• Home
  • Biografia
  • Contatti
lunedì, Gennaio 12, 2026
21 °c
Rome
20 ° Sab
20 ° Dom
Rodolfo Bosi
  • Biografia
  • Ambiente
    • Valutazione Ambiente Strategica (V.A.S.)
    • Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.)
    • Valutazione di Incidenza (V.Inc.A.)
  • Approfondimenti
  • Archivi
  • Aree agricole
    • Aree soggette ad usi civici
  • Aree naturali protette
    • Aree contigue ad aree naturali protette
    • Monumenti naturali
    • Parchi Nazionali
    • Parchi regionali
    • Riserve naturali provinciali
    • Riserve naturali regionali
    • Riserve naturali statali
    • Siti di Importanza Comunitaria (SIC)
    • Zone di Protezione Speciale (ZPS)
    • Zone umide
    • Aree Wilderness
  • Caccia e Animali
    • Piani faunistici venatori provinciali e regionali
  • Editoriali e aneddoti di una vita
  • Governo del territorio
    • Beni culturali
    • Beni paesaggistici
    • Edilizia
    • Piani territoriali
    • Urbanistica
  • Impianti di telefonia mobile
  • Impianti fotovoltaici
  • Impianti pubblicitari a Roma
    • Cartellopoli
    • Piano regolatore degli impianti pubblicitari (P.R.I.P.)
    • Piani di localizzazione degli impianti pubblicitari
  • Natura
  • News
  • Paesaggio
  • Rassegna Stampa
No Result
View All Result
  • Biografia
  • Ambiente
    • Valutazione Ambiente Strategica (V.A.S.)
    • Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.)
    • Valutazione di Incidenza (V.Inc.A.)
  • Approfondimenti
  • Archivi
  • Aree agricole
    • Aree soggette ad usi civici
  • Aree naturali protette
    • Aree contigue ad aree naturali protette
    • Monumenti naturali
    • Parchi Nazionali
    • Parchi regionali
    • Riserve naturali provinciali
    • Riserve naturali regionali
    • Riserve naturali statali
    • Siti di Importanza Comunitaria (SIC)
    • Zone di Protezione Speciale (ZPS)
    • Zone umide
    • Aree Wilderness
  • Caccia e Animali
    • Piani faunistici venatori provinciali e regionali
  • Editoriali e aneddoti di una vita
  • Governo del territorio
    • Beni culturali
    • Beni paesaggistici
    • Edilizia
    • Piani territoriali
    • Urbanistica
  • Impianti di telefonia mobile
  • Impianti fotovoltaici
  • Impianti pubblicitari a Roma
    • Cartellopoli
    • Piano regolatore degli impianti pubblicitari (P.R.I.P.)
    • Piani di localizzazione degli impianti pubblicitari
  • Natura
  • News
  • Paesaggio
  • Rassegna Stampa
No Result
View All Result
Rodolfo Bosi
No Result
View All Result
Home Archivi

Ttip, un dibattito poco democratico

05/07/2016
in Archivi, Aree agricole, Governo del territorio, MATERIE TRATTATE, Natura, News, Piani territoriali
0
0
4
SHARES
0
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

 

Carlo Petrini.00

Carlo Petrini

La notizia della Gran Bretagna fuori dall’Europa unita è stata indubbiamente una doccia fredda per molti.

È evidente che le istituzioni nate dal sogno di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Robert Schuman non riescono a intercettare il desiderio di futuro di una popolazione europea impaurita da quasi dieci anni di crisi economica, da un’emergenza migratoria alimentata da politiche poco lungimiranti e da un modello di welfare inclusivo ormai profondamente minacciato.

Come siamo arrivati qui?

Lasciando da parte per un attimo le questioni strettamente economiche, che molto sono state trattate in questi giorni, credo che non si possa non tornare al tema centrale di ogni ordinamento politico e sociale: la democrazia e il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni.

Il progetto europeo è oggi sotto lo scacco della finanza: tutto si muove perché “lo chiedono i mercati” e troppo spesso i cittadini appaiono come accessori di meccanismi economici implementati lontano dagli organi di rappresentanza.

L’economia deve invece tornare a essere un mezzo e non un fine.

Emblematico di questo il fatto che Juncker, a meno di una settimana dal voto britannico, si sia affrettato a ribadire che le trattative sui due accordi commerciali con Usa e Canada, il TTIP e il CETA, continueranno senza battute di arresto e che sono questioni che riguardano l’Europa e non gli stati nazionali, dunque dal suo punto di vista non necessitano di ratifica da parte dei parlamenti.

Posto che si tratta di un’impostazione discutibile anche sul piano giuridico, dato che la salute pubblica è competenza degli stati nazionali e che TTIP e CETA, occupandosi anche di cibo, rientrano pienamente in questo ambito, stiamo comunque parlando di due accordi che avranno un enorme impatto sulla vita degli europei, che modificheranno il quadro di ciò che si può o non si può fare e che incideranno su molti aspetti della quotidianità dei cittadini.

A fronte di questa rilevanza, poco o nulla è stato dibattuto in sede pubblica, i documenti sono stati segreti per molto tempo e solo a seguito della pressione della società civile iniziano ora ad essere resi pubblici, seppur ancora parzialmente.

