• Home
  • Biografia
  • Contatti
venerdì, Luglio 10, 2026
29 °c
Rome
28 ° Sab
29 ° Dom
Rodolfo Bosi
  • Biografia
  • Ambiente
    • Valutazione Ambiente Strategica (V.A.S.)
    • Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.)
    • Valutazione di Incidenza (V.Inc.A.)
  • Approfondimenti
  • Archivi
  • Aree agricole
    • Aree soggette ad usi civici
  • Aree naturali protette
    • Aree contigue ad aree naturali protette
    • Monumenti naturali
    • Parchi Nazionali
    • Parchi regionali
    • Riserve naturali provinciali
    • Riserve naturali regionali
    • Riserve naturali statali
    • Siti di Importanza Comunitaria (SIC)
    • Zone di Protezione Speciale (ZPS)
    • Zone umide
    • Aree Wilderness
  • Caccia e Animali
    • Piani faunistici venatori provinciali e regionali
  • Editoriali e aneddoti di una vita
  • Governo del territorio
    • Beni culturali
    • Beni paesaggistici
    • Edilizia
    • Piani territoriali
    • Urbanistica
  • Impianti di telefonia mobile
  • Impianti fotovoltaici
  • Impianti pubblicitari a Roma
    • Cartellopoli
    • Piano regolatore degli impianti pubblicitari (P.R.I.P.)
    • Piani di localizzazione degli impianti pubblicitari
  • Natura
  • News
  • Paesaggio
  • Rassegna Stampa
No Result
View All Result
  • Biografia
  • Ambiente
    • Valutazione Ambiente Strategica (V.A.S.)
    • Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.)
    • Valutazione di Incidenza (V.Inc.A.)
  • Approfondimenti
  • Archivi
  • Aree agricole
    • Aree soggette ad usi civici
  • Aree naturali protette
    • Aree contigue ad aree naturali protette
    • Monumenti naturali
    • Parchi Nazionali
    • Parchi regionali
    • Riserve naturali provinciali
    • Riserve naturali regionali
    • Riserve naturali statali
    • Siti di Importanza Comunitaria (SIC)
    • Zone di Protezione Speciale (ZPS)
    • Zone umide
    • Aree Wilderness
  • Caccia e Animali
    • Piani faunistici venatori provinciali e regionali
  • Editoriali e aneddoti di una vita
  • Governo del territorio
    • Beni culturali
    • Beni paesaggistici
    • Edilizia
    • Piani territoriali
    • Urbanistica
  • Impianti di telefonia mobile
  • Impianti fotovoltaici
  • Impianti pubblicitari a Roma
    • Cartellopoli
    • Piano regolatore degli impianti pubblicitari (P.R.I.P.)
    • Piani di localizzazione degli impianti pubblicitari
  • Natura
  • News
  • Paesaggio
  • Rassegna Stampa
No Result
View All Result
Rodolfo Bosi
No Result
View All Result
Home Archivi

Il 2020 punto di svolta per il cambiamento climatico. 6 pietre miliari per evitare la catastrofe

14/04/2017
in Archivi, Governo del territorio, Natura, News, Piani territoriali
0
0
2
SHARES
1
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

 

Un gruppo leader climatici e di esperti di business ha identificato nel 2020 l’anno che potrebbe cambiare il destino del nostro pianeta, che sembrerebbe avviato verso conseguenze devastanti a causa delle emissioni di gas serra.

Convocato a Londra da Christiana Figueres, l’ex segretaria esecutiva dell’ United Nations framework convention on climate change (Unfccc), il  gruppo punta a incoraggiare un’azione climatica urgente nei prossimi tre anni con lo scopo di riuscire a tenere aperta la finestra di opportunità rimanenti per proteggere le popolazioni vulnerabili dai peggiori impatti dei cambiamenti climatici e raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

La campagna si basa su un rapporto appena pubblicato, “2020: The Climate Turning Point” e punta ad evidenziare perché è necessario che il 2020 sia il punto di svolta per il clima e, soprattutto, come ciò possa essere realisticamente raggiunto, grazie alla crescita esponenziale dell’azione per il clima.

