
Il terreno di via Lago Santo a Vitinia
Il 28 ottobre le forze dell’ordine e la polizia locale di Roma Capitale hanno apposto diversi sigilli all’interno di un terreno privato a Vitinia, nel IX municipio.
L’intervento congiunto di carabinieri forestali e caschi bianchi (nucleo edilizia), insieme all’ispettorato edilizio del municipio e all’ente Riserva Naturale del Litorale Romano, ha fatto emergere alcune difformità tra quanto verificato sul campo e le autorizzazioni richieste dal privato, in quella che è un’area sottoposta a vincoli paesaggistici e ambientali di carattere nazionale e regionale.
Sbancamenti “sospetti” a Vitinia
Già dal 13 ottobre la questione era arrivata all’attenzione pubblica grazie a un’interrogazione firmata dalla consigliera della Civica Raggi Carla Canale: “Massicci lavori di sbancamento con mezzi meccanici pesanti, colline sventrate, fango che invade le strade e recinzioni che spuntano dal nulla bloccando i passaggi storici dei cittadini.
Succede a Vitinia, in via Lago Santo 11 (area dell’ex centro ippico ‘Poggio dei Fiori’), un territorio prezioso protetto da vincoli ambientali e paesaggistici nazionali e regionali. Non possiamo tollerare che il nostro patrimonio naturale venga deturpato nell’ombra” dichiarava la consigliera, supportata dall’ex sindaca Cinque Stelle Virginia Raggi.
Il blitz delle forze dell’ordine a fine ottobre
Le segnalazioni dei lavori di sbancamento erano arrivate anche al IX municipio, tramite singoli residenti e il comitato di quartiere.
Come spiegava nei giorni scorsi l’assessore all’Urbanistica Manuel Gagliardi “abbiamo ricevuto diverse segnalazioni per un dilavamento di terra e poi per movimentazioni di terra”.
Da lì, le prime interazioni con il dipartimento Tutela Ambientale “iniziate a febbraio scorso”.
Per mesi, però, al municipio non sarebbero arrivati precisi riscontri della natura di queste movimentazioni, finché non c’è stato il “blitz” del 28 ottobre.
“Verificate alcune irregolarità”
Come riferito dalla consigliera Canale, l’intervento di carabinieri e polizia locale “ha portato all’immediato sequestro di tutte le lavorazioni edilizie non autorizzate rinvenute nell’area.
La gravità delle nostre denunce ha così trovato conferma”.
Al momento non è chiaro cosa esattamente abbia trovato la polizia giudiziaria nel terreno di proprietà di un imprenditore di caratura nazionale, a parte il cantiere per una ristrutturazione.
Di sicuro, a quanto emergeva già prima di metà ottobre, alcune recinzioni.
“Durante i sopralluoghi si sono verificate delle irregolarità, che hanno portato ad alcune attività di sequestro e seguiranno approfondimenti, già in corso. Anche la controparte avrà modo di intervenire” specifica Gagliardi all’indomani dell’intervento.
Nessuna cartellonistica di cantiere
“A partire da agosto 2025, i cittadini avevano segnalato una situazione allarmante: massicci sbancamenti effettuati con mezzi pesanti che hanno modificato la morfologia della collina, riversamento di materiale terroso sulla sede stradale durante le piogge, l’installazione di recinzioni che hanno chiuso storici passaggi pedonali pubblici e persino ripetuti incendi della vegetazione avvenuti la scorsa estate.
Il tutto in totale assenza della prescritta cartellonistica di cantiere.
A ulteriore tutela dei cittadini, abbiamo chiesto di verificare l’applicazione dei vincoli di inedificabilità previsti dalla legge quadro 353/2000” ha poi ricordato Canale insieme al consigliere regionale Valerio Novelli e all’ex sindaca e consigliera capitolina Virginia Raggi.
(Articolo di Valerio Valeri, pubblicato con questo titolo il 2 novembre 2026 sul sito online “Roma Today”)