Non è questa l’Europa dei cittadini, e non è da questa Europa che possiamo ripartire.

Se rimuovere i dazi doganali e le tariffe può avere un senso per quanto riguarda manufatti e servizi, per ciò che concerne il cibo bisogna stare molto attenti, perché si parla di standard di qualità differenti, si parla di tutela di prodotti territoriali, si parla di parametri di sicurezza alimentare, si parla di metodi di produzione.

La ratio che anima TTIP e CETA è quella di eliminare le barriere tariffarie e non tariffarie che rallentano o rendono costosi i commerci tra le due sponde dell’Atlantico.

Ma che significa barriere non tariffarie?

In sostanza si tratta delle normative, che con il TTIP e il CETA dovrebbero trovare un terreno di armonizzazione per raggiungere standard comuni.

Ma normative significa diritti e tutele per i cittadini, dunque materia quanto mai delicata e intrinsecamente “democratica”.

Armonizzare due approcci giuridici radicalmente differenti (gli USA adottano il principio del rischio accettabile, gli Europei quello di precauzione definito alla conferenza di Rio nel 1992) rischia infatti di determinare un livellamento verso il basso, ovviamente il tutto sempre in nome della facilità dei commerci.

Per fare un esempio, in Europa è necessario etichettare i prodotti che contengono organismi geneticamente modificati, norma che invece non vale per gli Stati Uniti.

In un caso come questo, che significa armonizzare?

E se invece parliamo di ormoni utilizzati nell’allevamento della carne, che in Europa sono vietati e oltreoceano no, come la mettiamo?

Per non parlare delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine europee, che al momento confliggono con il fatto che in Canada e Stati Uniti è permesso produrre e vendere vini che recano in etichetta nomi come Champagne o Porto e addirittura Prosciutti di Parma, in cui la città emiliana è diventata marchio registrato.

L’elenco potrebbe continuare ancora a lungo, ma ciò che qui interessa è che, nella definizione dei criteri di trattativa, il coinvolgimento democratico è pari a zero: non c’è dibattito sui metodi, non c’è dibattito sul merito, non c’è nemmeno dibattito sull’opportunità o meno di siglare accordi di questo genere.

La maggior parte del cibo che produciamo, vendiamo e mangiamo è sicuro grazie all’Unione Europea e alle sue norme che, riguardando l’intera comunità senza smettere di operare ai confini nazionali, sono una garanzia per tutti.

Se dobbiamo rimettere in discussione queste conquiste, varrebbe almeno la pena saperlo e poterne discutere apertamente, documenti alla mano.

Se così non è, a far implodere l’Unione non saranno stati né il voto britannico né la crisi economica, quanto una cronica mancanza di democrazia operativa che, alla prima occasione, come in Gran Bretagna giovedì scorso, si vede presentare il conto dai cittadini trascurato.

 

(Articolo di Carlo Petrini, pubblicato con questo titolo il 4 luglio 2016 su “la Repubblica”)

Previous Post

Anche autorizzazioni locali per il riciclo

Next Post

Più cibo per i ricchi meno cibo per i poveri

Next Post

Più cibo per i ricchi meno cibo per i poveri

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Recenti

  • Allarme sicurezza: scintille tra Lega e Fdi
  • Nordio insiste: “Pd ingenuo, la riforma tutelerà i governi”
  • Il Comitato del Sì “recluta” Mattarella. Colle furioso
  • la tassa sulla CO2 cambia tutto e costringe l’Italia a riflettere
  • L’arresto di Maduro illegale per 6 italiani su 10. Per il 67% Trump rende il mondo più instabile

Commenti recenti

  1. Claudia Trementini trementini su Rigenerazione urbana, Rocca: “Bene includere anche immobili sanati, si supera disparità storica”
  2. Pasquale Annunziata su Albanese fa lezione: Valditara spedisce ispettori in Toscana
  3. Pasquale su I corpi dei palestinesi spianati dai bulldozer
  4. Alba Castelllani su Disarmo nucleare, Roma pronta al primo attacco
  5. Franco Quaranta su Un agronomo per municipio e Ama a pulire i parchi: il piano di Azione per salvare il verde
Link Consigliati
  • BastaCartelloni
  • Legambiente Lazio
  • Salviamo il paesaggio

Archivi

Commenti recenti

  • Claudia Trementini trementini su Rigenerazione urbana, Rocca: “Bene includere anche immobili sanati, si supera disparità storica”
  • Pasquale Annunziata su Albanese fa lezione: Valditara spedisce ispettori in Toscana
  • Pasquale su I corpi dei palestinesi spianati dai bulldozer
  • Alba Castelllani su Disarmo nucleare, Roma pronta al primo attacco
  • Franco Quaranta su Un agronomo per municipio e Ama a pulire i parchi: il piano di Azione per salvare il verde

Newsletter

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.
Caricamento
Copyright © 2023 RodolfoBosi.it. All rights reserved

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • Biografia
  • Contatti
  • Editoriali e aneddoti di una vita
  • Home
  • Privacy Policy

This website uses cookies. By continuing to use this website you are giving consent to cookies being used. Visit our Privacy and Cookie Policy.