• Home
  • Biografia
  • Contatti
martedì, Aprile 14, 2026
21 °c
Rome
20 ° Sab
20 ° Dom
Rodolfo Bosi
  • Biografia
  • Ambiente
    • Valutazione Ambiente Strategica (V.A.S.)
    • Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.)
    • Valutazione di Incidenza (V.Inc.A.)
  • Approfondimenti
  • Archivi
  • Aree agricole
    • Aree soggette ad usi civici
  • Aree naturali protette
    • Aree contigue ad aree naturali protette
    • Monumenti naturali
    • Parchi Nazionali
    • Parchi regionali
    • Riserve naturali provinciali
    • Riserve naturali regionali
    • Riserve naturali statali
    • Siti di Importanza Comunitaria (SIC)
    • Zone di Protezione Speciale (ZPS)
    • Zone umide
    • Aree Wilderness
  • Caccia e Animali
    • Piani faunistici venatori provinciali e regionali
  • Editoriali e aneddoti di una vita
  • Governo del territorio
    • Beni culturali
    • Beni paesaggistici
    • Edilizia
    • Piani territoriali
    • Urbanistica
  • Impianti di telefonia mobile
  • Impianti fotovoltaici
  • Impianti pubblicitari a Roma
    • Cartellopoli
    • Piano regolatore degli impianti pubblicitari (P.R.I.P.)
    • Piani di localizzazione degli impianti pubblicitari
  • Natura
  • News
  • Paesaggio
  • Rassegna Stampa
No Result
View All Result
  • Biografia
  • Ambiente
    • Valutazione Ambiente Strategica (V.A.S.)
    • Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.)
    • Valutazione di Incidenza (V.Inc.A.)
  • Approfondimenti
  • Archivi
  • Aree agricole
    • Aree soggette ad usi civici
  • Aree naturali protette
    • Aree contigue ad aree naturali protette
    • Monumenti naturali
    • Parchi Nazionali
    • Parchi regionali
    • Riserve naturali provinciali
    • Riserve naturali regionali
    • Riserve naturali statali
    • Siti di Importanza Comunitaria (SIC)
    • Zone di Protezione Speciale (ZPS)
    • Zone umide
    • Aree Wilderness
  • Caccia e Animali
    • Piani faunistici venatori provinciali e regionali
  • Editoriali e aneddoti di una vita
  • Governo del territorio
    • Beni culturali
    • Beni paesaggistici
    • Edilizia
    • Piani territoriali
    • Urbanistica
  • Impianti di telefonia mobile
  • Impianti fotovoltaici
  • Impianti pubblicitari a Roma
    • Cartellopoli
    • Piano regolatore degli impianti pubblicitari (P.R.I.P.)
    • Piani di localizzazione degli impianti pubblicitari
  • Natura
  • News
  • Paesaggio
  • Rassegna Stampa
No Result
View All Result
Rodolfo Bosi
No Result
View All Result
Home Archivi

Ecco il Natale made in China “Compagni, festeggiate”

16/12/2015
in Archivi, Governo del territorio, News, Piani territoriali
0
0
1
SHARES
0
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

 

Natale made in China.1

In Cina la parola del 2015 è “troppo”.

A votarla, i media di Stato: troppo smog, troppa corruzione, troppo divario tra ricchi e poveri, troppi tonfi in Borsa.

Ad essere “troppo”, per la propaganda, è anche un fenomeno fino a ieri ignoto, specchio di tutti gli altri “troppi”: il Natale occidentale.

I cinesi delle metropoli lo chiamano, onestamente, Festival del regalo.

In dicembre lo celebrano come prologo consumista ai loro festeggiamenti intimi, quelli per il Festival di primavera, il capodanno lunare, tra fine gennaio e i primi di febbraio.

È un affare miliardario, ma oggi, per la prima volta dopo trent’anni, c’è un problema: Pechino prende atto che l’Occidente, per il suo Natale, può spendere sempre meno.

Non c’entrano gli attriti tra Mao e Santa Claus, la minaccia è una catastrofe economica.

Europa e Usa hanno delocalizzato in Cina l’intera coreografia natalizia: abeti in plastica e palle di vetro, luminarie e addobbi, giocattoli e gadget, perfino i presepi, amorevolmente impacchettati nella nazione che perseguita i cattolici fedeli al Vaticano.

Tutto ciò che ha fatto del Natale il più importante evento commerciale globale, esce dalle fabbriche low cost seminate tra il Guangdong e lo Zhejiang.

Natale made in China.

La diagnosi del premier Li Keqiang però è impietosa: iper-produzione.

Traduzione: montagne di prodotti natalizi invenduti sommergono in questi giorni migliaia di aziende e magazzini cinesi, paralizzano la megalopoli-mercato di Yiwu, o giacciono nelle navi al largo di Guangzhou, in attesa di commesse last minute che non partono più.

Dopo l’allarme, anche l’ordine è partito dall’alto: «Ex compagni, festeggiate ».

L’invito del partito-Stato è una sorprendente tregua nella guerra contro «corruzione, vizi, eccessi ed eccentricità».

