• Home
  • Biografia
  • Contatti
martedì, Giugno 16, 2026
26 °c
Rome
26 ° Mer
28 ° Gio
Rodolfo Bosi
  • Biografia
  • Ambiente
    • Valutazione Ambiente Strategica (V.A.S.)
    • Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.)
    • Valutazione di Incidenza (V.Inc.A.)
  • Approfondimenti
  • Archivi
  • Aree agricole
    • Aree soggette ad usi civici
  • Aree naturali protette
    • Aree contigue ad aree naturali protette
    • Monumenti naturali
    • Parchi Nazionali
    • Parchi regionali
    • Riserve naturali provinciali
    • Riserve naturali regionali
    • Riserve naturali statali
    • Siti di Importanza Comunitaria (SIC)
    • Zone di Protezione Speciale (ZPS)
    • Zone umide
    • Aree Wilderness
  • Caccia e Animali
    • Piani faunistici venatori provinciali e regionali
  • Editoriali e aneddoti di una vita
  • Governo del territorio
    • Beni culturali
    • Beni paesaggistici
    • Edilizia
    • Piani territoriali
    • Urbanistica
  • Impianti di telefonia mobile
  • Impianti fotovoltaici
  • Impianti pubblicitari a Roma
    • Cartellopoli
    • Piano regolatore degli impianti pubblicitari (P.R.I.P.)
    • Piani di localizzazione degli impianti pubblicitari
  • Natura
  • News
  • Paesaggio
  • Rassegna Stampa
No Result
View All Result
  • Biografia
  • Ambiente
    • Valutazione Ambiente Strategica (V.A.S.)
    • Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.)
    • Valutazione di Incidenza (V.Inc.A.)
  • Approfondimenti
  • Archivi
  • Aree agricole
    • Aree soggette ad usi civici
  • Aree naturali protette
    • Aree contigue ad aree naturali protette
    • Monumenti naturali
    • Parchi Nazionali
    • Parchi regionali
    • Riserve naturali provinciali
    • Riserve naturali regionali
    • Riserve naturali statali
    • Siti di Importanza Comunitaria (SIC)
    • Zone di Protezione Speciale (ZPS)
    • Zone umide
    • Aree Wilderness
  • Caccia e Animali
    • Piani faunistici venatori provinciali e regionali
  • Editoriali e aneddoti di una vita
  • Governo del territorio
    • Beni culturali
    • Beni paesaggistici
    • Edilizia
    • Piani territoriali
    • Urbanistica
  • Impianti di telefonia mobile
  • Impianti fotovoltaici
  • Impianti pubblicitari a Roma
    • Cartellopoli
    • Piano regolatore degli impianti pubblicitari (P.R.I.P.)
    • Piani di localizzazione degli impianti pubblicitari
  • Natura
  • News
  • Paesaggio
  • Rassegna Stampa
No Result
View All Result
Rodolfo Bosi
No Result
View All Result
Home Archivi

Storia della mancata bonifica della discarica di Castelverde a Roma

26/03/2015
in Archivi, Comune di Roma, Governo del territorio, News, Piani territoriali, Urbanistica
0
0
4
SHARES
2
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

Castelverde è una frazione di Roma, situata nella X Zona dell’Agro Romano denominata “Lunghezza”: ricade nel territorio del Municipio Roma VI (ex Municipio Roma VIII).

Sorge fra la via Prenestina a sud e la via di Lunghezza (via Collatina) a nord, lungo la dorsale via Massa di San Giuliano, tra le frazioni di Villaggio Prenestino a ovest, Lunghezzina a nord, Fosso San Giuliano a est e Fosso Osa a sud.

Immagine.Castelverde.00png

Nel 1950 vi si stabilì un gruppo di emigranti marchigiani, che diedero il nome di “Castellaccio” alla zona per la presenza della torre di un vecchio castello: bonificata l’area per la coltura, iniziarono a costruire le prime case e una chiesa.

Il 30 settembre del 1966, su richiesta del parroco don Alfredo Maria Sipione all’allora sindaco di Roma Americo Petrucci, il quartiere cambiò nome in “Castelverde”, ufficializzandolo in occasione della visita pastorale di papa Palo VI. 

