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Rodolfo Bosi
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Home Archivi

Il «NO» alla riforma costituzionale e la speranza che l’Italia possa ritornare ad essere un Paese normale

09/12/2016
in Archivi, Governo del territorio, News, Piani territoriali
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Mai stato così attuale il proverbio “Chi troppo vuole nulla stringe”.  

Infatti, voler cambiare 47 articoli della Costituzione su un totale di 139 significava auspicare un cambiamento esagerato in modo irresponsabile ed arrogante, arrecando un peggioramento al testo illuminato della Carta costituzionale.  

Il tentativo di approvare una riforma illegittima, da parte di un Parlamento illegittimo, ha raccolto il suo scontato esito fallimentare: il «NO» alla riforma vince con il 59,95%.

Il Sì si impone solamente in Emilia Romagna, Toscana, Alto Adige e all’estero.

Anche la Basilicata si conferma una Regione contraria alle politiche riformiste di Renzi & C. con una netta prevalenza dei «NO», pari al 65,9%, dando dimostrazione di responsabilità e voglia di cambiamento anche in considerazione dell’elevata affluenza pari al 62.85%. 

Palazzo San Gervasio, con 2.338 votanti, ha fatto registrare la più alta percentuale dei «NO» tra i 18 Comuni che afferiscono all’intera area del Vulture Alto Bradano. 

Palazzo San Gervasio 77.48% (2338 votanti)

Rapolla 72.27%,

Rionero in Vulture 70.84%,

Melfi 69.34%,

Lavello 67.81%,

Barile 67.54%,

Venosa 67.06%,

Montemilone 66.23%,

Maschito 65.35%,

Atella 63.64%,

Ginestra 63.48%,

San Fele 62.25%,

Genzano di Lucania 58.54%,

Ripacandida 58.36%,

Forenza 57.77%

Banzi 57.46%,

Rapone 56.67%,

Ruvo del Monte 54.70%. 

All’indomani del referendum non ci sarà nessuno scenario catastrofico come, invece, prospettato da molti simpatizzanti del «SI».  

Il Presidente Mattarella ha nettamente mostrato la sua contrarietà a sciogliere le Camere senza una legge elettorale omogenea per entrambi i rami del Parlamento.

Infatti, l’Italicum è una legge approvata e pensata per una sola Camera e non può allo stato attuale essere usata per nuove elezioni.

L’Italicum, applicabile unicamente per l’elezione dei 630 deputati, è in attesa del giudizio della Corte Costituzionale che il 24 gennaio si pronuncerà sulla sua aderenza ai principi costituzionali.

Per l’elezione dei senatori resta in vigore il cosiddetto Consultellum ovvero ciò che rimane della vecchia legge elettorale, il beffardo Porcellum, dopo le risultanze della sentenza della Consulta n. 1/2014.

Una situazione non facile per il nostro Paese le cui responsabilità dell’attuale situazione ricadono su tutti coloro che hanno voluto approvare una legge elettorale, l’Italicum, pensando ad una riforma costituzionale che avrebbe portato alla cancellazione del Senato elettivo e quindi alla necessità di votare unicamente i 630 deputati.

É razionale approvare una legge elettorale valevole per l’elezione della sola Camera dei deputati, dando per scontato che la Costituzione sarebbe stata modificata rendendo elettiva una sola delle due Camere?

Con la vittoria del «NO» gli italiani hanno respinto questo modo illogico, irrazionale di governare ed hanno voluto non rinunciare ad un loro diritto quale quello di votare i loro rappresentati a Palazzo Madama.  

Purtroppo, abbiamo assistito ad anni di governo in cui si è perso tempo nel fare viaggi in giro per il mondo offendendo e ridicolizzando i “quattro comitatini” presenti in Basilicata e non solo.  

Si è perso tempo a difendere i poteri forti piuttosto che tutti gli italiani.  

Si è perso tempo a voler cambiare maldestramente la Costituzione piuttosto che dotare il nostro Paese di una adeguata ed idonea legge elettorale.  

Si spera che, dopo la pronuncia della Corte costituzionale il 24 gennaio prossimo, si vada a nuove elezioni con l’Italicum alla Camera, dopo le “correzioni” della Consulta che inevitabilmente ci saranno, ed il proporzionale con sbarramento al Senato tramite il Porcellum già “corretto” con la sentenza della Consulta n. 1/2014.

C’è chi auspica l’approvazione di una nuova legge elettorale, l’ennesima dopo il famigerato Italicum, ma ciò significa dover sopportare un nuovo governo tecnico con un Presidente del Consiglio dei Ministri privo di legittimazione popolare e, soprattutto, un Parlamento fatto di nominati e non di eletti che tanto amano conservare le loro poltrone senza alcun rispetto per l’unico vero momento di democrazia che siamo riusciti a preservare: votare, quindi decidere, chi deve rappresentarci in entrambi i rami del Parlamento.

8 dicembre 2016

ing. Donato Cancellara

Associazione VAS per il Vulture Alto Bradano

 

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