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Rodolfo Bosi
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Home Archivi

Rapporto Epa: il fracking è una minaccia per acqua e ambiente

15/12/2016
in Archivi, Governo del territorio, Natura, News, Piani territoriali
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L’Environmental protection agency (Epa), ha pubblicato  il rapporto finale “Hydraulic Fracturing for Oil and Gas: Impacts from the Hydraulic Fracturing Water Cycle on Drinking Water Resources in the United States”  che farà probabilmente arrabbiare ulteriormente il presidente eletto Donald Trump e il suo staff di negazionisti climatici e amici dei petrolieri che si preparano a demolire l’agenzia ambientale Usa.

Infatti,  il rapporto «fornisce una revisione e la sintesi delle informazioni scientifiche disponibili riguardo al rapporto tra le attività di fratturazione idraulica e le risorse di acqua potabile negli Stati Uniti» e il quadro che ne emerge è preoccupante: «Epa ha trovato prove scientifiche che, in alcune circostanze, le attività di fratturazione idraulica possono influenzare le risorse di acqua potabile.  

Il rapporto individua alcune condizioni in base alle quali gli impatti derivanti dalle attività di fratturazione idraulica possono essere più frequenti o gravi: prelievi di acqua per fratturazione idraulica in periodi o aree con bassa disponibilità di acqua, in particolare nelle aree con limitate risorse idriche sotterranee o in declino; le fuoriuscite durante la movimentazione di fluidi idraulici della fratturazione e delle sostanze chimiche o dell’acqua prodotta che si traducono in grandi volumi o alte concentrazioni di sostanze chimiche che raggiungono le risorse idriche sotterranee; l’iniezione dei fluidi per la fratturazione idraulica in pozzi con integrità meccanica inadeguata, consentendo ai gas o ai liquidi di passare nelle  risorse idriche sotterranee; l’iniezione di fluidi per la fratturazione idraulica direttamente nelle  risorse idriche sotterranee; lo scarico di acque reflue della fratturazione idraulica trattate inadeguatamente nelle acque superficiali; lo smaltimento o lo stoccaggio delle acque reflue della fratturazione idraulica in vasche prive di guaina, con conseguente contaminazione delle risorse idriche sotterranee».

L’Epa fa anche presente che i dati lacunosi e le incertezze limitano la sua capacità di valutare appieno il potenziale impatto sulle risorse idriche potabili, sia a livello locale che nazionale e che «a causa di queste lacune e incertezze dei dati, non è stato possibile caratterizzare appieno la gravità degli impatti, né è stato possibile calcolare o stimare la frequenza nazionale degli impatti sulle risorse di acqua potabile delle attività nel ciclo idrico della fratturazione idraulica».

Tom Burke, amministratore dell’Office of research and development e science advisor dell’Epa spiega che lo studio è stato richiesto all’agenzia dal Congresso per valutare l’impatto del fracking sull’acqua potabile e che si è avvalso anche dei dati contenuti in 13 relazioni tecniche e altrettanti studi apparsi su riviste scientifiche.

«Alla fine – scrive Burke sul suo blog – credo che la valutazione rispecchi in pieno lo stato attuale della scienza.  

Cita oltre 1.200 fonti, tra cui pubblicazioni, rapporti tecnici, i risultati delle ricerche peer-reviewed dell’Agenzia, e le informazioni fornite dall’industria, dagli stati, dalle tribù, dalle organizzazioni non governative e altri membri interessati del pubblico.  

Gli Stati e l’industria possono ora avere una maggiore  comprensione scientifica acquisita attraverso questa valutazione per molte altre risorse – tra cui capacità ingegneristica e tecnologica – per garantire che la fratturazione idraulica sia condotta in modo sicuro e responsabile».

Burke però ci tiene a sottolineare una cosa che ha molto a che fare con il clima di caccia agli scienziati che si respira nell’America di Trump: «Ma c’è un ultimo punto che non dovrebbe essere sorvolato e che è la forza del procedimento scientifico.  

Vi posso dire per esperienza che la buona scienza richiede tempo.  

Si tratta di un’attenta pianificazione, richiede una rigorosa attenzione ai dettagli e si basa sul feedback attraverso la peer review.  

In questo caso, lo science advisory board indipendente dell’agenzia ha prevista una rigorosa peer review e numerosi commenti costruttivi.  

La valutazione finale è una forte e chiara rappresentazione scientifica del rapporto esistente tra la fratturazione idraulica e le risorse di acqua potabile».

Quello che però è chiaro è che il rapporto finale dell’Epa fa fare un notevole passo avanti alla comprensione scientifica dell’impatto del fracking sulle risorse idriche potabili e che i decisioni federali, statali, tribali e gli amministratori locali, l’industria e le comunità dovranno fare riferimento a questo studio  se vogliono «proteggere le risorse di acqua potabile, ora e in futuro», sottolinea l’Epa, forse pensando all’arrivo alla Casa Bianca di Donald Trump e alla sua corte di amici del fracking.

Lena Moffitt, direttrice della campagna Beyond Dirty Fuels di Sierra Club, vede confermate dal rapporto finale Epa tutte le preoccupazioni ambientaliste: «Sierra Club applaude l’Epa per la sua relazione sul fracking basata sulla scienza, che conferma quello che molti già sapevano: il fracking rappresenta una chiara e attuale minaccia  per la nostra acqua, la nostra salute pubblica e le nostre comunità.

 Per troppo tempo, a causa di fracking, le comunità in tutto il Paese hanno dovuto affrontare la minaccia quotidiana dell’acqua contaminata e dei terremoti e un futuro incerto, il tutto mentre le compagnie petrolifere e del gas spacciavano la falsa affermazione che il procedimento era al sicuro.  

Il rapporto mette fine a questa farsa.  

Non si potrà più dire alle famiglie la bugia che la loro salute e sicurezza non sono minacciate».

La Moffitt conclude riportando tutto all’attualità politica: «Mentre le selezioni del gabinetto della nuova amministrazione mettere in chiaro che sono pronti a mettere i profitti delle corporations prima dell’interesse pubblico, il rapporto fa un punto ancora più dettagliato su cosa qualsiasi espansione di fracking provocherà per l’acqua e le comunità del nostro Paese.  

La prossima amministrazione deve mettere per prima la scienza e consentire alle agenzie di svolgere il loro lavoro per salvaguardare dal fracking le nostre comunità, la nostra acqua, e la nostra salute pubblica».

 

(Articolo pubblicato con questo titolo il 14 dicembre 2016 sul sito online “greenreport.it”)

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