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Home Archivi

Incontro Mondiale del Papa con i movimenti popolari in Bolivia

12/07/2015
in Archivi, Aree agricole, Governo del territorio, MATERIE TRATTATE, Natura, News, Piani territoriali
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Nel pomeriggio del 7 luglio 2015 il Papa ha partecipato al secondo incontro mondiale dei movimenti popolari in corso da due giorni in Bolivia presso l’Expo Feria di Santa Cruz de la Sierra: vi ha partecipato anche una rappresentante curda.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il resoconto che ne è stato fatto sul sito MST (http://www.mst.org.br/2015/07/07/encontro-mundial-de-movimentos-populares-comeca-na-bolivia.html) e che ci è stato tradotto in italiano da Antonio Lupo  

7 luglio 2015 da Joana Tavares Speciale di Santa Cruz de la Sierra, Bolivia

“Vedere i vostri volti, dà speranza. Riteniamo che il popolo abbia la capacità di trasformare, di costruire un mondo più umano, più fraterno di uguali“, dice Marina dos Santos, dell’MST, una dei 250 brasiliani partecipanti all’Incontro Mondiale dei Movimenti Popolari a Santa Cruz de La Sierra, Bolivia.

 Incontro del Papa con il movimento mondiale.1.

L’incontro è iniziato il Martedì mattina 7, hanno partecipato 1.500 persone provenienti da 40 paesi di tutto il mondo.

 Incontro del Papa con il movimento mondiale in Bolivia.

Il programma prevede tavole rotonde sui temi “Terra”, “lavoro”, “tetto”, e anche laboratori per approfondire e scambiare esperienze. 

Questi temi sono ispirati alle conclusioni di Papa Francesco, nella prima riunione, che ha evidenziato che dobbiamo lottare perché non ci sia più “nessun contadino senza terra, nessun lavoratore senza lavoro dignitoso e nessuna senza famiglia senza un alloggio decente.” 

Questo pomeriggio, il Presidente dello Stato Plurinazionale della Bolivia, Evo Morales, ha aperto ufficialmente la riunione. 

Giovedi 9 luglio, alle ore 17.30, il Papa Francesco incontrerà i partecipanti. 

“La lotta per la Madre Terra”  

Incontro del Papa con il movimento mondiale 2.

Il primo tema “La lotta per la Madre Terra e il contributo dell’Enciclica Laudato Sì” è stato esposto da quattro rappresentanti della resistenza contadina. 

Dietro un tavolo decorato con cibo prodotto dai popoli d’America, João Pedro Stedile, del coordinamento di Via Campesina, ha ricordato come l’agrobusiness compromette la sovranità alimentare e la salute di tutti. 

Incontro del Papa con il movimento mondiale 3.

“Dobbiamo avere il nostro piano, il piano del popolo. Non basta solo ‘terra a chi lavora’, come rivendicava Zapata.

È cambiato il paradigma.

Bisogna pensare ad un cambiamento nelle campagne che interessi tutti, garantendo la produzione di alimenti sani, senza veleni.

Che rispetti la biodiversità, salvaguradando l’agroecologia.

Questo piano agricolo è importante per tutte le persone“.

Silvia Ribeiro del Gruppo ETC, Messico, ha criticato la concentrazione di imprese operanti nel settore, in tutto il mondo. 

Inoltre, queste stesse imprese che producono i veleni, producono anche i transgenici che dipendono da loro. 

“I transgenici producono molto meno, non possono essere ripiantati, usano molto veleno, provocando diversi danni alla salute, come ad esempio un aumento dei casi di cancro, e costano di più“ 

Rodolgo Machaca, della Confederazione sindacale unitaria dei Lavoratori Contadini della Bolivia, ha descritto il metodo che verrà utilizzato durante l’incontro: denunciare, esplicitare bisogni e assumere impegni. 

“I governi neoliberisti sono colpevoli perché hanno permesso di saccheggiare le nostre terre. Così l’unità internazionale è fondamentale perché abbiamo bisogno di unirci per cacciare le multinazionali“. 

Il vescovo della diocesi di Aysen, Cile, Luis Infanti della Moura, ha criticato l’imperialismo, ricordando che tutti siamo chiamati a lottare per un mondo migliore. 

“Il Papa ci chiama a prendere coscienza per rompere e abbattere le strutture che ci rendono sempre di più schiavi.” 

Solidarietà internazionale 

Melike Yarar rappresenta il movimento delle donne curde. 

Ha portato la testimonianza delle donne che lottano contro lo stato islamico che opprime il popolo del suo Paese. 

“L’America Latina è un esempio per noi.

Siamo qui per condividere la nostra resistenza e creare una comunicazione tra noi.

Abbiamo bisogno di un piano d’azione globale.

Dobbiamo unire le nostre forze. Vivere è resistere, resistere è vivere“. 