A ridosso di via del Casalone esisteva una cava dalla quale si estraeva materiale adatto alla pavimentazione stradale (ovvero il selcio): le cavità lasciate dall’estrazione del selcio sono state riempite da materiali nocivi negli anni a cavallo tra il 1970 ed il 1990.

Immagine.Ubicazione discarica Casteleverde

Vi sono stati scaricati rifiuti di ogni genere: rifiuti ospedalieri – ad esempio dell’ospedale di Rieti e quello di Amatrice (RI) ma si pensa anche di altri ospedali – e tossici di ogni tipo e addirittura sembrerebbe, anche di uranio impoverito.

Di tutto questo però non si ha certezza perché nessuno ha mai rivelato dati certi sul vero contenuto della discarica, che sembrerebbe molto più ampia di quello che oggi è possibile vedere: col passare degli anni a ridosso della discarica sono state costruite delle abitazioni ed anche scuole e asili nido.

Sulla base di alcune segnalazioni nel 1994 la Magistratura ha disposto un sequestro penale della discarica: quale sia stato il seguito di quest’azione ad oggi, non è dato sapere, mentre si sa che poco prima del sequestro i proprietari si sono affrettati a svendere le cubature edificabili.

Nel corso dei lavori di realizzazione della linea ferroviaria della tratta Roma-Napoli dell’Alta Velocità (S.V.) da parte dell’Ente concessionario TAV (dal 4 marzo 2011 fuso per incorporazione in R.F.I. S.p.A.) e per esso dal Consorzio IRICAV UNO – conferitaria Pegaso S.r.l. è stata individuata la suddetta discarica al Km. 16+00.

Il 23 febbraio del 1999 si è riunita una Conferenza di Servizi, alla quale hanno partecipato il Comune di Roma, la Regione Lazio, l’ARPA Lazio e la ASL di Roma RMB.

L’argomento della conferenza è stato la bonifica dell’area della discarica, che sarebbe dovuta avvenire in 2 fasi:

  1. compattazione in ecoballe dei rifiuti nocivi (per renderli inerti);
  2. smaltimento definitivo dei rifiuti.

Con Determinazione n. 71 del 23 febbraio 1999 del Dipartimento X del Comune di Roma è stata disposta “l’approvazione delle linee generali relative al progetto complessivo della bonifica della discarica e rilascio dell’autorizzazione alla fase preliminare di attuazione del primo intervento di bonifica dell’area”.

Come si può vedere, delle due fasi sopra citate è stata approvata solo la prima, che avrebbe interessato circa 100.000 tonnellate di rifiuti.

Per la realizzazione della bonifica sono stati costruiti dei grandi fabbricati in lamiera bianca, che avrebbero dovuto contenere le ecoballe pronte per essere smaltite: le rilevazioni del terreno per analizzarne la composizione sono state però compiute solo dall’AMA di Roma, invece che essere svolte dalla ASL e dall’ARPA Lazio.

Immagine.Discarica Castelverde.01

Il trattamento ha riguardato il 60% del terreno interessato, mentre il restante 40% contenente i materiali tossico-nocivi è stato stoccato a monte della medesima cava su di un’area impermeabilizzata con captazione dei liquami (tecnica di depurazione): tale intervento da parte del Consorzio Pegaso è durato circa 3 anni ed è quello che attualmente ancora esiste.

 Immagine.Discarica Castelverde nel 2014

La Conferenza dei Servizi aveva deciso inoltre che la seconda fase, cioè quella di smaltimento, sarebbe dovuta avvenire tramite la termodistruzione sul posto dei rifiuti.

Il commissario straordinario della Regione Lazio dell’epoca a questo punto ha fatto realizzare un impianto di termodistruzione, che è stato però fu poi smantellato senza essere stato utilizzato, ad un prezzo che non è mai stato dichiarato chiaramente.

La presenza in tutti questi anni dei grandi fabbricati contenenti i rifiuti e lo spostamento degli stessi tramite numerosissimi camion (svolgimento della prima fase), ha attirato l’attenzione dei residenti delle zone vicine, i quali hanno cominciato a preoccuparsi per il danno ambientale e alla salute che poteva derivarne.

I cittadini hanno cominciato a domandarsi se le frequenti malattie alla tiroide, le leucemie e tumori vari, potessero essere effetti secondari della discarica.

