
Un corteo Anpi il 25 aprile (repertorio)
Di nuovo alta tensione tra la comunità ebraica di Roma e l’Anpi, associazione nazionale partigiani d’Italia.
Il 16 ottobre si svolgeranno le consuete celebrazioni a ricordo del rastrellamento del ghetto, avvenuto 73 anni fa, il “sabato nero” che vide arrestati e deportati ad Auschwitz-Birkenau 1.023 persone di religione ebraica tra uomini, donne e bambini.
Il presidente degli ebrei romani, Victor Fadlun, ha dichiarato pubblicamente che non vuole i partigiani all’evento: “Il 16 ottobre non può diventare il luogo di nuove lacerazioni”.
Scontro sulle celebrazioni del 16 ottobre
Una richiesta rivolta direttamente all’Anpi, con la quale i rapporti sono storicamente tesi e negli ultimi anni – soprattutto dopo i fatti del 7 ottobre 2023 con l’attacco di Hamas a Israele – sono anche peggiorati: “Abbiamo il dovere di rispettare e proteggere il dolore di quel 16 ottobre, il più doloroso dei giorni nella storia degli ebrei romani” ha detto Fadlun.
“Chi ha contestato la presenza delle bandiere di Israele e della Brigata Ebraica nei cortei del 25 Aprile, chi non ha saputo difendere senza ambiguità il diritto degli ebrei e di tutti gli italiani a ricordare il contributo della Brigata Ebraica alla Liberazione, chi nelle piazze si e mostrato compiacente verso la violenza pro-pal, non può pretendere di presentarsi da noi il 16 Ottobre come se tutto questo non significasse nulla e non avesse lasciato traccia nelle nostre comunità che vivono dal 7 ottobre una terribile recrudescenza dell’antisemitismo” l’attacco del presidente, riconfermato a giugno 2025 con il 58% dei voti.
La comunità ebraica contro l’Anpi
Fadlun ha ricordato anche quanto accaduto a Milano lo scorso 25 aprile: “La Brigata è stata contestata e abbiamo sentito il presidente nazionale Anpi giudicare inopportune le bandiere di Israele, arrivando persino a definire una vergogna la loro presenza, invece di rivolgere la propria indignazione contro chi cercava di impedire agli ebrei di sfilare.
E’ una ferita profonda, tanto più grave perche viene da un’associazione che dovrebbe custodire i valori della Resistenza e della lotta contro il fascismo e l’antisemitismo”.
Il timore di Fadlun è che questo 16 ottobre si trasformi in un’occasione di polemica e scontro, che ci possano essere tensioni e fraintendimenti a offuscare il ricordo del dolore.
“Proprio per questo dobbiamo essere intransigenti: non vogliamo che il dolore delle famiglie dei deportati, vivo e incancellabile soprattutto in questi giorni, venga turbato dalla presenza di chi ha assunto posizioni che consideriamo incompatibili con il rispetto dovuto alla nostra storia”.
Da qui la richiesta esplicita, affidata a un post Facebook: “L’Anpi rifletta sulle proprie responsabilità e abbia la sensibilità, se non il pudore, di fare un passo indietro”.
La replica dei partigiani d’Italia
Le parole, durissime, non hanno fatto breccia nei destinatari.
In una nota, l’Anpi ha confermato la presenza alle celebrazioni organizzate e promosse dal Comune di Roma “e lo farà con lo spirito che ha sempre informato i valori dell’associazione fondata dalle donne e dagli uomini della Resistenza, ovvero con la forza della memoria, della storia e dei valori dell’antifascismo incarnati dalla Costituzione democratica e repubblicana“.
Con l’occasione, però, i partigiani d’Italia hanno ricordato gli episodi di tensione avvenuti negli ultimi anni.
Precedenti, anche gravi, che hanno contribuito alla rottura tra loro e la comunità ebraica e la Brigata Ebraica.
Rivendicazioni e tensioni
Come le tensioni del 25 aprile 2024 a Porta San Paolo, quando a fronteggiarsi furono i pro-pal e alcuni manifestanti pro-Israele, con lanci di oggetti contundenti.
“L’Anpi di Roma sarà presente in forme consone al significato della ricorrenza a differenza di quanto accaduto il 25 aprile del 2024 a Porta San Paolo quando, alla presenza del presidente della comunità ebraica di Roma Fadlun, circa 200 persone si presentarono in forma aggressiva e minacciosa nella piazza che celebrava la Liberazione d’Italia” sottolineano i partigiani d’Italia.
Che ricordano anche quanto accaduto invece quest’anno, con due iscritti all’associazione raggiunti da proietti sparati con un’arma ad aria compressa.
L’autore dell’atto, Eitan Bondì, è sotto processo.
E al momento dell’arresto dichiarò di appartenere alla comunità ebraica e alla stessa Brigata Ebraica.
“Un episodio per cui l’Anpi di Roma aspetta ancora fiduciosa la solidarietà, alle persone colpite e alla nostra associazione, nonché la condanna tanto dell’atto quanto della violenza da parte di Fadlun e dei vertici della comunità ebraica romana”.
(Articolo di Valerio Valeri, pubblicato con questo titolo il 15 ottobre 2026 sul sito online “Roma Today”)

