Riceviamo dal Dott. Paolo Cartasso e volentieri pubblichiamo
PREMESSA
La Legge Regionale del Lazio del 1997 prevedeva il trasloco degli autodemolitori oltre il G.R.A., per urgenti e gravi motivi ambientali, lontano da insediamenti abitativi.
Il Vice Commissario per l’emergenza rifiuti, assegnò, con decreto n.28 del 29/12/200 un’area di 14 ettari in località Casal Bianco/Marco Simone.
La Giunta Comunale di Roma con Deliberazione n. 451 del 23/12/2009 individuò nuovamente l’area di Casal Bianco come centro di autodemolizione, le motivate proteste furono accolte.
La Giunta Comunale di Roma con Deliberazione n.181 del 25/06/2014 ha deliberato le linee d’indirizzo programmatico per la delocalizzazione e/o stabilizzazione dei centri di autodemolizione nel territorio di Roma Capitale.
Il Dipartimento Tutela Ambientale del Comune di Roma con Determinazione Dirigenziale n. 1448 del 24/12/2015, ha completato un articolato programma nel rispetto alle 5 aree previste e nel recepimento del Piano Gestione dei Rifiuti del Lazio, Deliberazione n.14 del 18/01/2012.
La delibera di Giunta del Campidoglio dopo il “fallimento” dell’accordo di programma tra Comune, Provincia e Regione ha ristudiato completamente la situazione.
In totale a Roma le aree dove insistono attività di autodemolizione e rottamazione di automobili sono 21 sulle quali operano circa 120 attività.
Di queste solo cinque (via della Maglianella, via Prenestina, via della Magliana, via Loro e via di Torre nova) risultano conformi sotto il profilo am-bientale e urbanistico.
Altre 12, invece, hanno la possibilità, con delle modifiche, di accogliere gli impianti: saranno trasformati in capannoni industriali dove non si vedranno più le carcasse, saranno messi in sicurezza e prevedranno dei moderni impianti di smaltimento.
Nelle restanti aree (tra cui quelle di via Boccea, via dei Gordiani e via Nomentana) invece insistono vincoli ambientali e di altro genere che rendono assolutamente incompatibile la presenza di autodemolitori e rottamatori.
In tutto circa 35 attività, quelle più centrali, che ora dovranno trovare una nuova collocazione.
La decisione spetta ad una commissione istituita presso la Regione Lazio che dovrà stabilire come e dove delocalizzare gli impianti anche in base ai progetti che verranno presentati dai titolari degli autodemolitori.
CONSIDERATO CHE
a. In 20 anni non è stato è stato ancora risolto il problema;
b. Gli autodemolitori, a Roma, sono magazzini, di materiali plastici, che si trovano a ridosso delle abitazioni o dei fiumi, che mancano di impermeabilizzazioni e raccolta acque, alcuni insistono su aree di rispetto e falde acquifere;
c. Gli autodemolitori fanno parte delle “Industrie Insalubri”, in conformità al Testo Unico Leggi Sanitarie art. 216;
d. Gli autodemolitori debbono essere in regolacon il Cerificato Prevenzione Incendi (vigili del fuoco);
e. I veicoli, all’ingresso dei centri di rottamazione debbono essere bonificati;
f. Le proposte, sinora avanzate sono state di localizzazioni in siti assurdi, basta l’ultima mappa proposta che alleghiamo in cui sono proposte:
- l’area di Casal Bianco (sulla quale più volte bocciata dalla Sovrintendenza Archeologica di Roma);
- L’area sopra la sorgente dell’Acqua Vergine.
g. Gli impianti di sicurezza ed antincendio non sono mai a norma;
h. Gli incendi di materie plastiche, possono produrre effetti negativi, anche in tempi ritardati rispetto all’esposizione, sul sistema cardiovascolare, sul tratto gastrointestinale, sul fegato, sul sistema nervoso e sul sistema endocrino.
i. Il Tetracloro-dibenzo-diossina si forma come sottoprodotto nella preparazione del triclorofenolo, sostanza impiegata nella produzione di erbicididi uso civile e di diserbanti militari, in alcuni battericidi, e in vari processi tra cui combustioni di materiale organico (Polimeri), in presenza di diversi composti clorurati.
CHIEDIAMO
Si controllino, con personale esperto (es. Vigili Urbani dello SPE) tutti gli impianti presenti nel territorio di Roma che possono non essere in regola con le prescrizioni ed i controlli.
Si intervenga con Leggi simili agli altri Stati Europei, ovvero i veicoli vengano riconsegnati ai produttori!
