


Il progetto di “Istallazione di un Impianto di Recupero e smaltimento di rifiuti” in località Monte Laceto di Castelnuovo di Porto è stato presentato fin dal 2024 dalla “Mediaservice Recycling” S.r.l: su un’area di 26.700 mq. circa (destinata a cava di tufo poi dismessa ed in seguito a poligono di tiro) prevede di realizzare una discarica della capacità annuale di 253.000 tonnellate, di cui 3.000 di rifiuti pericolosi.

Fin da allora è stato richiesto il rilascio di un “Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale” (P.A.U.R.), che include anche il permesso di costruire, su cui è comunque chiamato ad esprimersi il Comune di Castelnuovo di Porto, assieme alla autorizzazione allo scarico sul suolo e negli strati superficiali del sottosuolo ed al nulla osta di impatto acustico.
Il Comune di Castelnuovo di Porto ha pubblicato un avviso al pubblico per le osservazioni del pubblico, così come indicato dalla Regione Lazio, provvedendo alla pubblicazione presso l’albo pretorio in data 25 agosto 2025 per consentire ai cittadini di presentare osservazioni sul progetto.
A tal ultimo riguardo si fanno le seguenti osservazioni.
1 – L’area d’intervento è classificata come zona Agricola “E” nel vigente P.R.G del Comune di Castelnuovo di Porto ed obbligherebbe quindi ad una “variante” non consentita in quanto non destinata ad impianti.
2 – Il progetto comprende un inquadramento territoriale senza però far sapere le prescrizioni imposte dal Piano Territoriale Paesistico Regionale (P.T.P.R.).

L’area d’intervento è soggetta al vincolo paesaggistico imposto per legge dalla lettera g) del 1° comma dell’art. 142 del D.Lgs. n. 42/2004 (“Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”) relativa ai “territori coperti da foreste e da boschi” (norma abrogata, ora il riferimento è agli articoli 3 e 4 del D.Lgs. n. 34 del 2018).

Tav. B del P.T.P.R. Foglio 365
Il Piano Territoriale Paesistico Regionale (P.T.P.R.) destina l’area boscata al sistema di “Paesaggio Naturale”.

Tav. A del P.T.P.R. Foglio 365

E’ disciplinato dall’art. 22 delle Norme che al paragrafo 4.8.2 della Tabella B non consente la nuova realizzazione di discariche.



3 – L’area d’intervento è soggetta anche al vincolo paesaggistico imposto per legge dalla lettera c) del 1° comma dell’art. 142 del D.Lgs. n. 42/2004 (“Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”) relativa ai “fiumi, torrenti e corsi d’acqua” (vedi sopra Tavola B).
L’Allegato C del P.T.P.R. identifica con il codice c058_0094 il Fosso Valle Muta.


Il Piano Territoriale Paesistico Regionale (P.T.P.R.) destina l’area boscata al sistema di “Paesaggio Naturale di continuità”, disciplinato dall’art. 24 delle Norme che al paragrafo 4.8.2 della Tabella B non consente la nuova realizzazione di discariche.


4 – L’area d’intervento diventerebbe soggetta ad un “forte impatto acustico” prevedibile dalle lavorazioni di triturazione.
5 – Le 3.000 tonnellate di rifiuti pericolosi potrebbero infine provocare un inquinamento delle falde del Fosso di Valle Muta.
Dott. Arch. Rodolfo Bosi

