Si chiude finalmente il capitolo Occupazione Suolo Pubblico e Dehors a Ponte Milvio.
Tanto si è detto, molto si è scritto, ma ora che la partita è chiusa occorre fare un riassunto dettagliato (per quanto possibile) della vicenda per cercare di capire come sono andate le cose.
Piazza Ponte Milvio oggi
Le prime tracce amministrative degli OSP, che abbiamo potuto vedere, sono datate 22 agosto 2013, quando la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma risponde all’Unità Organizzativa Amministrativa del Municipio ex XX (attuale XV), che aveva chiesto parere su una richiesta di ampliamento dell’OSP di una attività commerciale su Piazza Ponte Milvio.
La Soprintendenza comunica che “…la piazza in questione è da ritenersi vincolata ai sensi dell’art. 10 comma 4 lettera G del D. Leg.vo n. 42/2004 […], in considerazione di ciò, visti i grafici pervenuti, si esprime il parere negativo a quanto richiesto, sia perché la OSP originale, della quale si chiede ampliamento, non è stata mai concessa dalla scrivente, sia perché lo stesso ampliamento andrebbe a posizionarsi su un marciapiede già gravato da altre OSP.”
Queste le motivazioni importanti della Soprintendenza, da qui si evince che probabilmente nessuno ha il permesso dell’ente di tutela.
Infatti sulla lettera al Municipio si legge in chiusura: ”…questa Soprintendenza chiede altresì all’amministrazione in indirizzo la revoca delle concessioni di suolo pubblico rilasciate in piazza Ponte Milvio mai autorizzate dalla scrivente.
Per tali motivi questa Soprintendenza chiede anche che venga predisposta la redazione, condivisa, di un Piano di Massima Occupabilità dell’intera piazza in questione.”
Lette le parole della Soprintendenza, viene da chiedersi negli ultimi 13 anni se qualcuno ha mai preso in considerazione i vincoli della piazza.
Finchè Ponte Milvio non è diventata uno dei centri della movida romana, i problemi erano relativi.
Non c’era un grande indotto sulla piazza, anche il chiosco sul ponte non era molto frequentato, non attirava molto l’attenzione della pubblica amministrazione.
Né della Soprintendenza, che si accorge che gli OSP sulla piazza non erano stati autorizzati solo 9 anni dopo il vincolo e solo grazie alla richiesta di un commerciante.
Storie di ordinaria “Amministrazione”.
Una volta che la piazza è diventata un punto di ritrovo importante per la vita notturna di Roma Nord, anche le attività commerciali ne hanno beneficiato.
Nuovi locali hanno aperto, la piazza e il quartiere sono rinati, i marciapiedi una volta deserti diventano affollati, con tutti i pro e i contro del caso.
La precedente amministrazione comincia a gettare le basi aprendo dei tavoli condivisi per studiare un nuovo Piano di Massima Occupabilità, ma il tempo passa e la caduta dell’ex sindaco Marino si porta con se i progetti sugli OSP.
Arriva il cambio del governo municipale, la nuova amministrazione decide di prendere il toro per le corna e mette in pratica quello che la Soprintendenza chiedeva nel 2013, revoca tutte le OSP interessate dal vincolo.
La scadenza delle Occupazioni è il 31 dicembre e dal 1 gennaio 2017 i commercianti si sono ritrovati a non poter mettere i tavolini sugli spazi antistanti le proprie attività a causa della revoca.
Alcuni commercianti danno inizio ad una prova di forza con il Municipio, continuando ad occupare il suolo pubblico senza autorizzazioni, ma la Polizia spicca multe a chiunque non rispetti i termini di legge, e la prova fallisce viste le conseguenze a cui può portare il gesto, fino alla chiusura dell’attività.
Piazza Ponte Milvio oggi
Il 5 gennaio con delibera n. 1 il Consiglio Municipale approva il nuovo Piano di Massima Occupabilità e dal 9 gennaio invita tutti i commercianti a presentare le richieste di OSP, che sarebbero poi state rilasciate in ottemperanza al nuovo PMO.
In realtà già dai primi di dicembre i commercianti sono venuti a sapere dei progetti sugli OSP della piazza e, complice una comunicazione un pò zoppa, per tutta risposta al momento della revoca decidono di fare ricorso al TAR del Lazio.
