
Foto del Comitato Viva Rolli. Facebook
La fontana di Largo Ettore Rolli, ridotta per anni a ricettacolo di acqua piovana stagnante e simbolo di degrado, a due passi da Porta Portese, è finalmente tornata a funzionare.
Un intervento di risistemazione conclusosi a fine ottobre ha permesso di ridare decoro all’opera artistica, sbloccando una situazione di abbandono che aveva scatenato le proteste dei residenti e un duro scontro politico in municipio XII.
“Prendersi cura di una fontana, di una piazza o di un giardino significa riconoscere valore ai luoghi frequentati ogni giorno dai cittadini” ha detto a RomaToday l’assessore municipale Mauro Marcheggiani.
La soluzione è arrivata grazie all’alleanza tra le istituzioni e il privato, in particolare un accordo con la Fondazione Fagioli che non si è limitato al restauro materiale, “ma ha introdotto una formula di cura costante per il futuro, prevedendo una pulizia quindicinale e la gestione diretta della manutenzione per evitare il ritorno al degrado del passato”.
La petizione dei residenti
Dietro la svolta di oggi c’è però un lunghissimo iter amministrativo iniziato nel 2019, quando i residenti raccolsero circa 1.200 firme per chiedere la pulizia e il ripristino della fontana.
Una prima riattivazione nell’autunno del 2021 si era infatti scontrata con il muro delle competenze e il rimpallo di responsabilità tra i dipartimenti di Roma Capitale.
A rimettere in moto l’ingranaggio, “oltre alle sollecitazioni dell’architetto Francesco Mirone e dei comitati locali” racconta Marcheggiani, “sono stati i sopralluoghi congiunti tra il Dipartimento Ambiente e il Simu che hanno spianato la strada all’intervento della Fondazione Fagioli”.

La fontana prima
Le proteste e lo scontro in Aula
Il recupero arriva a chiusura di mesi di forti tensioni e denunce da parte del quartiere.
Solo poche settimane fa l’area, che comprende anche il Giardino Fernanda Gattinoni, era finita al centro di un’interrogazione del consigliere del Movimento 5 Stelle Lorenzo Di Russo, che aveva puntato il dito contro le pavimentazioni pericolose, l’area giochi transennata e il totale abbandono della fontana, dove ristagnavano l’acqua piovana ormai verde e alcuni rifiuti.
Dal canto suo, l’amministrazione municipale aveva replicato difendendo i progetti di rilancio della piazza, ricordando lo stanziamento di 350 mila euro complessivi tra fondi capitolini e municipali per la nuova area giochi, la depavimentazione e i marciapiedi, affiancati dagli interventi delle unità di strada per gestire il disagio sociale presente nell’area.
Il modello per il futuro
La sfida adesso, sottolineano dal Municipio, è fare in modo che la piazza non piombi di nuovo nell’incuria.
L’impegno congiunto tra uffici tecnici, governo locale e realtà private viene indicato dall’esecutivo come un metodo da replicare per tutto il patrimonio del territorio, restituendo finalmente a Porta Portese uno spazio vivo, pulito e accessibile.
(Articolo di Valeria Costa, pubblicato con questo titolo il 3 novembre 2026 sul sito online “Roma Today”)

