
La mappa del nuovo Umberto I
La gara per il nuovo ospedale Policlinico Umberto I è attesa nelle prossime settimane, non oltre la fine dell’autunno.
Mentre per il nuovo ospedale Tiburtino, il progetto definitivo è stato trasmesso all’Inail.
Un passaggio a cui deve seguire poi la stipula dell’accordo tra le amministrazioni coinvolte. La gara è attesa entro il 2026.
La mappa dei nuovi ospedali di Roma e provincia si muove e traccia cambiamenti che, come raccontato in questo approfondimento di Dossier, avranno un impatto importante sui cittadini. Tra fasi già definite, incognite e nodi da sciogliere, ecco il punto sui principali progetti.
La gara per il nuovo Policlinico Umberto I
Uno dei progetti centrali e più importanti per la Sanità a Roma e in tutto il Lazio è quello che riguarda il nuovo policlinico Umberto I.
L’opera è ambiziosa, promette di ristrutturare in profondità l’ospedale e vale un miliardo.
Come spiegato dal presidente della Regione Francesco Rocca in un’intervista a RomaToday, i costi si ammortizzeranno in 10 anni grazie ai risparmi gestionali.
Al momento, infatti, l’attuale e anacronistica configurazione dell’Umberto I produce sprechi di circa 80-100 milioni all’anno.
Dalla data di partenza dei lavori, il cantiere dovrebbe durare cinque anni.
Il documento di indirizzo elaborato dalla Regione insieme all’Agenzia del Demanio, al Comune di Roma Capitale e alla Soprintendenza è pronto e il prossimo passaggio è la pubblicazione della gara per la progettazione ufficiale.
Uno step per cui, inizialmente era stata stimata una scadenza entro fine settembre.
Al momento dalla Regione non arrivano date certe, ma la pubblicazione è attesa nelle prossime settimane.
Non oltre la fine dell’autunno.
Il progetto è centrale anche nel programma dei candidati rettori della Sapienza, sarà infatti essenziale portare avanti gli interventi senza che essi ostacolino lo svolgimento dell’attività ospedaliera, didattica e scientifica.

Il nuovo Umberto I
Il nuovo ospedale Tiburtino
Centrale è anche il progetto per il nuovo ospedale Tiburtino per cui sono stati messi in campo 379 milioni di euro.
Dovrebbe essere realizzato in via Cesurni a Tivoli Terme.
A seguito della conclusione della conferenza di servizi, il progetto definitivo completo è stato trasmesso all’Inail, in qualità di soggetto realizzatore dell’intervento.
Un passaggio a cui segue poi la stipula dell’accordo tra le amministrazioni coinvolte, ovvero Inail, Asl Roma 5 e Regione, così da disciplinare i rispettivi ruoli, competenze e modalità operative per la realizzazione dell’intervento.
La gara è attesa entro la fine dell’anno.
L’iter del progetto, ha spiegato Rocca a RomaToday, ha subito dei rallentamenti “a causa di approfondimenti sul terreno richiesti dalle autorità competenti dovuti alla presenza di licheni nell’area”.
L’area in cui dovrebbe nascere l’ospedale si trova infatti molto vicino a un sito della Rete Natura 2000, un elemento che ha reso necessario avviare una valutazione di impatto ambientale.
L’incognita Forlanini
Un capitolo a parte lo merita l’ex ospedale Forlanini, il cui futuro è al momento tutt’altro che definito.
Dossier, in una serie di approfondimenti esclusivi, ha raccontato che la Santa Sede non sarebbe più interessata a trasformarlo nella nuova sede del Bambino Gesù, sebbene l’operazione sembrasse ormai praticamente conclusa.
Qualora questo scenario si concretizzasse, la Regione ha ipotizzato destinare la struttura alla tutela degli anziani e delle persone fragili, tramite un accordo con Roma Capitale. Un’ipotesi che però è ancora tutta da definire.
Nel frattempo sempre Dossier ha raccontato il progetto ideato dall’ex primario del Forlanini, Massimo Martelli, per un futuro “pubblico” dell’ospedale.
Il futuro del San Giacomo

Un rendering del nuovo San Giacomo
È molto più definito invece il piano per la riapertura del San Giacomo: diventerà un grande poliambulatorio dotato di oltre 200 posti letto dedicati a lungodegenza, riabilitazione estensiva e assistenza agli anziani fragili.
Dopo l’indizione della gara da tre milioni e 144mila euro per la progettazione, la Regione la approvato a giugno la delibera per l’erogazione dei fondi, che ammontano a 145 milioni di euro.
La riqualificazione prenderà il via grazie a un accordo con Invimit, stazione appaltante del progetto.
(Articolo di Giulia Argenti, pubblicato con questo titolo il 18 ottobre 2026 sul sito online “Roma Today”)

