
È confermato che l’area naturale della Solfatara che sorge all’estremo sud del Comune di Roma, al confine con Pomezia, ospiterà una nuova discarica della Capitale, una sorta di “Malagrotta bis”.
Un’area a soli 3,5 chilometri dal luogo dove Roma vuole installare anche il nuovo inceneritore e a meno di 5 chilometri dalla discarica di Roncigliano.
Il territorio di Santa Palomba che interessa Pomezia, ma anche Ardea e Albano continua quindi ad essere oggetto dei grandi progetti di smaltimento dei rifiuti di Roma.
Regione Lazio, altri 5 anni per avviare la discarica
Nuovo passo avanti verso la realizzazione della grande discarica in località Tor Tignosa, in via della Solforata (conosciuta anche come SP Albano Laziale – Pomezia), all’incrocio con via Ardeatina, al confine tra Roma e Pomezia, a due passi dai laghetti della Solfatara.
Nella mappa il cerchio rosso individua la zona della nuova discarica di Roma, quello blu l’area dove è previsto il nuovo inceneritore e quello marrone dove è la discarica di Roncigliano (elaborazione Il Caffè su immagine Google Maps)
Nella mappa il cerchio rosso individua la zona della nuova discarica di Roma, quello blu l’area dove è previsto il nuovo inceneritore e quello marrone dove è la discarica di Roncigliano (elaborazione Il Caffè su immagine Google Maps)
La Regione Lazio, guidata dal governatore Francesco Rocca, ha concesso una proroga di cinque anni alla Valutazione di Impatto Ambientale Positiva (VIA) rilasciata nel 2020 dalla giunta Zingaretti bis, alla SEIPA srl, proponente del progetto.
L’impianto potrà smaltire oltre 5,5 milioni di tonnellate di rifiuti, su un’area di oltre 305 mila metri quadrati, l’equivalente di sei campi di calcio di serie A.
La V.I.A. positiva rilasciata nel 2020 è scaduta in queste settimane.
Ma la società SEIPA non è riuscita ad ottenere il definitivo via libera.
Ora, avrà altri 5 anni di tempo, fino al 2030, per tentare l’impresa di costruire una Malagrotta bis accanto ad una delle aree verdi più belle di Roma sud, vale a dire l’Area Naturale della Solfatara.

La discarica di Roma, ma davanti a Pomezia
Il sito è stato individuato dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri (nominato dall’ex premier Draghi Commissario per i rifiuti) come parte della rete impiantistica necessaria a gestire il ciclo dei rifiuti della Capitale, in particolare durante e dopo il Giubileo 2025.
La capacità totale della discarica, pari a 4,45 milioni di metri cubi lordi, è destinata allo smaltimento di detriti, scarti di demolizione e terre di scavo non pericolose.
L’area, classificata nella sezione “Selvotta” della Carta Tecnica Regionale, ospiterà l’impianto di gestione secondo le operazioni D15 e D1 del catalogo europeo.
I grossi dubbi sulla “Malagrotta-bis”
Per capire quanti sono 4,5 milioni di metri cubi, possiamo ricordare che il famoso settimo invaso della vicina discarica di Roncigliano, tanto contestato per decenni, è di circa mezzo milione di metri cubi.
Questa nuova discarica sarebbe grande dunque come 9 volte l’impianto di Roncigliano.
La dichiarazione che riceverà solo inerti fa quasi sorridere.
Deve forse ricevere gli inerti di tutta l’Italia centro-meridionale?
Perché altrimenti tali volumi non si giustificherebbero.
9 volte Roncigliano, per iniziare.
Infatti le esperienze passate ci insegnano purtroppo che, una volta creato l’impianto, ci vuole un attimo per riconvertirlo ai rifiuti urbani o per ampliarlo con un secondo, un terzo,… e chissà quanti altri invasi. L’emergenza giustificherebbe qualsiasi decisione.
E Roma è da quasi 80 anni in emergenza rifiuti.
Iter complesso per la discarica di Roma, tra rimpalli di competenze
Il procedimento autorizzatorio sarebbe stato rallentato – secondo la società SEIPA – da una lunga serie di passaggi burocratici e trasferimenti di competenze tra Regione Lazio e Commissario straordinario per il Giubileo.
Dopo l’approvazione iniziale nel 2020, la società non era riuscita a ottenere in tempo l’autorizzazione ex art. 208 del Codice dell’Ambiente.
A seguito di sentenze amministrative e riorganizzazioni interne, il fascicolo è tornato alla Regione Lazio, che ha riavviato le conferenze di servizi nella primavera 2025.
Modifiche progettuali per la discarica di Roma, davanti a Pomezia
Nella documentazione aggiornata, la SEIPA avrebbe introdotto alcune presunte migliorie: piantumazione di uliveti per la rinaturalizzazione, gestione integrale delle acque meteoriche, riduzione delle aree di cantiere attivo e applicazione delle norme tecniche più recenti sul drenaggio del percolato.
Il progetto prevede anche misure per contenere le emissioni diffuse di polveri, tra cui l’umidificazione delle piste e la limitazione della velocità dei mezzi.
Vincoli e controlli futuri
La proroga sarà valida fino al 2030, ma resta vincolata al rispetto del progetto approvato e alla stabilità del contesto ambientale e paesaggistico.
L’ente autorizzatore dovrà vigilare sull’osservanza delle prescrizioni, segnalando eventuali inadempienze.
La localizzazione, pur non ricadendo direttamente in aree protette, è prossima a zone di interesse paesaggistico e archeologico, con la ferrovia a est e il paesaggio agrario di pregio a nord.
Impatto per il territorio
Il nuovo impianto, destinato a diventare un punto nevralgico nella gestione dei rifiuti, si colloca in una zona già segnata da attività estrattive e discariche.
Il via libera definitivo all’autorizzazione operativa avverrà solo dopo la chiusura della seconda conferenza di servizi, attesa entro fine anno.
Per la cittadinanza e i comuni limitrofi, la questione resta sensibile: il progetto potrebbe comportare inevitabilmente un impatto ambientale e igienico sanitario sull’area di Pomezia e Albano.
(Articolo di Renato Mastrella, pubblicato con questo titolo il 18 agosto 2025 sul sito on line “il Caffè-tv”)

