
L’occupazione al Plinio Seniore. Foto: Collettivo 20 novembre
Una dopo l’altra, le scuole di Roma finiscono in mano gli studenti.
Sulle facciate degli istituti si srotolano gli striscioni, si accendono i fumogeni: l’occupazione è iniziata.
E la protesta non resterà chiusa nelle pareti dei plessi scolastici: dopo la mobilitazione di venerdì scorso, il 16 ottobre – studenti e studentesse torneranno di nuovi in piazza il 30, in occasione dello sciopero generale indetto dai sindacati di base contro guerra, riarmo e carovita.
Le scuole occupate
Capitolo occupazioni: al Morgagni di Monteverde, l’Ambrosoli di Centocelle e il Rossellini – nella sede di via Libetta – occupate lunedì 19, si sono aggiunte nel giro di poche ore, altre scuole. Come il liceo Plinio Seniore di via Montebello.
Il collettivo “20 novembre” ha diffuso il documento politico dell’occupazione, in cui si legge che la grande partecipazione allo sciopero dello scorso 16 ottobre “ha reso evidente la necessità di organizzare la rabbia sociale, che può sfociare solo nel conflitto, e quella di riprenderci i nostri spazi e occupare la nostra scuola, necessari per garantire una formazione anti-sistema altrimenti impossibile.
Siamo contro una scuola che assomiglia sempre di più a un’azienda con ruoli dirigenziali ormai assimilati a manager autocratici e accentratori.
Contro una scuola caserma, in cui la militarizzazione è sempre più intrinseca al percorso di studio”.
E poi: “Occupare, manifestare, scioperare, sono le parole d’ordine per la ripartenza della nuova gioventù che di fronte al nemico non farà neanche un passo indietro.
Usciti dalla scuola, continueremo a riempire le piazze, portando avanti le nostre istanze, finché non saranno soddisfatte”.
A essere occupata è stata anche la succursale del liceo Newton in via dell’Olmata (la sede principale era stata occupata lo scorso 13 ottobre).
L’iniziativa è stata rivendicata dal collettivo Assange.
Tra le motivazioni figurano “la situazione in Palestina”, ma anche la crisi abitativa: “Le case popolari – denunciano studentesse e studenti – non sono sufficienti per soddisfare la richiesta abitativa.
E il governo, invece di tutelare le famiglie che vivono in complessi come quello Spin Time, continua a sgomberare queste comunità. Lasciando padri, madri e bambini per strada in condizioni disumane”.
In mano agli studenti è finito anche il liceo Francesco d’Assisi, nella sede di via della Primavera 207.
Al centro della protesta, si legge nella nota diffusa dal collettivo studentesco, le condizioni della scuola: “I bagni in cui non funzionano gli scarichi o non si chiudono le porte sono la maggior parte.
I corridoi sono sporchi, la palestra ha un’infiltrazione d’acqua e le macerie rimaste da ormai un anno, che occupa il nostro cortile, non sono mai state smaltite”.
Vengono contestate inoltre le politiche messe in atto dal governo, in particolare con il decreto Scuola.
Occupate ieri, martedì 20 ottobre, anche le sedi di via Saracinesco e di via Anagni del liceo Benedetto da Norcia.
E la sede centrale di via Rocca di Papa del Leopoldo Pirelli.
A Ostia, infine, gli studenti del liceo Toscanelli hanno lanciato uno sciopero permanente contro le condizioni della scuola, denunciando “termosifoni che perdono acqua, scarafaggi nei bagni e muri pieni di crepe”.
Verso lo sciopero generale
La mobilitazione, promettono i collettivi, non si fermerà dentro le scuole.
Dal collettivo Osa gli studenti annunciano la partecipazione allo sciopero generale del 30 ottobre.
Una nuova giornata che si prospetta dunque ad alta tensione, dopo quella dello scorso 16 ottobre.
Con cassonetti rovesciati e lanci di bottiglie e bombe carta contro la polizia davanti al ministero dell’Istruzione.
Altra giornata calda sarà poi il 20 novembre, con la mobilitazione indetta dalla Cgil e che vedrà la partecipazione della Rete degli studenti medi.
(Articolo di Giulia Argenti, pubblicato con questo titolo il 21 ottobre 2026 sul sito online “Roma Today”)

