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Home Archivi

Museo di Cirò Marina: un’impresa edile per lo scavo al tempio?

05/05/2015
in Archivi, Beni culturali, Governo del territorio, News, Piani territoriali, Urbanistica
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Nei pressi di Punta Alice, promontorio che sancisce il limite del golfo di Taranto, si trovano i resti perimetrali e la crepidine (ovvero il basamento) del tempio di Apollo Aleo di circa 46 metri x 19.

 Immagine.Posizione tempio Apllo Aleo.,png

Punta Alice e in evidenza i resti del tempio di Apollo Aleo da satellite

Lo scavo ha portato alla luce il celebre acrolito (statua con testa, mani e piedi in pietra, marmo o avorio e il resto in legno ricoperto da stoffe o lamine metalliche) di Apollo Aleo, realizzato da un artista greco tra 440 e 430 a.C., rinvenuta nel naos (cella) del tempio.

Immagine.Apollo di Krimisa

L’opera rimane frammentaria e ci sono giunti solo la testa, i piedi e la mano sinistra, tutti elementi che rimandano all’acrolito.

 Immagine.Acrolito di Apollo Aleo

Acrolito di Apollo Aleo

Il prodotto artistico dimostra l’arrivo, dopo la metà del V secolo a.C., in occidente della maniera fidiaca.

Il seguente articolo dell’archeologo Manlio Lilli pubblicato con questo titolo il 1 maggio 2015 su “Il Fatto Quotidiano”, ci informa sul progetto di risistemazione dell’area archeologica.

Immagine.Manlio Lilli

Manlio Lilli

Il Museo Civico archeologico di Cirò Marina dal 9 aprile ospita, provvisoriamente, l’acrolito di Apollo Aleo, proveniente dal Museo Archeologico di Reggio Calabria ma recuperato nel 1929, durante la prima campagna di scavi nell’area archeologica di Punta Alice. 

Un pezzo straordinario allontanato dal suo contesto. 

Il santuario scavato nel 1924 da Paolo Orsi e poi, tra gli anni Settanta e Novanta, interessato da campagne di scavo e di rilievo eseguite dall’Istituto Germanico e dalla Soprintendenza archeologica della Calabria. 

Un edificio datato al VI secolo a.C., ma la cui attività di luogo sacro si protrasse almeno per due secoli.

 Immagine.ricostruzione tempio Apollo Aleo

Tempio di Apollo Aleo – in alto pianta del tempio arcaico,

al centro e in basso pianta e facciata del tempio ellenistico

Santuario del quale restano per breve altezza lo zoccolo del muro perimetrale della cella e le basi del colonnato centrale e dei pilastri dell’ambiente ad ovest della cella. 

Immagine.Resti santuario Apollo Aleo

Tratto da : P. ORSI, Templum Apollinis Alaei ad Crimisa Promontorium, Roma 1932, fig. 22

Le condizioni di conservazione più che precarie. 

Con le superfici dei blocchi, quasi tutti distaccati, alveolizzate.

 Immagine.Acrolito di Apollo Alao

La musealizzazione all’aperto poco più di un’idea. 

Con il pannello didattico, appoggiato a terra, leggibile solo in parte.

Immagine.cartello e cavallo parco archeologico Apollo Aleo

L’accessibilità all’area recintata assicurata da un cancello.

Sempre aperto.

Immagine.ingresso parco Apollo Alaios

Al taglio dell’erba spontanea, provvedono gli animali al pascolo. 

Un luogo quasi incantato. 

Con il mare all’orizzonte e prima il faro. 

Ma quasi a ridosso dell’area archeologica le strutture industriali dello Stabilimento Syndial.

 Immagine.Impresa nel parco archeologico di Apollo Alaios

Un frammento di paesaggio nel quale le scelte industriali del passato continuano a mostrarsi nella loro ingombrante fisicità.

 Immagine.Cartello e imperesa nel parco archeologico di Apllo Alaios

Ma intanto meritoriamente si è deciso di provvedere alla risistemazione dell’area archeologica.

Aggiudicata la gara di appalto per i lavori di ‘scavo, restauro e musealizzazione del santuario dedicato ad Apollo Aleo’, finanziati con fondi Por Calabria, Fesr 2007-2013 per un importo di quasi 500 mila euro. 

Tra le misure previste anche interventi conservativi, adeguamenti funzionali e di sicurezza, oltre ad un centro polifunzionale. 

“Una struttura molto flessibile, predisposta ad ogni tipo di attività artistica e culturale, darà servizi e potrà accogliere manifestazioni ed istallazioni volte a valorizzare in ogni caso il sito e il territorio in generale“, si legge nelle Relazioni tecniche generali. 

Mentre nelle Relazioni specialistiche si specificano luoghi e modalità delle indagini, alle quali sono da aggiungersi “scavi preventivi laddove il progetto prevede la realizzazione della struttura del punto informativo“. 

Insomma sembra che si sia pensato proprio a tutto. 

Naturalmente compresa la scelta della ditta che si occuperà dei lavori, l’impresa edile Serafina Sammarco, che ha avuto la meglio anche su società con chiare competenze nell’ambito dei Beni Culturali. 

Circostanza questa che potrebbe essere poco rilevante se non fosse che nella cifra complessiva a disposizione il 43,51%, pari a 212.953,85 euro, come da capitolato, sarà per lavori di scavo archeologico. 

Cifra alla quale vanno aggiunti i 51.142,70 euro, pari al 10,51% dell’intera cifra, per il restauro archeologico. 

Eccezione questa alla quale la Relazione specialistica Scavo, restauro e musealizzazione ha pensato. 

Basterà fare ricorso ad “archeologi specializzati di provata esperienza che dovranno avere un curriculum vitae che dimostri un’esperienza continuativa di almeno cinque anni in cantieri archeologici diretti da Soprintendenze o Dipartimenti Universitari e … a topografi-disegnatori che dovranno avere un curriculum vitae che dimostri un’esperienza continuativa di almeno sette anni in cantieri archeologici diretti da Soprintendenze o Dipartimenti universitari“. 

Quindi alla mancanza di competenze specifiche l’impresa ovvierà con il coinvolgimento di professionisti che rispondano ai requisiti indicati. 

Ma non è tutto. 

A suscitare una certa preoccupazione è il criterio stesso che ha indirizzato la scelta finale, ovvero il ribasso percentuale sulla cifra complessiva. 

Un 21,80%, che ha sbaragliato la concorrenza. 

Un ribasso lontano da quelli ben oltre il 50% registrati a Pompei, in diversi appalti per il restauro di parti della città antica. 

Ma in ogni caso meritevole di una giusta attenzione. 

Perché quel che è accaduto al teatro della città campana, restaurato impropriamente e al centro prima di ribassi e poi di rialzi praticati dalla Caccavo srl è un caso emblematico. 

Di come, spesso il ribasso preceda il rialzo, non di rado comportando interventi sbagliati con materiali inadeguati. 

Passare dall’abbandono, motivato dalla mancanza di risorse, ad un intervento inappropriato, causato da incerte competenze, sarebbe una sciagura. 

Che il tempio di Apollo ‘protettore del mare e della navigazione’ non merita.

Immagine.Cartello parco archeologico Apollo Alaios

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