Se l’Occidente non compra più il suo Natale made in China, tocca ai cinesi riciclarlo in patria, smaltendo le scorte di renne elettroniche e cappucci rossi sintetici nel nome della crescita nazionale.

Il cinese medio è sorpreso dall’improvviso via libera ideologico all’occidentalizzazione della vita collettiva: città e villaggi si trasformano in cloni dei mercatini dell’Avvento scandinavi.

A Pechino e a Shanghai, nei quartieri diplomatici e nelle ex concessioni straniere, l’ultima moda è bere vin brulé e divorare salsicce nel gelo, tra le bancarelle inghiottite dalle polveri sottili che vendono cosette ben presentate al ritmo di Jingle Bells.

Nel fine settimana, nonostante l’emergenza smog, i negozi della capitale sono stati presi d’assalto da 11 milioni di neo-consumatori fedeli al partito, stimolati da 15 mila giganteschi abeti elettrici e 170 chilometri di luminarie, alimentate dalle centrali a carbone.

I media del governo rivelano che in dicembre oltre 13 mila ristoranti cinesi serviranno pranzi natalizi e cenoni “Western Menu”, tra i 60 e i 900 dollari a testa: mega-tacchini Usa che cancellano le vecchie anatre cinesi.

L’auto-smaltimento natalizio, secondo gli analisti finanziari, può valere «lo zero virgola che manca a centrare il 7% di crescita del Pil nazionale».

Per le banche di Stato il fedele neo consumatore metropolitano, che in un mese spende poco meno del doppio del suo stipendio per le offerte natalizie, è il cliente che salva i bilanci.

Le concessionarie d’auto cinesi devono a Babbo Natale due milioni di nuove vetture, il salvagente delle delocalizzate case germaniche e giapponesi.

Se il Natale è un prodotto invenduto che la Cina non riesce più a esportare, diventa automaticamente una merce locale «da assorbire all’interno» e 3 mila studentesse si presentano alla selezione per 40 “babbesse natalesse” al centro commerciale Shing Kong Place, per offrire ai clienti cubetti di ottimo, finto panettone cinese.

Un abete infiocchettato e un pacco colorato in ogni casa della Cina: non è un miracolo, nessuno sa bene perché, ma quest’anno tocca al capitalismo riciclato del Natale occidentale salvare la stabilità del «socialismo con caratteristiche cinesi».

 

(Articolo di Giampaolo Visetti, pubblicato con questo titolo l’8 dicembre 2015 su “la Repubblica”)

Previous Post

Smog: Consiglio Ambiente Ue verso accordo su inquinanti

Next Post

È stato rimosso l’impianto pubblicitario della ditta SCI di cui VAS aveva segnalato l’installazione abusiva in via Flaminia più di cinque anni fa

Next Post

È stato rimosso l’impianto pubblicitario della ditta SCI di cui VAS aveva segnalato l’installazione abusiva in via Flaminia più di cinque anni fa

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Recenti

  • Trump come Gesù tra fedeli e luce divina: l’immagine IA pubblicata dal presidente Usa sui social
  • L’altra guerra é ai tesori d’arte: in macerie troni e palazzi reali
  • Conte e il consiglio di Trump sulla Libia “Mi disse: c’é petrolio, prendilo con la forza”
  • “I nostri diritti dimenticati”: lo sfogo dei caregiver di Roma dopo il caos dei buoni della Regione
  • Gioele, Gabriele e Angelica Maria: chi sono i tre ragazzi del Lazio premiati da Mattarella come eroi della solidarietà

Commenti recenti

  1. VE su “obbligo di pubblicare le assoluzioni”, riecco la norma Costa post-batosta del No
  2. Pasquale su M5S, Genova contro Roma. Grillo rivuole il simbolo
  3. Angelo Desina su Addio spartitraffico, arriva il nuovo mercato di via Orvieto: ecco come cambierà il volto del quartiere
  4. Pasquale su La premier arruola Sal Da Vinci “La tua canzone regalo per il sì”
  5. Pasquale su La premier: le toghe ci ostacolano. Prove di armistizio Marina-Pd
Link Consigliati
  • BastaCartelloni
  • Legambiente Lazio
  • Salviamo il paesaggio

Archivi

Commenti recenti

  • VE su “obbligo di pubblicare le assoluzioni”, riecco la norma Costa post-batosta del No
  • Pasquale su M5S, Genova contro Roma. Grillo rivuole il simbolo
  • Angelo Desina su Addio spartitraffico, arriva il nuovo mercato di via Orvieto: ecco come cambierà il volto del quartiere
  • Pasquale su La premier arruola Sal Da Vinci “La tua canzone regalo per il sì”
  • Pasquale su La premier: le toghe ci ostacolano. Prove di armistizio Marina-Pd

Newsletter

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.
Caricamento
Copyright © 2023 RodolfoBosi.it. All rights reserved

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • Biografia
  • Contatti
  • Editoriali e aneddoti di una vita
  • Home
  • Privacy Policy

This website uses cookies. By continuing to use this website you are giving consent to cookies being used. Visit our Privacy and Cookie Policy.