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Grandi navi a Venezia: proposta di Maria Rosa Vittadini e Stefano Boato

23/05/2014
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Pubblichiamo il settimo della serie di articoli dedicati alla illustrazione dei vari progetti presentati per evitare il passaggio delle grandi navi nel canale della Giudecca e davanti a San Marco.

Si tratta di un’altra ipotesi Lido, presentata ad ottobre del 2013, che illustrimao tramite l’articolo di Jacopo Giliberto pubblicato il 25 febbraio 2014 su “Il Sole 24 ore”.

Un nuovo progetto per le grandi navi a Venezia.

È stata formalizzata con il deposito alla Capitaneria di porto – l’istituzione che raccoglie la documentazione – l’idea di realizzare il nuovo terminal crociere alla bocca di porto del Lido, davanti alle dighe del Mose in costruzione.

Il progetto è alternativo a quello dell’Autorità portuale, il quale prevede invece di mantenere lo scalo dove si trova adesso, alla stazione marittima nel canale della Giudecca, e di scavare nei bassifondi lagunari un lungo canale artificiale per consentire ai contestatissimi colossi del mare un’uscita alternativa passando per la bocca di porto di Malamocco, una quindicina di chilometri più a sud.

L’idea è di Maria Rosa Vittadini, docente all’università di architettura IUAV di Venezia, con una squadra di ingegneri, architetti ed esperti come Stefano Boato e Carlo Giacomini.

 Immagine.Maria Rosa Vittadini

Maria Rosa Vittadini

 Immagine.Stefano Boato

Stefano Boato

S’ispira alle antiche “gaggiandre”, le chiatte corazzate che dal ‘500, ospitate sotto grandi tettoie nell’Arsenale, venivano armate con batterie di cannoni, rimorchiate e ormeggiate a difesa alla bocca di porto del Lido nello stesso luogo in cui il progetto attuale propone un terminal galleggiante da ormeggiare all’isola artificiale del Mose.

Immagine.gaggiandree dell'Arsenale.-png

le gaggiandre dell’arsenale di Venezia

Vantaggi: impatto ambientale modesto, costo ragionevole, libertà dalle chiusure del Mose poiché collocato fuori dalle dighe, rapidità di costruzione, reversibilità (cioè, se un domani ci fossero tecnologie migliori o soluzioni meglio indovinate, si smonta tutto e si porta via senza avere lasciato un’eredità permanente).

Difetti: vanno approfonditi i criteri per la sicurezza dei passeggeri su una struttura galleggiante.

Il decreto Clini-Passera del 2012 stabilì che le grandi navi non devono più attraversare il bacino San Marco e il canale della Giudecca.

Ma il divieto di transito si applicherà quando ci saranno vie alternative.

I successori di Corrado Clini e Corrado Passera, cioè Andrea Orlando e Maurizio Lupi, nell’autunno scorso stabilirono una prima serie di vincoli al passaggio delle navi e chiesero un concorso d’idee; il confronto fra più soluzioni è stato confermato da un voto del Senato.

Ora la parola spetta ai nuovi ministri, ancora Maurizio Lupi confermato alle Infrastrutture e trasporti e il nuovo ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti.

Si è discusso di molti progetti ma ne era stato formalizzato uno solo, quello dell’Autorità del porto guidata da Paolo Costa.

Progetto con uno sponsor convinto nel Ministro Lupi.

Sono stati ipotizzate altre soluzioni come lo scavo di un grande canale alle spalle dell’isola della Giudecca (VTP Venice Terminal Passeggeri), l’uso del porto industriale di Marghera (Comune) oppure – proposta del politico Cesare De Piccoli – un terminal nella bocca di porto del Lido, ormeggiato non all’isola del Mose bensì alla terraferma.

Con ogni probabilità il Governo, attraverso i ministri del Comitatone (il comitato interministeriale sulla salvaguardia di Venezia), affiderà una prima selezione al Comune, in rappresentanza dei cittadini e dei loro interessi, per poi passare alle valutazioni tecniche e ambientali.

 **********************

Un altro articolo pubblicato il 24 febbraio 2014 sul quotidiano “la Nuova di Venezia e Mestre” riporta che si tratta di opere «sperimentali, graduali e reversibili»: progetti compatibili con l’ambiente riducendo gli impatti e fissando limiti alle dimensioni e al numero delle navi.

L’idea è quella di fermare le grandi navi al di sopra delle 40 mila tonnellate in nuovi ormeggi galleggianti e removibili alla bocca di Lido, davanti all’isola artificiale del Mose.

Immagine.progetto Vittadini.1

«Nessun problema per i rifornimenti», scrivono i tre, «che arriverebbero con le chiatte, come si fa in altri porti del mondo e come si vuol fare con il porto commerciale off shore. E nemmeno per i croceristi, che arriverebbero al nuovo avamporto trasportati da motonavi e barconi a bassa velocità».

Un uso compatibile della laguna che potrebbe creare anche nuova occupazione perché l’attuale Marittima, scrivono i professori, potrebbe essere destinata al traffico di navi medie e yacht, allargando l’offerta portuale.

Idee che si moltiplicano. Come quella del capitano Ferruccio Falconi, che propone di sistemare le navi davanti a Sant’Erasmo («Davanti al Mose ci sono troppe correnti», avverte).

 Immagine.Ferruccio falconi

Ferruccio Falconi

Immagine.Sant'Erasmo

E dell’ex responsabile della Panfido rimorchiatori, il capitano Lucio Sambo, che propone di usare la banchina dei Marani, dietro l’Arsenale.

Immagine.Arsenale di Venezia

«Sindacati e lavoratori devono pronunciarsi su tutte queste proposte», dice.

 

 

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