Il loro interessamento, quindi ha portato alla costituzione del Comitato Discarica abusiva Castelverde-Lunghezza, presieduto da Daniela Ferdinandi, che ha subito chiesto di essere informato sulle procedure di bonifica e di poterne far parte attivamente: successivamente alla scoperta della inadempienza da parte dell’amministrazione pubblica rispetto la campionatura di tutto il materiale raccolto e trasportato per il suo definitivo trattamento, il Comitato ha denunciato che non era stata effettuata nessuna verifica del contenuto della discarica e del suo grado di tossicità.

Per i suddetti motivi ha inoltrato un’istanza alle Amministrazioni, affinché si organizzasse un tavolo tecnico che verificasse l’effettiva situazione della discarica, il relativo danno ambientale e il disagio personale dei cittadini.

Dopo 6 anni dalla prima Conferenza, su richiesta del Comitato Castelverde/Lunghezza, il 23 gennaio del 2005 si è tenuta la seconda nella quale è stato deciso che la seconda fase della bonifica, ovvero lo smaltimento finale, sarebbe avvenuta non più con la termodistruzione ma tramite trasporto su gomma in siti esteri (che ancora oggi non si conosce quali siano).

Con Determinazione n. 66 del 26 gennaio 2005 il Dipartimento X del Comune di Roma ha approvato infatti la variante al progetto di bonifica dell’area ed autorizzato l’esecuzione dei lavori della “prima fase finale di attuazione” che ha previsto il trasporto transfrontaliero del “materiale rosso”: ha subordinato l’approvazione e l’autorizzazione con successivo atto della “seconda fase finale di attuazione” alla presentazione del relativo progetto definitivo.

Nel periodo compreso tra il 15 aprile 2005 ed il 13 maggio 2005 la Pegaso S.r.l. ha eseguito il piano integrativo di campionamento e monitoraggio, con carotaggio continuo e trivellazione di nuovi pozzi: nel successivo periodo compreso tra giugno 2005 e giugno 2006 ha eseguito e portato a termine i lavori della “prima fase finale di attuazione”.

Con l’entrata in vigore dal 29 aprile 2006 del D. Lgs. n. 152/2006 recante “Norme in materi ambientale” è stato individuato come Ente procedente in materia di bonifica dei diti contaminati la Regione Lazio, che a sua volta ha delegato tale compito il Comune di Roma con la legge regionale n. 23 del 5 dicembre 2006.

Nel frattempo il 28 febbraio 2005 è stato sottoscritto un Accordo tra Comune di Roma e TAV sulle “opere di mitigazione dell’impatto socio-ambientale della linea AV/AC nel Comune di Roma”.

Dopo avere saputo che alcune famiglie (circa una ventina) erano riuscite a farsi indennizzare di circa 15-20 mila euro ciascuna dal Consorzio Pegaso, per il disagio creato dal cantiere (polvere, rumore, svalutazione degli immobili e dei terreni vicini, ecc), il Comitato Discarica ha spostato anche lui il suo interesse su indennizzi di questo tipo per gli abitanti limitrofi la discarica (circa 300-400 famiglie), anziché per danni biologici.

Il 10 marzo 2009 si è tenuto un Consiglio Straordinario sulle “Compensazioni TAV”.

Il 6 aprile del 2009 la Pegaso S.r.l. ha trasmesso il progetto esecutivo della seconda fase finale di attuazione, redatto dallo Studio Idrotecnico Colosimo, che è stato sottoposto a valutazione con una apposita Conferenza dei Servizi convocata per il 27 ottobre 2009, ma poi rinviata al successivo 3 novembre.

Alla istanza del Comitato Discarica di istituire un tavolo tecnico non è mai seguita alcuna risposta.

A luglio del 2009 il Comitato ha allora affidato tutta la documentazione raccolta fino a quel momento all’avvocato Francesco Rosi che aveva messo a disposizione la sua professionalità ai cittadini e che in seguito è diventato anche membro dello stesso, presentando poi ricorso al TAR.

 Immagine.Discarica senza fine

L’avv. Rosi è arrivato a presentare l’argomento anche alla Corte di Giustizia Europea a Strasburgo.

Immagine.La discarica finisce alla Coerte Europea

Su espressa richiesta della Corte di Giustizia Europea è stato poi integrato l’esposto.