Il nuovo rapporto, redatto da Yale University, Carbon Tracker e Climate Action Tracker (un consorzio tra  Ecofys, New Climate Institute e Climate Analytics), ed al quale ha contribuito anche il Potsdam Institute per quanto riguarda la ricerca sull’impatto climatico, riassume le più aggiornate basi scientifiche per un’azione urgente per ridurre le emissioni di carbonio e fornisce una roadmap di azioni per il 2020.

Per salvare il mondo da una possibile catastrofe climatica, nei prossimi tre anni imprese, investitori e policy makers (compresi quelli del G7 che intanto a Roma stavano sprofondando nella palude dei veti Usa) devono fare  subito i passi necessari, e realizzabili, per raggiungere i principali traguardi entro il 2020.

Tra questi il rapporto individua 6 “pietre miliari”:

Energia: le rinnovabili devono poter essere competitive con i combustibili fossili come nuove fonti di energia elettrica in tutto il mondo.

Trasporti: il trasporto a emissioni zero è la forma preferita per tutta la nuova mobilità nelle grandi città del mondo e per le rotte dei trasporti.

Infrastrutture: Le città e gli Stati devono stabilire piani e attuare politiche e regolamenti con l’obiettivo di decarbonizzare completamente le infrastrutture entro il 2050.

Utilizzo del suolo: la deforestazione su vasta scala deve essere sostituita dal recupero e dal ripristino su vasta scala del territorio e l’agricoltura deve indirizzarsi verso pratiche rispettose della terra.

Industria: l’industria pesante – tra cui ferro e acciaio, cemento, prodotti chimici, e oil & gas – deve impegnarsi ad essere compatibile con l’accordo di  Parigi.

Finanza: gli investimenti in azione per il clima devono arrivare a oltre 1 trilione di dollari all’anno e tutte le istituzioni finanziarie devono rendere nota una strategia di transizione.

La Figueres ha spiegato l’urgenza che sta dietro l’individuazione delle pietre miliari del 2020: «Ogni individuo ha il diritto di prosperare, e se nel 2020 le emissioni non inizieranno un rapido declino, le persone più vulnerabili del mondo soffriranno ancora di più per gli impatti devastanti dei cambiamenti climatici.  

La scienza ci dice che questo è il nostro imperativo, la tecnologia ci dimostra che abbiamo quello che ci vuole, l’economia che stiamo andando nella giusta direzione ed i benefici per l’umanità saranno immensi.  

Questo non è il momento di vacillare.  

Quel che è mancato dopo Parigi è un focal point  per l’azione a breve termine, che è il motivo per cui abbiamo riunito alcune delle migliori menti in materia per dimostrare collettivamente che è possibile la trasformazione del sistema in uno libero dall’energia fossile in un arco di tempo ragionevole.  

Abbiamo la responsabilità collettiva di aumentare l’ambizione, elevare le nostre azioni e andare avanti insieme più velocemente per salvaguardare gli obiettivi dello sviluppo sostenibile e proteggere il diritto inalienabile alla vita delle nostre generazioni e di quelle future.  

Cerchiamo di non essere in ritardo».

Lord Nicholas Stern, presidente del Grantham research institute on climate change e preside Environment alla London school of economics and political science e prsidente della British Academy, ha spiegato: «Questo rapporto identifica correttamente il 2020 come una pietra miliare che indicherà se siamo sul  percorso per realizzare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.  

Se il target di Parigi  di contenere l’aumento della temperatura globale a “ben al di sotto di 2° C” deve essere raggiunto, in tutto il mondo ci deve essere un’accelerazione della transizione verso una crescita e sviluppo low-carbon.  

Questo deve avvenire allo stesso tempo con la crescita delle infrastrutture globali che,  probabilmente, saranno più che raddoppiate  nei prossimi due decenni. Un  ritardo aumenterà il rischio di  trovarsi prigionieri in un percorso high-carbon che renderà gli obiettivi dell’accordo di Parigi molto più difficili e costosi da realizzare.  

