destra, facendosi portavoce delle tante sollecitazioni di alcuni ordini e categorie collegate al settore edilizio, ne chiede la proroga, da sei mesi a un anno e mezzo.
Chiediamo fermamente che non sia dato seguito né a tale proposta né ad alcuna analoga modifica che consenta il perpetuarsi di una normativa che privilegia l’interesse privato a scapito del governo pubblico del territorio, che piega la rigenerazione urbana alle esigenze del profitto, che restringe la democrazia e la partecipazione dei cittadini nei processi di trasformazione della città.
Non a caso il Piano casa Polverini ha fatto scuola e trovato seguaci in molte Regioni a guida centrodestra.
Chiediamo al Presidente Zingaretti, alla sua Giunta e a tutti i consiglieri regionali che intendono tutelare i diritti della collettività, per uno sviluppo della nostra Regione compatibile con la qualità della vita dei cittadini e la tutela del nostro patrimonio ambientale e paesaggistico, di chiudere per sempre il capitolo del Piano Casa Polverini, senza ulteriori proroghe più o meno mascherate.
È dalla capacità di proposte innovative che i cittadini possono valutare positivamente l’operato dell’amministrazione regionale cui compete la regolamentazione del territorio e non dalla stanca riproposizione di norme pensate da altri e soprattutto un altre epoche.
Associazione Carteinregola, Italia Nostra Roma, VAS Roma…
Edoardo Salzano, Enzo Scandurra, Carlo Cellamare, Elio Rosati (Segretario Cittadinanzattiva Lazio), Emanuele Montini (Segretario generale Italia Nostra), Paola Bonora, Paolo Maddalena…
(L’appello stava raccogliendo ulteriori adesioni di associazioni e urbanisti, giuristi e intellettuali quando è arrivata la notizia della proroga)