Dopo qualche tempo però l’avvocato, che prima era molto presente, ha cominciato a disertare le riunioni e i tavoli di lavoro e all’accusa di essersi venduto alle amministrazioni ha risposto molto contrariato di essere stato minacciato da un componente del consiglio capitolino se non avesse abbandonato la causa.

La situazione della discarica di Castelverde è stata portata anche in sede di consiglio municipale da un esponente dell’allora partito democratico di sinistra (PDS), che però invece di ricevere una risposta positiva e d’interessamento all’argomento, fu costretto a lasciare la carica di consigliere e ad uscire dal partito.

Solo dopo la denuncia al TAR del Lazio, è stato istituito il tavolo tecnico al quale hanno partecipato i soggetti interessati, dopo che l’11 giugno 2009 il cons. Dario Nanni (ora PD) aveva presentato una mozione con cui aveva chiesto al Sindaco ed all’Assessore all’Ambiente di istituire un tavolo tecnico con la partecipazione di Regione Lazio, ARPA ed ASL.

Immagine.Dario Nanni

Dario Nanni

Ma i risultati di questo tavolo non sono stati mai resi pubblici.

Il 30 gennaio del 2010 l’ARPA Lazio ha comunicato gli esiti del campionamento effettuato nei giu0rni 9 e 10 dicembre 2009 sul percolato ed i 5 pozzi di monitoraggio presenti sul sito, riscontrando per alcuni metalli dissolti nelle acque sotterranee diverse non conformità rispetto ai valori fissati dalla normativa vigente in materia.

Il 23 giugno 2010 si è svolta una seconda Conferenza dei Servizi sulla documentazione integrativa al progetto esecutivo della seconda fase finale di attuazione, consegnato nel frattempo dalla S.r.l. Pegaso: è stato concordato fra l’altro che la Pegaso S.r.l. dovesse installare nuovi pozzi di monitoraggio.

Così è stata tenuta una terza Conferenza dei Servizi: come si evince dal Verbale della Conferenza dei Servizi del 20 luglio 2010 il progetto è stato ritenuto approvabile con prescrizioni.

Con l’ Ordine del giorno n. 10 del 5 aprile 2011 il Consiglio dell’allora VIII Municipio ha fra l’altro impegnato il Presidente “all’avvio immediato del tavolo tecnico con l’Assessore Marco Visconti ed i tre comitati di Quartiere” (Castelverde, Lunghezzina 2 e villaggio Prenestino) in riferimento alle compensazioni TAV che “prevedevano la realizzazione di un parco pubblico con gli oneri già previsti sull’area attualmente occupata dalla discarica”.

Con Determinazione Dirigenziale n. 748 del 20 aprile 2011 del Dipartimento Tutela Ambientale del Comune di Roma è stato approvato il “Progetto esecutivo di bonifica della discarica …. – Seconda Fase Finale”, articolata nelle due seguenti fasi:

– fase di “esecuzione lavori” completamento della vasca di stoccaggio ed il ripristino ambientale, in carico alla S.r.l. Pegaso;

– fase di “post chiusura”, manutenzione e monitoraggi ambientale in capo ad R.F.I. S.p.A. per i primi 5 anni.

Il piano di lavoro approvato in Conferenza dei Servizi è stato successivamente  bloccato nell’aprile del 2012 a causa di un nuovo accordo tra RFI  e Comune di Roma, che prevedeva una bonifica integrale dell’area da parte del Comune: per tale attività è stato richiesto a RFI un corrispettivo di 3.038.000 €, cifra poi prevista nel bilancio 2012 del Comune di Roma.

Vista la gravità della situazione, il 12 ottobre 2012 è stato presentato  e approvato dall’Assemblea Capitolina un ordine del giorno, firmato da Athos De Luca (PD) e Marco Di Cosimo (PdL) all’interno del quale si chiedeva che le entrate derivanti dagli accordi TAV – Comune di Roma, cifra pari a 3.038.000 euro, fossero impegnate nella totale bonifica dell’ex discarica e con la parte restante trasformare la zona in parco.

Immagine.Athos De Luca

Athos De Luca

Nella stessa area, infatti, le precedenti amministrazioni avevano individuato la possibilità di realizzare alcune opere compensative per mitigare l’impatto ambientale che la TAV ha procurato negli anni con il suo passaggio.

