
Palestinesi sfollati in fuga dal nord della Striscia di Gaza si muovono con i loro effetti personali in una strada di Gaza City – Foto LaPresse (AP Photo/Abdel Kareem Hana)
L’esercito israeliano ha dichiarato che Gaza City è ora una “zona di combattimento pericolosa“, e quindi, nonostante la carestia in atto nella Striscia, non ci saranno più pause tattiche umanitarie e non sarà concesso l’ingresso di aiuti.
Una “tregua tattica locale” giornaliera, della durata di dieci ore, era stata annunciata alla fine di luglio per Gaza City e altre zone della Striscia per, secondo l’esercito, “consentire il passaggio in sicurezza dei convogli dell’Onu” e delle ong umanitarie nel territorio palestinese affamato e devastato dalla guerra.
Ma ora, neanche questo piccolo momento di tranquillità quotidiana sarà concesso.
La popolazione in fuga
L’Onu stima che la popolazione attuale del governatorato, che comprende Gaza City e i suoi dintorni, sia di circa un milione di persone.
Venerdì, camion e automobili sovraccarichi di materassi, sedie ed effetti personali continuavano a lasciare la città di Gaza in direzione del sud del territorio assediato.
Abdul Karim Al-Damagh, 64 anni, abitante del quartiere di Sheikh Radwan nella città di Gaza, ha dichiarato all’Afp di trasferirsi “per la quinta volta” dall’inizio della guerra.
“È la quinta volta che mi sposto dall’inizio di questa guerra senza fine e oggi, ancora una volta, devo abbandonare ciò che resta della mia casa e dei miei ricordi“, ha detto.
I corpi degli ostaggi ritrovati
L’esercito israeliano ha poi annunciato di aver ritrovato i corpi di due ostaggi morti, quello di Ilan Weiss e i resti di un altro dei rapiti.
Weiss, 55 anni, residente nel Kibbutz Be’eri, nel sud di Israele, è stato rapito dalla sua casa e ucciso durante l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, ha dichiarato l’esercito israeliano.
Anche la moglie, Shiri, e la figlia, Noga, erano state rapite e poi rilasciate nell’ambito di un accordo di scambio di ostaggi e prigionieri nel novembre 2023.
Con il recupero del corpo di Weiss, Israele afferma che a Gaza rimangono 49 ostaggi, di cui solo 20 sono ritenuti ancora vivi.
L’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che la campagna per la restituzione degli ostaggi è in corso.
“Non ci fermeremo e non resteremo in silenzio finché non riporteremo a casa tutti i nostri ostaggi, vivi e morti“, si legge nella dichiarazione.
Il bilancio della guerra
Intanto l’Idf ha dichiarato di aver iniziato le operazioni preliminari e le fasi iniziali di un attacco alla città di Gaza, che intende occupare e sfollare completamente, aggiungendo che attualmente sta operando con grande forza alla periferia.
Almeno 47 palestinesi, tra cui bambini e persone in cerca di aiuto, sono stati uccisi dall’alba in attacchi israeliani.
Molti residenti della città però non vogliono lasciarla, nonostante i rischi.
Un portavoce dell’unica chiesa cattolica ha dichiarato che circa 440 persone che vi si sono rifugiate hanno deciso all’unanimità di rimanere, insieme ai religiosi che pure avevano dichiarato che non sarebbero andati via.
Circa 1.200 persone, in gran parte civili, sono state uccise e 251 prese in ostaggio durante l’attacco guidato da Hamas contro il sud di Israele del 7 ottobre 2023.
La successiva campagna militare di Tel Aviv a Gaza ha ucciso più di 62mila palestinesi, in gran parte civili, donne e bambini, 159.490 sono stati feriti e sono stati sfollati quasi tutti i 2,3 milioni di abitanti della Striscia, le infrastrutture e le città sono state completamente devastate ed è stata causata una crisi umanitaria e una carestia.
(Articolo di Alfonso Bianchi, pubblicato con questo titolo il 29 agosto 2025 sul sito online “Today Mondo”)