Nel corso dei prossimi tre anni, la leadership da parte dei governi e delle imprese nazionali e locali, può metterci sulla strada giusta per un mondo più sicuro e più prospero. In tutto il  mondo, si riconosce sempre di più che con un da un nuovo percorso low-carbon ci sono potenzialmente grandi e interessanti guadagni per la crescita e la prosperità, ma l’urgenza di un’accelerazione è intensa».

L’appello di Londra è una sfida al recente ordine esecutivo del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha rottamato le politiche di Barack Obama, compreso il Clean Power Plan, per ridurre le emissioni delle centrali elettriche a carbone, che sta preoccupando chi lotta contro i cambiamenti climatici, perché potrebbe compromettere l’Accordo di Parigi, se altri seguiranno il pessimo e pericoloso esempio di Trump.

La Figueres ha assicurato che continuerà a lavorare per creare un movimento globale trasversale, che è stato chiamato 2020 – The Climate Turning Point (#2020DontBeLate) – per garantire che il 2020 rappresenti davvero un punto di svolta.

Secondo Fatih Birol, direttore esecutivo dell’International energy agency, «tre anni di emissioni piatte in un’economia in crescita sono motivo di ottimismo, anche se è troppo presto per dire che le emissioni hanno raggiunto il picco  e un picco precoce delle emissioni intorno al 2020 è essenziale e, come ha dimostrato l’Iea nella sua recente analisi, è a portata di mano con la tecnologia esistente e politiche provate».

Il direttore esecutivo dell’United Nations environment programme, Erik Solheim, ha sottolineato: «Abbiamo fatto notevoli progressi nella lotta contro il cambiamento climatico. 

Sappiamo quale è il problema e sappiamo quali sono le soluzioni, ma non siamo ancora fuori pericolo.  

A Parigi ci siamo accordati per limitare l’aumento della temperatura ben al di sotto di 2 gradi, per fare questo dobbiamo attuare soluzioni con urgenza e alzare il livello di ciò che pensiamo che possiamo fare.  

Vedere le emissioni che iniziano a diminuire entro il 2020 è l’ambizione giusta per mantenere il nostro pianeta sano e sicuro».

Per Niklas Höhne, del NewClimate Institute e dell’università di Wageningen, «i primi segni dei declino dell’utilizzo del carbone a livello mondiale, così come un assorbimento più veloce di previsto delle energie rinnovabili e delle auto elettriche, mi fanno sperare che il punto di svolta delle emissioni globali di CO2 legate all’energia sia raggiungibile entro il 2020.  

Tale picco è di vitale importanza per raggiungere gli obiettivi fissati nell’Accordo  di Parigi. L’accordo di Parigi ha stabilito un nuovo livello di ambizione: le emissioni di gas serra devono ridursi a zero. Non solo la riduzione di una percentuale, ma a zero.  

Questo è possibile già oggi solo con l’introduzione di tecnologie a zero emissioni come le energie rinnovabili o le auto elettriche, in modo che sostituiscano entro la metà del secolo la vecchia tecnologia installata».

Johan Rockström, direttore dello Stockholm resilience centre ricorda che gli scienziati temono che  venga superata la soglia dei più 2° C che innescherebbe un irreversibilmente riscaldamento globale che amplificherebbe tutti gli impatti antropici, rendendoli inarrestabilii.

Per lui, «la missione più importante dell’umanità è quella di tenersi lontano da questa strada e trasformare il mondo in un mondo prospero, pulito, sano e sostenibile.  

Dobbiamo piegare la curva globale delle emissioni entro e non oltre il 2020 e raggiungere un’economia mondiale libera dai combustibili fossili entro il 2050. Ogni giorno è sempre più evidente che un mondo decarbonizzato è un mondo più attraente.»