Ad oggi i grandi fabbricati non ci sono più, al loro posto è stato messo un grande telone a coprire non si sa che cosa: sono sparite anche le ecoballe, senza lasciare nessun tipo di traccia (bolle di accompagno e documenti che attestino il loro spostamento e la loro precisa allocazione).

 Immagine.Discarica Castelverde

Questa informazione è stata estrapolata dalla discussione avvenuta nell’ultima Conferenza dei Servizi, tenutasi nell’inverno del 2012, alla quale hanno partecipato il Comune di Roma, la Regione Lazio, l’ARPA Lazio, la ASL di Roma RMB, il Consorzio Pegaso e il Comitato Discarica Castelverde-Lunghezza.

Da questa Conferenza è emerso che il Comune di Roma avrebbe stanziato per la bonifica della discarica circa 3 milioni di euro, affermando che sarebbe stato direttamente il comune di Roma ad occuparsi della bonifica della discarica: come già detto, questa cifra è stata poi messa e approvata anche nella previsione di bilancio 2012, ma di essa non si ha più notizie.

Dopo un anno di silenzio totale, anche del Comitato Discarica, intorno alla metà del mese di ottobre del 2013 una cittadina ha riaperto il caso facendo delle domande specifiche sulla questione: non ricevendo risposte chiare si è rivolta ad alcuni attivisti del Movimento 5 Stelle, che a loro volta hanno girato la questione al Movimento stesso.

Stanchi  delle solite promesse, il 25 novembre 2013 gli esponenti del Comitato di Quartiere Discarica Castelverde sono allora riusciti ad avere un incontro presso l’Assessorato all’Ambiente al fine di concretizzare tutti i progetti in “cantiere”.

Presenti all’incontro l’Assessore all’Ambiente Estella Marino, Isidoro Bonfà e Simona Sartelli del X dipartimento.

 Immagine.Estella Marino e comitato discarica Castelverde
L’Assessore Estella Marino (al centro) ed i membri del Comitato Discarica

Pareri favorevoli da parte delle autorità competenti, che si sono dichiarate pronte al riesame e all’attuazione dell’ultimo progetto teso alla tutela del territorio dall’inquinamento ambientale causato dalla discarica.

Il 20 gennaio 2014 il consigliere comunale M5S Enrico Stefàno ha protocollato una interrogazione urgente, con risposta scritta e orale, al sindaco Marino e all’assessore capitolino all’Ambiente sull’ex discarica di rifiuti di Castelverde.

Immagine.Enrico Stèfano

Immagine.Interrogazione urgente Enrico Stéfano.1Immagine.Interrtogazione urgente Enrico Stéfano.2

Dopo che l’interrogazione è stata protocollata dal consigliere capitolino M5S Stefàno, il Presidente della Commissione Ambiente del VI Municipio Pasquale Gidaro (PD) si è subito attivato.

Immagine.Pasquale Gidaro

Pasquale Gidaro

Il successivo 4 febbraio 2014 in Commissione Ambiente è stata approvata all’unanimità una risoluzione per l’analisi, il controllo e il monitoraggio ed un’eventuale bonifica delle aree inquinate del VI Municipio, che prevede anche la realizzazione di una vera e propria mappatura del territorio.

A dicembre del 2014 le opere compensative erano ancora in fase di stallo.

Il Presidente della Commissione Lavori Pubblici Dario Nanni ha spiegato quali sono i motivi principali che giustificherebbero il forte ritardo nella realizzazione delle opere TAV previste per il VI Municipio di Roma: “Stiamo lavorando per ritrovare i fondi per le opere.

Ho fatto molte riunioni nelle ultime settimane, nel tentativo di trovare dei contatti diretti con il Comune di Roma e così portare alla loro attenzione i vari problemi delle periferie, ma sono questioni delicate.

Quello che continua a non essere chiaro, però, è che fine abbiano fatto gli accordi e le convenzioni che sembravano essere stati stabiliti dalla TAV con il Comune di Roma: basti ricordare la fase di stallo in cui riversa da ormai 20 anni la discarica di Castelverde/Lunghezza, in attesa ancora di una bonifica.”

