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Rodolfo Bosi
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Home Governo del territorio Beni culturali

Ma Renzi progetta soltanto cemento

15/10/2014
in Beni culturali, Beni paesaggistici, edilizia, Governo del territorio, News, Piani territoriali, Urbanistica
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Articolo di Antonello Caporale pubblicato con questo titolo su “Il Fatto Quotidiano” dell’11 ottobre 2014

Immagine.Antonello Caporale

Antonello Caporale

Dal mare tropicale alle montagne innevate in soli due minuti. 

Fondi caraibici e la pista di slalom gigante. 

Una funivia avrebbe collegato la spiaggia ai monti, il caldo al freddo, il sole alla neve. 

Sembra di essere tornati all’inizio degli anni Settanta quando Calogero Mannino radunò in piazza i cittadini di Sciacca e annunciò: “Dite ai vostri figli di tornare in città. C’è lavoro per tutti, finalmente”. 

Sembra che Matteo Renzi abbia preso molto dalla filosofia del potente democristiano siciliano. 

Ha creato Italia sicura, che deve preservare il nostro Belpaese dai dissesti idrogeologici, deve curare le ferite di mezzo secolo di devastazione e però ha firmato il decreto Sblocca Italia che consegna lo stesso Paese devastato ai devastatori, traveste i costruttori in commissari delle grandi opere pubbliche, ed elimina nella sostanza ogni forma di controllo pubblico.

 Immagine.Italia Sicura

“Padrone in casa tua”, disse Berlusconi in uno dei suoi formidabili slogan che perforarono il cuore di tanti cittadini in attesa. 

Padrone in casa tua, ripete oggi Renzi. 

Anzi lo scrive: nero su bianco.

Oggi che Genova offre questo ennesimo spettacolo di distruzione e di morte, frutto soprattutto di cattivi piani urbanistici figli di interessi immobiliari diffusi e deviati, oggi che costruzioni e ostruzioni di massa allagano la città e la rendono permanentemente pericolosa, il premier spiega qual è il problema: “Fare presto, sbloccare le opere che devono salvare la città”. 

È un proponimento all’apparenza giusto, perché circa 35 milioni di euro per la messa in sicurezza di alcuni corsi d’acqua sono fermi grazie alle postille burocratiche, ai ricorsi amministrativi, agli appelli e alle contese. 

Se per un attimo Renzi volesse approfondire il tema capirebbe che i cavilli, nove volte su dieci, sono armi speciali autorizzate e legalizzate in mano a quei costruttori che lui medesimo sta eleggendo a commissari. 

Per fare un esempio: la Metro C di Roma è costata grazie ai cavilli 600 milioni di euro (varianti, arbitrati, aggiornamenti prezzi) e dieci anni di ritardi. 

Il governo ha eliminato il problema eliminando i controlli. 

Scrive Salvatore Settis su Rottama Italia (scaricabile gratuitamente su altreconomia.it  ), un libro di vari autori che documentano le continue devianze dal diritto a cui sarà sottoposto il paesaggio italiano: “Col silenzio-assenso ogni richiesta si intende accolta. Anche se comporta la distruzione di un’area archeologica, lo sventramento di un palazzo barocco, la riconversione di una chiesa medievale in discoteca, l’edificazione di un condominio su una spiaggia”. 

O anche – come a Genova – alla foce di un torrente, potremmo aggiungere. 

Tutto è permesso, in ragione della costruzione. 

Nel decreto Sblocca Italia le lentezze sono opera della burocrazia inetta e non figlie di norme volute dal Parlamento, destinate esattamente al loro scopo. 

Ritardare, arzigogolare, rallentare, negoziare. 

In Italia si spende un milione di euro al giorno per far fronte solo alle varie emergenze. 

E questo governo interpreta sia la vittima che il carnefice: manda in scena oggi il ministro dell’Ambiente Galletti (“No ai condoni”), mentre il suo collega Lupi, quello delle Infrastrutture, rade al suolo la concessione edilizia e codifica una certificazione autonoma del privato cittadino. 

È il privato che sancisce se è violato o meno l’interesse pubblico e il privato che garantisce che il suo cemento non reca danno, non ostruisce, non danneggia. 

In Italia sono circa sei milioni di cittadini che vivono in luoghi altamente a rischio e circa settemila comuni dal territorio fragile. 

Sapete qual è una delle prime dieci grandi opere altamente prioritarie?

 La nuova autostrada Orte-Mestre. [vedi https://www.rodolfobosi.it/il-diavolo-e-nascosto-nei-commi-lo-sblocca-italia-riabilita-la-orte-mestre/#more-10182] 

Sapete chi ha avuto l’idea di costruire questa autostrada? 

La Mec, Management Engineering Consulting, società controllata da Vito Bonsignore, parlamentare di Ncd, il partito di Alfano (e di Lupi).

 

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