John Schellnhuber, direttore del Potsdam-Institut für Klimafolgenforschung  e presidente del Wissenschaftliche Beirat der Bundesregierung Globale Umweltveränderungen  ha fatto notare che «ogni valutazione scientifca dimostra che la limitazione globale il riscaldamento per ben al di sotto 2 ° C – come previsto dall’accordo di Parigi – può solo essere raggiunto se cominciamo ora la decarbonizzazione dell’economia mondiale.  

La geoingegneria non ci porterà  fuori dal disastro climatico, non è niente più che una pericolosa illusione.  

Ma i governi perseguiranno una mitigazione aggressiva solo se avranno il pieno appoggio dei “new businesses”, che mettono i benefici a lungo termine al di sopra dei benefici a breve termine». 

Julienne Stroeve dell’University College London e del National snow and ice data center Usa, conclude con un esempio molto concreto: «Gli attuali accordi di Parigi, non sono sufficienti a fare in modo che l’Oceano Artico non diventi libero ai ghiacci in estate.  

Con altre 1.000 Gt di carbonio, il ghiaccio marino scomparirà in estate.  

Dobbiamo  mantenere le emissioni al di sotto di altre 1.000 Gt di carbonio.  

Ai nostri tassi di emissione correnti di 35 Gt di carbonio in più ogni anno, antro 28 anni a settembre perderemo tutto il ghiaccio marino. 

Quindi, è necessario allearsi per  limitare il nostro riscaldamento a 1,5 C  e per raggiungere questo obiettivo». 

 

(Articolo pubblicato con questo titolo l’11 aprile 2017 sul sito online “greenreport.it”)

Previous Post

Salvare verde urbano e alberi in città. Lipu: «Custodisce biodiversità e fa bene alla salute»

Next Post

Trivelle offshore entro le 12 miglia, le smentite del governo non convincono

Next Post

Trivelle offshore entro le 12 miglia, le smentite del governo non convincono

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Recenti

  • Dibba al bivio, i timori a sinistra per un «effetto Vannacci»
  • Restauri e luci scenografiche: una nuova area del sepolcreto della Rupe di San Paolo è ora visitabile
  • La favela infinita nell’ex depuratore di Tor Bella Monaca: baracche abbattute e occupanti allontanati
  • “Una piazza pubblica chiusa con i cancelli”: il Tar dà ragione al municipio, mazzata per il ristorante Muccapazza
  • Jet privati e droni sulla Salaria: ecco il nuovo aeroporto dell’Urbe. Si volerà all’Elba, nelle Marche e Pescara

Commenti recenti

  1. Gianpaolo su Inceneritore, area promessa a metà prezzo
  2. Pasquale su LA COLATA NASCOSTA NELLA “LEGGE SVILUPPO”
  3. Pasquale su LA COLATA NASCOSTA NELLA “LEGGE SVILUPPO”
  4. Pasquale su LA COLATA NASCOSTA NELLA “LEGGE SVILUPPO”
  5. Pasquale su La denuncia della Lipu: un resort di lusso di fronte Tavolara metterebbe a rischio un’area di grande pregio naturalistico
Link Consigliati
  • BastaCartelloni
  • Legambiente Lazio
  • Salviamo il paesaggio

Archivi

Commenti recenti

  • Gianpaolo su Inceneritore, area promessa a metà prezzo
  • Pasquale su LA COLATA NASCOSTA NELLA “LEGGE SVILUPPO”
  • Pasquale su LA COLATA NASCOSTA NELLA “LEGGE SVILUPPO”
  • Pasquale su LA COLATA NASCOSTA NELLA “LEGGE SVILUPPO”
  • Pasquale su La denuncia della Lipu: un resort di lusso di fronte Tavolara metterebbe a rischio un’area di grande pregio naturalistico

Newsletter

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.
Caricamento
Copyright © 2023 RodolfoBosi.it. All rights reserved

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • Biografia
  • Contatti
  • Editoriali e aneddoti di una vita
  • Home
  • Privacy Policy

This website uses cookies. By continuing to use this website you are giving consent to cookies being used. Visit our Privacy and Cookie Policy.