A quel momento ammontava a 10.506.000 € la somma spendibile per le opere TAV del VI Municipio con il contributo di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) e si riferivano nello specifico, agli interventi relativi alle scuole di Corcolle (4.024.000 €), agli impianti sportivi e centri anziani nell’ex Iricav di via delle Cerquete (1.500.000 €), il progetto del parco in via Salone (1.200.000 €) e la discarica di Castelverde/Lunghezza (3.782.000 €).

Immagine.Pianta discarica Castelverde

area 99 = discarica Castelverde

Il coordinamento dei lavori era affidato al Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana (SIMU) e a quello per l’Ambiente.

La questione in sospeso solleva numerose perplessità all’interno del quartiere: “Perché questi fondi risultavano nel Bilancio 2012 ma non in quello del 2013? Perché si parla di questa somma quando non è sufficiente ad effettuare i lavori necessari?”, si chiede il Comitato.

Ciò che più non risulta chiaro, inoltre, è come sia possibile che anni ed anni di roghi e sversamento di rifiuti (anche tossici) non abbiano intaccato l’ambiente, come dichiarato dalle analisi dell’Arpa Lazio.

“Dalle analisi risultava che più o meno tutto andasse bene, eppure la diossina resta nel terreno per decenni”, spiega Daniela Ferdinandi.

Tutto quello che si vede ad oggi, inoltre, è solo una grossa cava ricoperta da un telone bianco: cosa ci sia al di sotto non lo sa nessuno.

Dall’incontro è emerso che vi siano stati vari casi di leucemia nella zona limitrofa all’ex discarica e di noduli alla tiroide nelle zone di Castelverde e di quartieri limitrofi: una patologia che, purtroppo, si sta diffondendo anche in altre zone romane.

Ciò che risulta da tutta questa storia, dunque, è il bisogno di gettare luce sulle tante questioni che, purtroppo, ad oggi rimangono ancora oscure.

 

 

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

Previous Post

Xylella, l’Europa bacchetta l’Italia

Next Post

Catanzaro. Dall’espansione alla manutenzione

Next Post

Catanzaro. Dall’espansione alla manutenzione

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Recenti

  • Il cemento su Tavolara é bocciato da tutti, ma il governo ignora i divieti e dà il suo ok
  • CINQUE MOTIVI PER DIRE NO A CHI RIVUOLE IL NUCLEARE
  • Caso Minetti – La grazia e i doveri istruttori del ministro della Giustizia
  • Tel Aviv non mette limiti all’occupazione. L’angoscia di Gaza: «Pagheremo noi»
  • La corsa su Vannacci manda in tilt i Fratelli. E Nordio straparla

Commenti recenti

  1. Pasquale Annunziata su Meloni contro l’antifascismo «Un patentino? E’ censura» E’ sfida nera con Vannacci
  2. Giuseppe su Ci sarà un giudice che ascolterà i fatti (e non le veline) e riscriverà tutto?
  3. Giuseppe su Ci sarà un giudice che ascolterà i fatti (e non le veline) e riscriverà tutto?
  4. Giuseppe su Ci sarà un giudice che ascolterà i fatti (e non le veline) e riscriverà tutto?
  5. Pino. su «Una seduta spiritica»: la galassia ambientalista smonta l’entusiasmo della destra per il sì della Camera al nucleare
Link Consigliati
  • BastaCartelloni
  • Legambiente Lazio
  • Salviamo il paesaggio

Archivi

Commenti recenti

  • Pasquale Annunziata su Meloni contro l’antifascismo «Un patentino? E’ censura» E’ sfida nera con Vannacci
  • Giuseppe su Ci sarà un giudice che ascolterà i fatti (e non le veline) e riscriverà tutto?
  • Giuseppe su Ci sarà un giudice che ascolterà i fatti (e non le veline) e riscriverà tutto?
  • Giuseppe su Ci sarà un giudice che ascolterà i fatti (e non le veline) e riscriverà tutto?
  • Pino. su «Una seduta spiritica»: la galassia ambientalista smonta l’entusiasmo della destra per il sì della Camera al nucleare

Newsletter

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.
Caricamento
Copyright © 2023 RodolfoBosi.it. All rights reserved

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • Biografia
  • Contatti
  • Editoriali e aneddoti di una vita
  • Home
  • Privacy Policy

This website uses cookies. By continuing to use this website you are giving consent to cookies being used. Visit our Privacy and Cookie Policy.