Incontro Papa con movimenti popolari.00

Primo incontro 

Tra il 27 e 29 ottobre 2014, il Papa ha ricevuto in Vaticano i leader sociali provenienti dai cinque continenti, in rappresentanza delle organizzazioni di base principalmente di tre settori – i lavoratori precari, i contadini senza terra e le persone che vivono in alloggi precari – ma anche sindacalisti, attivisti dei diritti umani e delle pastorali sociali. (vedi https://www.rodolfobosi.it/un-papa-ecologo/#more-12351)

 ***************

(testo in originale)

Por Joana Tavares

Especial de Santa Cruz de La Sierra, Bolivia

|Fotos de Lidyane Ponciano

“Quando vejo essas pessoas, as caras das pessoas, dá uma esperança. A gente sente que o povo tem capacidade de transformar, de construir um mundo mais humano, mais fraterno, de igualdade”, diz Marina dos Santos, do MST, uma das 250 brasileiras que participa do Encontro Mundial de Movimentos Populares em Santa Cruz de La Sierra, na Bolívia.

O Encontro começou na manhã de terça (7), com a presença de 1500 pessoas de 40 países do mundo. 

A programação prevê painéis de discussão sobre os eixos “Terra”, “Trabalho”, “Teto”, além de oficinas para aprofundamento das discussões e trocas.

Esses eixos foram inspirados na exposição do Papa Francisco no primeiro encontro, que destacou que é preciso lutar para que não haja mais “nenhum camponês sem terra, nenhum trabalhador sem trabalho digno e nenhuma família sem moradia digna”.

Na tarde de hoje, o presidente do Estado Plurinacional da Bolívia, Evo Morales, faz a abertura oficial do encontro. 

Na quinta (9), às 17h30, o Papa Francisco também se reúne com os participantes.

 “A luta pela Mãe Terra”

O primeiro painel “A luta pela Mãe Terra e a contribuição de Laudato Sì” contou com a exposição de quatro representantes da resistência camponesa. 

Atrás de uma mesa ornamentada com alimentos produzidos pelos povos da América, João Pedro Stedile, da coordenação da Via Campesina, lembrou como a organização do agronegócio compromete a soberania alimentar e a saúde de todos. 

“Nós temos que ter nosso plano, o plano do povo. Já não basta apenas ‘terra para quem nela trabalha’, como clamava Zapata. Mudou o paradigma. É preciso pensar uma mudança no campo que interessa a todos, que garanta a produção de alimentos sadios e sem venenos. Que respeite a biodiversidade, que resgate a agroecologia. Esse plano de agricultura interessa a todo o povo”, destacou.

Silvia Ribeiro, do ETC Group, do México, criticou a concentração das empresas que atuam no campo, em todo o mundo. Ela citou o caso das sementes, no qual apenas dez empresas controlam 80% do mercado. Além disso, as mesmas que produzem os venenos produzem os transgênicos que dependem deles. 

“Os transgênicos produzem muito menos, não podem ser replantados, usam muito veneno, causam diversos malefícios à saúde, como o aumento dos casos de câncer, além de custar mais caro”, sublinhou.

Rodolgo Machaca, da Confederação Sindical Única de Trabalhadores Campesinos da Bolívia, destacou o método que será usado durante o encontro: denunciar, levantar demandas e assumir compromissos. 

“Os governos neoliberais têm culpa porque permitiram saquear nossas terras. Por isso a unidade internacional é fundamental, porque precisamos nos unir para expulsar as multinacionais”, exortou.

O bispo da Diocese de Aysén, no Chile, Luis Infanti della Moura, também criticou o imperialismo, lembrando que estamos todos chamados a lutar por um mundo melhor. 

“O Papa nos chama a tomar consciência para romper e derrubar as estruturas que nos escravizam cada vez mais”. 

Solidariedade internacional    

Melike Yarar representa o movimento de mulheres curdas. 

Ela deu seu depoimento das mulheres que lutam contra o Estado Islâmico que oprime os povos de seu país. 

“A América Latina para nós é um exemplo. Estamos aqui para compartilhar nossa resistência e para criar comunicação entre nós. Precisamos de um plano de intervenção global. Precisamos unir nossas forças. Viver é resistir, resistir é viver”, disse.

Primeiro encontro

Entre 27 e 29 de outubro de 2014, o Papa recebeu no Vaticano dirigentes sociais dos cinco continentes, que representaram organizações de base principalmente de três setores –  trabalhadores precarizados, camponeses sem terra e pessoas que vivem em moradias precárias – mas também sindicalistas, ativistas de direitos humanos e de pastorais sociais.

*************************

Il discorso di papa Francesco all’Incontro mondiale dei movimenti popolari, Vera Cruz, 2015, in lingua spagnola.

 

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