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Rodolfo Bosi
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Home Archivi

Ttip: importeremo carne americana, trattata con gli ormoni. E addio made in Italy

06/05/2016
in Archivi, Aree agricole, Caccia e Animali, Governo del territorio, MATERIE TRATTATE, Natura, News, Piani territoriali
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stop TTIP logo

Se c’era ancora qualche dubbio che il Ttip potesse portare qualche beneficio al settore agroalimentare italiano che pure oggi, in assenza del trattato, è molto apprezzato e presente nel mercato Usa, oggi è il giorno della verità.

Un nuovo rapporto europeo, pubblicato in contemporanea in 17 Paesi europei e negli Usa dall’ong internazionale Friends of the Earth Europe, con il supporto di Fairwatch per l’Italia, mette in fila tutti gli studi econometrici ufficiali d’impatto più recenti del Ttip sul settore agroalimentare europeo, e le somme che tira sono tutt’altro che rassicuranti.

foto manifestazione contro Ttip

Il rapporto “Contadini europei in svendita – I rischi del Ttip per l’agricoltura europea” rivela come il Ttip possa rappresentare per esso una vera e propria minaccia.

Contadini europie in svendita

Il Ttip aumenterà le importazioni dagli Stati Uniti, con un vantaggio per le grandi imprese Usa fino a 4 miliardi di euro, mentre avrà pochi benefici e e per pochissimi grandi produttori europei, la maggior parte del settore industriale.

il contributo dell’agricoltura al Pil europeo potrebbe diminuire dello 0,8%, con conseguente perdita di posti di lavoro, quello statunitense aumenterebbe dell’1,9%.

Una vera e propria ristrutturazione del mercato che avrebbe effetti anche sulla gestione del territorio e sulle caratteristiche del tessuto produttivo agricolo europeo e italiano.

Ma vediamo alcuni effetti previsti, settore per settore.

Barriere al commercio

Tutti gli studi analizzati prevedono che, se le tariffe dell’Ue saranno eliminate come previsto, ci saranno aumenti significativi delle importazioni di carne bovina statunitense verso l’Europa, che varranno fino a $ 3,20 miliardi.

Gli allevamenti di manzo europei che producono carne di alta qualità, sono considerati particolarmente a rischio.

Nel settore del latte e dei latticini, già particolarmente colpito a livello nazionale, si prevede che le esportazioni Usa aumentino fino a 5,4 miliardi di dollari in più, mentre quelle europee al massimo di 3,7 miliardi di dollari.

Per tutti i produttori di latte europei di verificherà, al tempo stesso, una ulteriore caduta dei prezzi interni già oggi decisamente stracciati. 

Al momento c’è molto poco commercio di pollame o uova tra Stati Uniti e l’Ue, ma i gruppi di pressione degli Stati Uniti vogliono usare il Ttip per aprire il mercato Ue abbattendone gli standard di sicurezza alimentare.

Rispetto ai suini, inoltre, la produzione di carne di maiale europea è il doppio di quella degli Stati Uniti, e ha regole più severe sul benessere degli animali. 

Il vero nodo è la ractopamina: tra il 60% e l’80% dei suini negli Usa è trattato con questo ormone della crescita vietato da noi perché danneggia il sistema endocrino umano.

Gruppi di pressione degli Stati Uniti stanno premendo per l’eliminazione di questo divieto, oltre che per la completa eliminazione delle tariffe che oggi proteggono il nostro mercato che ha costi di produzione molto più elevati dovuti proprio alle regole più stringenti in vigore.

Il danno commerciale previsto con il Ttip potrà essere compensato da una più stringente difesa delle nostre dop nel mercato?

Sembrerebbe proprio di no.

Al di là della chiara opposizione statunitense a ogni tipo di risultato ambizioso in questo settore, la lista proposta di prodotti dop e doc da tutelare (poco più di 200 su quasi 1500 protette dall’Unione europea, di cui 41 italiane su 269 riconosciute dal nostro Ministero delle politiche Agricole e Forestali e attive) non solo è insufficiente, ma prevede che la maggior parte dei prodotti “italian sounding” già sul mercato Usa non possano venire ritirati e che anzi, per il principio della reciprocità commerciale, circolino tranquillamente in Europa come mai è potuto succedere fino ad oggi.

Per questo la Campagna Stop Ttip Italia sarà in piazza a Roma il 7 Maggio a partire dalle 14.00 (Concentramento Piazza della Repubblica) con una forte rappresentanza di associazioni di produttori, dei lavoratoti dei settori potenzialmente colpiti, e di consumatori, e organizzerà in città un “Free Ttip Market” dove sarà possibile assaggiare e acquistare il buon cibo tipico del nostro Paese, e parlare con i produttori dei rischi del Ttip.

Per tutte le informazioni aggiornate sul negoziato, e per capire come partecipare alla manifestazione italiana, la prima dopo la forte mobilitazione ad Hannover in occasione del G5 che precede di una settimana la discussione dei nostri governi nel Consiglio europeo del 13 maggio sul destino del Ttip, visitate la pagina dedicata della Campagna Stop Ttip Italia e diffondete l’evento facebook.

Insieme possiamo fermarli, e difendere la qualità e l’occupazione del nostro prezioso Made in Italy agroalimentare.

 

(Articolo di Monica Di Sisto, pubblicato con questo titolo il 28 aprile 2016 su “Il Fatto Quotidiano”)

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