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Rodolfo Bosi
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Home Archivi

Tridente, in via della Frezza i lavori della discordia: “No all’invasione dei tavolini”

01/02/2017
in Archivi, Beni culturali, Comune di Roma, Governo del territorio, News, Piani territoriali
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Metti una somma di centomila euro stanziata da una società per chiudere al traffico una via in pieno centro, la possibilità di farlo con un apposito iter che apre alle iniziative di privati, e un innovativo progetto di ristorazione “a cielo aperto” per la strada rimessa a nuovo.

In tempi di magra per le casse capitoline e di promozione sfrenata delle isole ambientali, ci sarebbe quasi da festeggiare.

E invece, nel cuore del Tridente mediceo, c’è chi da settimane sta sollevando diverse criticità, nel metodo e nel merito, accusando il municipio di non aver ascoltato a sufficienza i cittadini, di non aver rispettato l’iter di approvazione del progetto e il parere espresso dalla Soprintendenza, di voler dare carta bianca a dehors e tavolini, timore che si affaccia puntuale quando auto e posteggi scompaiono dalla scena.

Ma andiamo con ordine. 

IL PROGETTO – A due passi dall’Ara Pacis, in via della Frezza, un cantiere finanziato da Fòndaco Srl (già proprietaria di Gusto, noto ristorante nella vicinissima piazza Augusto Imperatore) ha appena terminato dei lavori di allargamento dei marciapiedi, con ripristino dei sottoservizi, restringimento della carreggiata ed eliminazione dei posti auto, carrabili e disabili compresi.

Lo spazio così creato servirà ad accogliere un progetto che prevede lungo la strada l’apertura di una serie di negozietti e botteghe.

Una sorta di centro commerciale naturale con ristorantini di qualità ma anche una cartoleria, un barbiere, una libreria, una sala da tè, un “pet shop”.

Il tutto è stato approvato con deliberazione della giunta municipale che ha riconosciuto l’interesse pubblico del progetto lo scorso marzo, a ottobre lo ha firmato il direttore tecnico, i primi di novembre è partito il mini cantiere, a gennaio gli operai hanno finito il lavoro.

Ed ecco le prime polemiche. 

“NON E’ PASSATO IN COMMISSIONE” – “Era prevista la richiesta di un parere della commissione Lavori Pubblici del municipio che però non è mai stata interpellata” spiega Adriano Labbucci, consigliere di Sel e candidato presidente alle amministrative 2016.

Si riferisce alle linee guida di Roma sei Mia, fissate con delibera 19/2013 per avvalersi di collaborazioni di privati in ordine a interventi di riqualificazione e manutenzione di spazi urbani ed edifici pubblici nel territorio del I municipio.

“Non è un parere vincolante, ma è obbligatorio.  

Il fatto che non sia stato richiesto rientra in un iter che è stato seguito in generale senza consultare nessuno, né i consiglieri né i cittadini”.

Partendo dal mancato confronto sono le opposizioni a sollevare il caso in Aula municipale con una mozione a firma Labbucci (Sel) e Tozzi (FdI).

L’ex assessore ai Lavori Pubblici, oggi al Commercio, Tatiana Campioni, ammette che sul punto ci sia stata una mancanza.

“Ma non era vincolante” replica più volte, anche a RomaToday.

Dunque, la procedura resta legittima. 

I DUBBI SUI PARERI – C’è però un’altra questione che riguarda il parere della Soprintendenza.

“Il sì al progetto della Fòndaco era subordinato alla pedonalizzazione totale della strada” spiega ancora Raffaella Svizzeretto, consigliera Cinque Stelle che a pochi metri da via della Frezza ha gestito per anni un laboratorio di restauro poi trasformato in associazione culturale.