Nel frattempo il PMO viene approvato e prevede sostanzialmente il taglio del 10/15% degli spazi dedicati agli OSP, i commercianti decidono di non presentare per il momento le nuove richieste, in attesa del giudizio del Tar.
Il tempo passa e arriva Febbraio, il dialogo tra la PA e i commercianti continua, non senza momenti di tensione, fino a che i commercianti decidono di cambiare strategia e cominciano a presentare le domande per gli OSP per il 2017.
Oggi (27 febbraio) Ponte Milvio si presenta più “normale” rispetto alla malinconico vuoto visto negli ultimi 2 mesi.
I tavolini sono sul marciapiede, ma occupano meno spazio e sembra più comodo passare.
Ho parlato con qualche commerciante, che non negano la soddisfazione per la definizione della vicenda, ma che a tutti però ha lasciato l’amaro in bocca, per una situazione che a parer loro doveva essere gestita in maniera diversa.
E ce n’è per tutti, politici, giudici e media.
Ai giornali rimproverano di aver raccontato la storia in maniera approssimativa, ma soprattutto facendo passare i commercianti come delinquenti, mentre in realtà sono le vittime.
Ai giudici del Tar rimproverano il fatto di non aver preso una decisione in merito in tempi brevi, ai politici di non aver fatto in modo che in questa querelle a pagare fossero i commercianti.
Perché succede anche che i commercianti abbiano pagato gli OSP per 12 mesi quando in realtà lo hanno fatto fisicamente solo per 10 mesi, ma nessuno ha intenzione di rivalersi per questo.
Piazza Ponte Milvio oggi
C’è da registrare l’ottimo lavoro dell’Ufficio Tecnico Municipale, che ha rilasciato i permessi OSP in tempi rapidissimi dal momento della presentazione.
Complimenti a loro che si sono dimostrati all’altezza della situazione.
Per tutti i commercianti il punto della questione non è mai stato il ridimensionamento delle aree OSP, molti lamentano un trattamento da parte del Municipio non proprio adeguato.
Si sono sentiti osteggiati dalla parte politica che ha imposto una decisione, se pur legittima, a parer loro troppo in fretta.
Portano come esempio situazioni simili in altri municipi in cui i commercianti non hanno perso neanche un giorno senza OSP.
Dal canto suo l’amministrazione a 5 stelle definisce in maniera chiara ed inequivocabile una situazione ai limiti della legalità, e che ha attirato l’attenzione anche dei magistrati, che hanno aperto un fascicolo in Procura.
Nei consigli Municipali in cui si è trattato l’argomento spesso gli animi si sono scaldati, creando forse una contrapposizione forte tra le parti che non doveva nascere, anche la posizione dell’Assessore al Commercio, inviso ai commercianti per vicende precedenti, forse ha portato ad uno scontro troppo aspro che però alla fine si è risolto con soddisfazione di tutti.
Probabilmente la verità sta nel mezzo, sicuramente il Municipio poteva fare di più, tutto è migliorabile, nonostante siano comunque riusciti a definire il tutto in tempi umani rispetto alle consuetudini italiche.
I commercianti dal canto loro potevano essere più collaborativi da subito, ma loro sono i cittadini e fanno la parte dell’utente, che non è tenuto a sapere se un’amministrazione faccia le cose per bene o meno.
Chiede un permesso e se viene rilasciato poi non può pagare in prima persona le scelte o le non scelte della politica o della PA, ma ciò che conta è che si sia giunti ad una conclusione.
La Piazza è più regolare, per quanto riguarda gli OSP, ora tocca agli ambulanti che saranno i prossimi ad essere presi in esame per completare il PMO di Ponte Milvio.
I chioschi verranno riposizionati e i rotazionali verranno spostati in un area idonea, la tavola del nuovo PMO è sul tavolo della Soprintendenza che a breve completerà la valutazione, così assisteremo all’ultimo cambiamento prima di vedere la nuova disposizione di Piazza Ponte Milvio.
(Articolo di Emiliano Bassetti, pubblicato con questo titolo il 28 febbraio 2017 sul sito online “Hrn Live”)



