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Home Archivi

Scioglimento del Corpo forestale dello Stato, contrari sinistra, destra e M5S

23/03/2015
in Archivi, Beni culturali, Beni paesaggistici, edilizia, Governo del territorio, News, Piani territoriali
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Immagine.logo Corpo Forestale dello Stato (2) Il seguente articolo pubblicato con questo titolo il 19 marzo 2015 sul sito “greenreport.it” ci dà il quadro politico riguardo alla intenzione del Governo di sopprimere il Corpo Forestale dello Stato.

Secondo la presidente del Gruppo Misto-SEL Loredana De Petris il voto di in Commissione Affari Costituzionali del Senato, all’interno della delega sulla Pubblica Amministrazione, che vuole sopprimere il Corpo forestale, accorpandolo alla polizia di Stato, «è, in un paese dove si commettono in media tre reati contro l’ambiente ogni ora, gravissimo e insensato.

Tanto più perché allo stesso tempo verrà di fatto smantellata anche la polizia provinciale, che si è sino ad ora occupata a sua volta di reati contro l’ambiente». 

Una decisione che era sta anticipata prima in Commissione dalla ministra della Pubblica Amministrazione, Maria Anna Madia, e poi dal premier Matteo Renzi in persona all’inaugurazione dell’anno accademico della Scuola superiore di polizia, anche se la Commissione del Senato ha detto no alla confluenza delle polizie provinciali  nelle altre forze di polizia perché ritenuta un’operazione troppo costosa. 

La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato un subemendamento riformulato del relatore, Giorgio Pagliari del PD,  che recita: «All’emendamento 7.501, al comma 1, lettera a), sostituire le parole da: “razionalizzazione e potenziamento” fino alla fine della lettera con le seguenti: “razionalizzazione e potenziamento dell’efficacia delle funzioni di polizia anche in funzione di una migliore cooperazione sul territorio al fine di evitare sovrapposizioni di competenze e di favorire la gestione associata dei servizi strumentali; riordino delle funzioni di polizia di tutela dell’ambiente, del territorio e del mare e nel campo della sicurezza e dei controlli nel settore agroalimentare conseguente alla riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato, ed eventuale assorbimento del medesimo nelle altre Forze di polizia, ferma restando la garanzia degli attuali livelli di presidio dell’ambiente, del territorio e del mare, della sicurezza agroalimentare e la salvaguardia delle professionalità esistenti, delle specialità e dell’unitarietà; riordino dei corpi di polizia provinciale, in linea con la definizione dell’assetto delle funzioni di cui alla legge 7 aprile 2014, n. 56, escludendo in ogni caso la confluenza presso le forze di polizia”». 

Un voto subito stroncato cifre alla mano da Danilo Scipio, il segretario nazionale dell’UGL Corpo forestale dello Stato: «Oggi in Italia operano circa 305mila addetti alla pubblica sicurezza: e tra i 105mila dei Carabinieri, i 95mila della Polizia di Stato e i 38mila della Penitenziaria in effettivo servizio, è molto singolare che il governo pensi di risolvere il problema eliminando le 7mila unità del Corpo forestale.

La situazione paradossale che si verrà  a creare è che se dovesse sparire il Corpo forestale dello Stato rimarrebbero comunque 5 Corpi forestali delle regioni a statuto speciale.

Questo per dare il senso della razionalità del disegno che si sta perseguendo». 

La De Petris ricorda che «il Corpo forestale è l’unica forza di polizia delegata a fronteggiare i reati ambientali, quelli che riguardano il settore agro-alimentare e le ecomafie.

Nel corso degli anni ha accumulato una conoscenza del problema e un’esperienza tanto preziose quanto insostituibili e ha svolto anche funzioni fondamentali di protezione dei parchi e delle biodiversità e di contrasto dei reati contro gli animali.

Sopprimerlo vuol dire lasciare del tutto sguarnito un fronte tra i più nevralgici che ci siano oggi nel nostro Paese, eppure i nostri emendamenti, volti a conservare e anzi rafforzare il Corpo forestale sono stati ignorati».   