Nel verbale della Conferenza dei Servizi del 4 aprile, in fase dunque di acquisizione dei pareri prima dell’ok definitivo, tecnici capitolini dei Lavori Pubblici, Polizia Locale, Soprintendenza esprimono “parere favorevole a condizione che il commissario straordinario facente funzioni della giunta capitolina, approvi con apposita deliberazione la pedonalizzazione dell’area oggetto della proposta”.

Lo riporta il verbale della seduta.

La strada però non è pedonale, il transito delle auto è ancora consentito seppur senza posteggi.

A mettere un veto alla pedonalizzazione totale gli uffici del dipartimento Mobilità: da via della Frezza si deve necessariamente poter accedere con i mezzi privati per raggiungere l’ambulatorio Asl di via Canova.

Il progetto è andato comunque in porto. 

“È assolutamente coerente con i programmi generali dell’Amministrazione che vanno nella direzione di una riqualificazione totale dell’area del tridentino.  

E poi posso garantire di aver ricevuto proprio ieri la conferma di appoggio al progetto da parte della Soprintendenza” spiega ancora l’assessore Campioni, che rimanda al mittente anche le accuse di non aver coinvolto i cittadini o di averlo fatto con eccessivo ritardo.

“Il 28 giugno è stato pubblicato sul sito del Comune il progetto, è rimasto un mese per accogliere eventuali osservazioni, non potevamo mostrarlo prima di avere i pareri”. 

L’ALLARME TAVOLINI – Nel merito invece cosa non piace al gruppo di cittadini contrari?

“Non diciamo no in assoluto all’intervento dei privati, ma sono stati tolti 30 posti auto senza che nessuno venisse interpellato, non è stato fatto alcuno studio di impatto ambientale sul quadrante”.

A parlare è Roberto Tomassi, presidente del comitato residenti Campo Marzio.

“Non abbiamo capito come hanno intenzione di comportarsi per quanto riguarda l’occupazione di suolo pubblico.  

Abbiamo chiesto all’assessore di fare un piano di massima occupabilità ma pare che ce ne siano già diversi da approvare che hanno la precedenza”.

Il risultato?

“Verremo sommersi di dehors e tavolini lungo tutto il marciapiede e nella più totale assenza di informazioni a riguardo”.

Altro punto: “I marciapiedi sono stati rifatti con l’asfalto, quando in tutti gli altri riqualificati all’interno del Tridente si utilizza la basaltina, come in via del Babuino.  

Il cemento è in assoluto il più povero”.

Su entrambe le questioni l’assessore risponde a stretto giro.

La prima: “Nel tratto di strada in questione erano già stati autorizzati da anni circa 100 mq di occupazione di suolo pubblico sulla carreggiata stradale.  

L’ampliamento dei marciapiedi, senza spese per l’amministrazione comunale, consentirà di riorganizzare su questi, riqualificandole, le occupazioni di suolo pubblico per tavoli e sedie a servizio delle attività di ristorazione“.

La seconda: “Il cemento sui marciapiedi?  

Era così anche in precedenza, il suo ripristino rientra in un intervento di manutenzione ordinaria”. 

Come già accaduto per altri interventi che hanno implicato cambi a viabilità e mobilità di strade centrali della città, gli abitanti sono divisi.

E anche stavolta accanto ai contrari c’è chi si erge a difensore del progetto.

“Stiamo assistendo da anni a un peggioramento della qualità del commercio sul territorio.  

Le botteghe artigiane chiudono per lasciare il posto a venditori di patatine fritte” commenta a RomaToday Desirè Malfatti, presidente del comitato residenti Piazza del Popolo.

“Non abito in via della Frezza ma con il comitato ci occupiamo da tempo delle questioni che riguardano il Tridente.  

Pensiamo che il progetto sia davvero di qualità, che riporti negozi di livello.  

È quello di cui ha bisogno una strada così caratteristica”.

 

(Articolo di Ginevra Nozzoli, pubblicato con questo titolo oggi 1 febbraio 2017 sul sito online “Roma Today”)

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