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Rodolfo Bosi
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Home Archivi

Il Corpo forestale dello Stato confluisce nei Carabinieri, il governo approva il decreto

01/08/2016
in Archivi, Governo del territorio, Natura, News, Piani territoriali
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Corpo Foreastale dello Stato nei carabinieri

Su proposta della ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, Il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame definitivo, il decreto legislativo sulla razionalizzazione delle funzioni di polizia e l’assorbimento del Corpo forestale dello Stato.

«Nello specifico – spiega un comunicato del governo –  il decreto provvede all’eliminazione delle duplicazioni delle funzioni e alla gestione associata dei servizi comuni.  

È previsto l’assorbimento del Corpo forestale nell’Arma dei Carabinieri, con l’obiettivo di dare unitarietà e più forza anche alla funzione di controllo sul territorio valorizzando la specialità agroambientale.  

Il testo tiene conto delle indicazioni dei pareri parlamentari, del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata».

Il Consiglio dei ministri sottolinea che «con la riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri scendono da 5 a 4 i corpi di polizia, viene potenziato il livello di presidio del territorio attraverso il rafforzamento dell’attuale assetto con la cooperazione della capillare rete di strutture dell’Arma, delle sue capacità investigative e delle sue proiezioni internazionali per le attività preventive e repressive.  

Nel nuovo comando viene assicurata la specializzazione attraverso l’impiego del personale del Cfs e si punta a risparmi di spesa di circa 100 milioni di euro in 3 anni.  

Il nuovo comando è posto alle dipendenze funzionali del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali».

Un decreto che, nonostante le critiche delle associazioni ambientaliste e le proteste dei sindacati del Cfs, è stato approvato anche dal ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, che subito dopo ha dichiarato:  «Con la riorganizzazione del Corpo Forestale all’interno dei Carabinieri, l’Italia si dota di una Polizia agro-ambientale che sarà subito un riferimento in Europa nel contrasto ai reati contro l’ambiente e l’agroalimentare.  

Con questa riforma resta pienamente affermata la specializzazione dei Forestali e la si integra con la grande capacità tecnico-operativa dell’Arma: un Paese come l’Italia che punta sull’unicità delle sue risorse naturali e ambientali non poteva fare passo più importante».

Soddisfatto il ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina, a cui faceva capo il Cfs, «Completiamo l’iter di riordino del Corpo forestale dello Stato nell’arma dei carabinieri».

Secondo Martina, con l’approvazione del decreto legge «il comando per la tutela forestale e agroalimentare dell’arma dei carabinieri diventa un ‘grande soggetto di tutela e  repressione su tutto il fronte agroalimentare forestale e  ambientale. Il comando che nasce con questa  scelta sarà una delle realtà più interessanti e più solide in ambito internazionale».

Un accorpamento che però continua a non convincere molti, compreso Renzo Moschini, del Gruppo San Rossore, che sulla sua pagina Facebook scrive: «Tra i problemi posti a Mattarella dal Wwf e le altre associazioni ambientaliste vi era quello dello scioglimento del Cf dello Stato per passarlo ai Carabinieri.  

Il Consiglio dei ministri ha ignorato la cosa e approvato il Decreto di scioglimento.  

Che si tratti di una delle tante semplificazioni di cui si sta chiacchierando è indimostrabile specie dopo l’approvazione della legge sugli ecoreati che richiede appunto controlli e interventi non genericamente di polizia ma mirati e specializzati.  

D’altronde lo si è già visto con l’abrogazione delle province e come sono andate e stanno andando con le guardie provinciali anche in Toscana.  

Eppure incendi, bracconaggio e altri guai sono lì a confermare che il ruolo del Cfs e non solo per ragioni di costituzionalità sarebbe stato bene tutelarlo.  

Speriamo nessuno pensi che basti cambiare le divise».

Promette battaglia il Movimento 5 Stelle: «Nella distrazione più totale dei media e del Popolo italiano, Renzi e la ministra Madia consumano un atto autoritario senza precedenti nella storia repubblicana.  

Sciolgono il quasi bicentenario Corpo Forestale dello Stato e costringono gli agenti e i tecnici a mutare il proprio ordinamento da civile in militare.  

Compromessa l’autonomia investigativa del personale del Cfs che ha permesso la prevenzione e la repressione di numerosi crimini ambientali ed agroalimentari, che con questa controriforma verrà imbrigliata nelle strette logiche militari.  

Maurizio Martina invece esulta per essere il primo ministro dell’agricoltura a non aver difeso il Corpo forestale dello Stato.  

L’impegno del M5S è quello di ricostituire il corpo di polizia ambientale autonomo e ad ordinamento civile una volta “saliti” al governo di questo Paese.  

Nel frattempo partecipiamo all’amarezza di tutte le donne e uomini del Corpo forestale dello Stato che con spirito di abnegazione hanno tutelato il nostro ambiente, la nostra fauna e il nostro agroalimentare».

Secondo i deputati M5S Tatiana Basilio, Massimiliano Bernini e Patrizia Terzoni, «il presidente del Consiglio dice il falso: nessun coinvolgimento serio è stato fatto rispetto all’assorbimento del Corpo forestale.  

Al contrario quello del governo è stato un disegno autoritario che ha portato ad una scelta assolutamente contraria al buon funzionamento del Corpo forestale, cui infatti si oppongono in modo evidente sindacati e Cocer di Polizia dello Stato, Polizia penitenziaria, Corpo forestale e Guardia di finanza.   

Tutto questo, al contrario dei suoi soliti proclami, non ridurrà gli sprechi ma, nelle Regioni a statuto speciale, porterà ad una  sovrapposizione delle funzioni con i corpi forestali regionali.  

Renzi verrà ricordato per aver militarizzato un Corpo civile dotato delle più ampie forme di tutela sindacale».

 

(Articolo pubblicato con questo titolo il 29 luglio 2016 sul sito online “greenreport.it”)

 

La Stampa 29.07.2016

La Stampa 29.07.2016

Il Sole 24 Ore 29.07.2016

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