La capogruppo al Senato di Sel sottolinea: «È particolarmente grave che un segnale di questo genere sia lanciato proprio mentre la Camera si accinge ad approvare in via definitiva la legge sui reati ambientali.

Un messaggio tanto contraddittorio non potrà che essere preso dalle ecomafie e da chi perpetra continui reati contro l’ambiente in nome del lucro come un incoraggiamento a proseguire su quella strada». 

Anche dai senatori del Movimento 5 Stelle della Commissione Ambiente del Senato viene un «No allo smantellamento del Corpo Forestale dello Stato, assorbendolo in altri corpi di polizia. Ci associamo al sentimento del sergente Costa che si dichiara “senza parole” e che con “tanta tristezza e amarezza” dichiara di “comprendere oramai che l’ambiente per tanti non è una priorità”». 

I Senatori pentastellati promettono: «Noi non ci arrendiamo», ma aggiungono: «Siamo amareggiati e consapevoli che questo governo vuole solo compiacere quanti chiedono di togliere i controlli ai propri traffici ed illeciti.

Per favorire sempre il profitto e l’illegalità, di pochi, sul benessere di tutti». 

Il M5S ricorda che «Secondo il rapporto “Rapporto ecomafie 2014″ di Legambiente il Corpo Forestale dello Stato nel 2013 ha svolto oltre 11.000 inchieste ambientali, la Polizia di Stato che non è specializzata nel settore ambientale 65.

L’Eurogiust, che ci chiede di approvare una legge sui reati ambientali nel codice penale da decenni, ci chiede da anni anche la formazione un corpo nazionale di polizia ambientale specializzato e coordinato a livello europeo con le altre forze nazionali.

La risposta del Governo Renzi?

Smantellare il Corpo Forestale dello Stato!

Il Movimento 5 Stelle ha una sua proposta per salvaguardare le competenze e specificità del Corpo Forestale dello Stato, esplicitata in un progetto di legge ed una mozione a prima firma Paola Nugnes depositati da dicembre a Palazzo Madama. Chiediamo di discutere le nostre proposte al più presto». 

Anche per l’ex ministro dell’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, «sciogliere il Corpo forestale è un regalo alle ecomafie e alle agromafie, è una scelta sbagliata e che fa fare dei passi indietro al nostro Paese.

Il Parlamento deve assolutamente correggere questo errore del Governo che, pensando di tagliare uno dei corpi di polizia, elimina quello più specialistico nella difesa dell’ambiente.

A meno che non lo si fa perché il Corpo sta dando fastidio a tutta una serie di inquinatori.

Bisogna accogliere l’appello firmato da tanti tra cui Don Ciotti e Roberto Saviano.

Non dimentichiamoci che nel 2001 io ho evitato lo scioglimento del Corpo, quando doveva essere smembrato tra le regioni.

In questi 15 anni sono cresciute le loro attività e la loro capacità di contrasto alle mafie che attaccano l’ambiente.

Tutto il contrasto alla contaminazione da Ogm l’hanno fatto loro e che la Terra dei Fuochi l’hanno scoperta grazie alle loro attività investigative».

Si schiera per il no anche Forza Italia che, oltre a prese di posizioni regionali come in Abruzzo e Campania, interviene con uno dei suo maggiori esponenti, l’ex ministro Maurizio Gasparri: «A chi plaude all’idea di Renzi di ridurre i corpi di polizia dico: attenzione.

La sua idea non è razionalizzare ma tagliare, come dimostra la chiusura di presidi di sicurezza, il blocco del turnover e risorse ormai ridotte al lumicino.

Anche i sindacalisti che gli danno credito sbagliano, perché rischiano di avallare una politica di tagli.

Renzi, piuttosto, invece che avventurarsi in campi sui quali mostrerebbe una volta di più la sua incompetenza, dica parole chiare sulla proposta di legge che tra poco sarà discussa in Senato sul numero identificativo.

Se sta veramente dalla parte delle forze dell’ordine deve dire no a chi vuole paralizzare l’azione di poliziotti e carabinieri.

Il Viminale ha preso tempo. Pretendiamo di sapere lui che ne pensa».

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