
Foto LaPresse Stefano Porta
L’ombra dei disordini registrati a Milano e nelle altre città del Nord proietta i suoi timori sulla Capitale, attesa da un autunno caldo sul fronte dell’ordine pubblico.
A preoccupare chi gestisce la sicurezza in città è un appello diffuso sui social dal sedicente “Movimento 17 ottobre“: un invito, veicolato tramite Instagram e Telegram, a scendere in piazza ogni sabato al Circo Massimo.
Roma rientra così tra le otto città italiane inserite nella mappa della mobilitazione, proprio mentre nelle chat si accendono i toni tra utenti pronti a dividersi e a provocarsi, spesso scudati da profili falsi.
Il post non indica una data di inizio o di conclusione della mobilitazione, ma annuncia appuntamenti a cadenza settimanale.
Al momento non risultano verificati, sulla base del solo post, gli organizzatori locali delle singole iniziative.


Tensioni e controlli preventivi
Finora Roma è rimasta al riparo dalle scene di guerriglia urbana viste di recente a Milano, Torino, Bologna, Brescia e Bergamo.
Tuttavia, il livello di attenzione resta massimo.
Già sabato scorso, a margine dei cortei della Cgil e dell’iniziativa “Italia in piazza” organizzata tra il Circo Massimo e Piramide, il presidio delle forze dell’ordine ha portato all’identificazione di circa sessanta giovani considerati potenzialmente pronti a provocare disordini e a trasformarsi in black bloc.
Più precisamente la Questura sabato spiegava che “60 persone sono state identificate in quanto intercettate tra la massa di partecipanti nell’atto di indossare capi di abbigliamento idonei al travisamento.
La quasi totalità dei predetti, compiutamente identificati, è risultata di età inferiore ai 18 anni e, tra i predetti, 11 provenienti da province diverse da Roma”.
Sebbene le manifestazioni romane si siano concluse senza incidenti, le analisi sui flussi di protesta si concentrano sui prossimi appuntamenti in calendario. In particolare, per quanto riguarda sabato prossimo, per ora le attenzioni si concentrano sulle chat.
I controlli di Digos e carabinieri puntano a individuare eventuali messaggi di istigazione alla violenza o tentativi di saldatura tra la piazza e gli ambienti dell’antagonismo o dell’anarchismo, ai quali al momento non risultano legami diretti con le ultime iniziative.
Più concreti sono i timori per la giornata di sciopero generale dell’Usb del 30 ottobre.
L’ipotesi al vaglio è che gruppi violenti possano cercare d’infiltrarsi nelle manifestazioni pacifiche o all’interno di cortei spontanei privi di una regia ufficiale, intercettando la protesta di studenti, lavoratori e autotrasportatori su temi come il carovita, il prezzo dei carburanti e le politiche scolastiche.
I timori del governatore Francesco Rocca
Sui rischi della piazza è intervenuto anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ai microfoni di Radio 1 a ‘Un Giorno da Pecora’: “Ci sono questi passaparola difficili da controllare.
Sono sicuro che il prefetto e le forze dell’ordine saranno pronti nel caso la situazione dovesse andare fuori controllo.
Mi preoccupano, come tutti, queste manifestazioni violente.
È ovvio che il rischio di marginalizzazione porta a questi rischi, il punto è essere fermi e reprimere i comportamenti violenti.
Ciò che è mancato per tanti anni è che non si recuperano questa fratture sociali che si sono sedimentate negli anni“.
(Articolo di Carlo Testimona, pubblicato con questo titolo il 21 ottobre 2026 sul sito online “Roma Today”)

