Fino al 12 giugno Bologna diventa la capitale mondiale delle tematiche ambientali.
Una settimana che culminerà con i lavori del G7 Ambiente 2017, e che prevede un contenitore di settanta eventi aperti alla partecipazione di tutti, preambolo dei lavori istituzionali che si apriranno domenica 11.
Presentato a Bologna manifesto della sostenibilità
Dieci obiettivi-guida, cinque metodologici e cinque di sostenibilità, uniti a una campagna nazionale di crowdfunding dal titolo #alloraspengo, a supporto di una start up innovativa che insegna agli alunni delle scuole medie a rendere la propria scuola più sostenibile.
È questo il programma del primo ‘Manifesto della sostenibilità e della crescita per le imprese italiane‘ in vista del G7 Ambiente, presentato oggi a Bologna e promosso da Unilever Italia e Giovani imprenditori di Confindustria, alla presenza del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.
Il progetto ha l’obiettivo di promuovere un approccio di sostenibilità ambientale e sociale presso il mondo produttivo e istituzionale.
“Investire nell’ambiente significa essere competitivi e attualizzare il concetto di responsabilità sociale d’impresa“, ha detto il ministro Galletti.
6/6 – Galletti, gli Usa dovranno chiarire dopo il no di Parigi
“Il G7 Ambiente è importante perché sarà la prima volta che gli Stati Uniti dovranno chiarire esattamente qual è la loro posizione.
Loro dicono: ridiscutiamo gli accordi di Parigi.
Chiaramente quella non è una via percorribile per noi però potremo capire fino a che punto sono invece disponibili ad andare avanti con politiche compatibili con Parigi“.
L’ha detto a pochi giorni dal G7 Ambiente in programma a Bologna, il ministro Gian Luca Galletti.
Arrivando a Bologna a un appuntamento di Hera dedicato all’economia circolare, Galletti ha risposto a chi gli chiedeva di un possibile accordo Europa-Cina sull’ambiente che “l’accordo esiste già nei fatti perché sono entrambi sottoscrittori dell’accordo di Parigi ed entrambi hanno già dichiarato che continueranno sulla strada intrapresa a Parigi, anzi con maggior convinzione ancora“.
“Quello che mi preoccupa di più – ha poi aggiunto il ministro durante l’intervista con l’ex direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli – è che rischiamo di mandare a monte tutto lo schema delle trattative e degli accordi multilaterali“.
L’uscita dagli accordi di Trump “vuol dire che siamo in mano al governo di turno. Fino ad oggi siamo andati bene perché tutti i firmatari, anche con i cambi di governo hanno tenuto fede agli accordi. Questo e’ uno strappo alle politica dell’Onu e degli accordi“.
‘La competizione è sull’economia circolare’
“La competizione tra le aziende nella quarta rivoluzione industriale sarà proprio sull’economia circolare.
Arrivarci per primi vuol dire avere un’economia più competitiva a livello globale“.
L’ha detto il ministro dell’Ambiente arrivando a un appuntamento dedicato proprio al tema dell’economia circolare, promosso da Hera a Bologna.
Una cosa, questa, che per il ministro riguarda anche gli Usa.
Perché non è vero che gli Stati non hanno compreso l’importanza di un’economia sostenibile dal punto di vista ambientale.
“Non l’ha compreso il Governo degli Stati Uniti – ha aggunto Galletti -. Non l’ha compreso Trump.
Le grandi aziende americane sono in prima linea sull’economia circolare.
Io credo che questo farà la differenza.
Questo sarà importante per far sì che anche gli Usa siano performanti per gli obiettivi di Parigi.”
05/06 – Ministro dell’Ambiente a Bologna apre i lavori cornice del vertice
“In ambiente o si vince tutti o si perde tutti: la posizione americana è antistorica e sicuramente preoccupa.
Da Bologna dobbiamo lanciare un messaggio unificante, non solo in merito alle posizioni americane, ma anche per quello che sta succedendo in Europa” ha detto il ministro Gian Luca Galletti.
“A Parigi si erano presi degli impegni, gli americani e tutti gli altri Paesi del mondo, che erano determinanti per salvare il pianeta – ha aggiunto il ministro – noi italiani e gli europei, oltre alla stragrande maggioranza dei Paesi che hanno firmato l’accordo di Parigi, abbiamo rinnovato l’impegno e messo sul campo la disponibilità ad aumentare la propria virtuosità e le azioni, dando un bel segnale.
Tocca a noi, anche a questo G7, capire cosa vogliono fare gli americani.
A tutt’oggi hanno confermato la loro presenza: sarà il momento per capire se vogliono continuare verso l’impegno di Parigi, anche in forme diverse, oppure se c’è un disimpegno totale“.
“Sono anche sicuro – ha proseguito il ministro – che saranno gli americani e le aziende americane a non seguire Trump, perché oggi le politiche economiche ambientali convengono e rendono più competitive le imprese.
Le aziende devono rispondere agli azionisti che vogliono dividendi: per fare più dividendi oggi conviene seguire questo tipo di politica“.
04/06 – Non solo economia ed innovazione ma anche degrado umano e ambientale
“Abbiamo costruito il G7 Ambiente di Bologna partendo dai concetti di ecologia integrale e debito ambientale che papa Francesco ci ricorda nella enciclica Laudato si’.
Non parleremo solo di economia, tecnologia e innovazione, ma anche della relazione fra degrado umano e degrado ambientale“: così il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti spiega l’evento che trasformerà Bologna nella capitale mondiale dell’ecologia nel prossimo fine settimana.
E aggiunge: “Abbiamo chiamato banche e istituzioni per capire come intendiamo trasferire ai paesi poveri quei 100 miliardi di dollari all’anno che a Parigi ci siamo impegnati a versare dal 2020“.
E poi “avremo un giorno di dialogo interreligioso.
Chiameremo tutte le religioni per capire cosa ne pensano dei temi dell’ambiente.
Al termine faremo una Carta di Bologna da consegnare ai ministri“.
(ANSA del 5 giugno 2017, ore 15:32)

