
La pista dell’impianto sportivo Antonio Nori sarà completamente riqualificata.
A settembre del 2024, all’indomani della conclusione degli Europei di atletica, i vertici dello sport nazionale e il Campidoglio avevano annunciato l’intenzione d’investire sul centro sportivo, profondamente ammalorato.
Lì doveva atterrare una delle “legacy” degli Europei, all’epoca appena archiviati con successo.
Due milioni per il rilancio
A distanza di due anni dall’annuncio, l’impianto è ulteriormente peggiorato e molte famiglie che potevano iscrivervi i propri figli, hanno rinunciato a farlo.
Ci eravamo occupati dell’impianto nell’articolo della nostra sezione di approfondimento in cui davamo conto dello stato (tutt’altro che roseo) delle piste d’atletica della Capitale.
Sarà un caso (o forse no) i vertici sportivi e il Comune sono tornati a interessarsi della questione.
L’ipotesi di un rilancio, nella giornata del 15 ottobre, è stata confermata questa volta con tanto di data d’inizio e fine lavori e, cosa tutt’altro che secondaria, con l’indicazione delle risorse a disposizione.
Per rifare l’impianto di Tor Tre Teste serviranno quasi 2 milioni di euro.
Con quella cifra si punta a intervenire sulla pista d’atletica a 6 corsie e sul campo da rugby: complessivamente sono oltre 4850 metri quadrati a essere interessati dall’investimento.
La carenza impiantistica
È un’operazione sicuramente attesa perché, a fronte di un movimento in netta crescita, grazie anche ai risultati ottenuti dagli atleti azzurri, la Capitale ha un gap importante da recuperare.
Nella città infatti gli impianti di atletica (esclusi quelli in dotazione alle forze armate e di polizia) sono pochi e spesso in cattive condizioni.
Nel quadrante sud-est, poi, c’è il solo “Antonio Nori”. Investire su quella struttura riveste un valore particolare.
“È un impianto strategico – ha riconosciuto Stefano Mei, presidente della FIDAL , perché si trova in un quadrante che coinvolge 600.000-700.000 persone che vogliono e devono avere la possibilità di praticare sport”.
Quando partono e in cosa consistono i lavori
L’intervento nell’impianto di largo Serafino Cevasco, di fronte alle vele del Meyer, è stato annunciato nel corso di un sopralluogo che ha visto partecipare il ministro dello sport Andrea Abodi, l’amministratore delegato di Sport e Salute Diego Nepi Molineris, l’assessore allo sport di Roma Alessandro Onorato e il presidente nazionale della FIDAL.
I cantieri prenderanno avvio per aprile 2027 e la loro conclusione entro settembre dello stesso anno.
I lavori, curati da Sport e Salute, prevedono la rimozione delle attrezzature fisse e della pavimentazione sintetica ammalorata, la fresatura e lo smaltimento dell’asfalto sottostante, il ripristino del sottofondo nelle aree interessate dai cedimenti e il rifacimento della massicciata.
Viene posizionato un nuovo strato bituminoso e posato un manto sintetico colato, omologato dalla FIDAL.
Il progetto interessa anche la rinascita del campo da rugby e degli spazi dedicati alle discipline dei salti e dei lanci.
La rigenerazione delle infrastrutture fatiscenti
L’idea è infatti quella di creare un polo dello sport per tutti.
Dopo dieci anni di degrado che hanno portato l’impianto a essere usata solo in minima parte (restavano a disposizione due sole corsie nella pista) a Tor Tre Teste viene creato un presidio sportivo e sociale.
“Crediamo che ogni territorio debba poter contare su impianti sportivi sicuri, accessibili e funzionali, capaci di rispondere alle esigenze di tutti, da chi pratica attività sportiva di base, a chi punta all’alto livello – ha commentato il ministro dello sport Andrea Abodi – È questa la direzione del ‘modello Italia’ che stiamo rafforzando e qualificando anche attraverso la rigenerazione di infrastrutture sportive fatiscenti, restituendole alle comunità perché possano accogliere al meglio che vuole praticare lo sport in tutte le sue forme”.

La pista e il campo da rugby del Tor Tre Teste
Un polo sportivo e sociale
“L’impianto di Tor Tre Teste ha bisogno di una riqualificazione definitiva, profonda e multidisciplinare, che parta dalle fondamenta e intervenga sulle criticità strutturali per restituire piena funzionalità a tutto il complesso sportivo – ha dichiarato Diego Nepi Molineris, ad di Sport e Salute – Non è accettabile che un impianto realizzato nel 2005 versi oggi in queste condizioni, soprattutto se consideriamo che l’età media degli impianti sportivi in Italia è di circa 60 anni.
La nostra ambizione è trasformarlo in un vero hub dello sport di tutti e per tutti: un luogo moderno, accessibile e al servizio dei cittadini, dei giovani e delle associazioni del territorio”.
La conferma dell’investimento, come eredità degli Europei, è stata motivo di soddisfazione per l’assessore allo sport ed ai grandi eventi, Alessandro Onorato.
“Un impegno preso con i cittadini finalmente diventa realtà.
Abbiamo fortemente voluto inserire la riqualificazione di questo impianto comunale nelle legacy degli Europei di atletica ospitati nel 2024” .
L’investimento, come aveva ricordato Mei, è ancor più significativo se rapportato alla sterminata utenza che ne potrà beneficiare.
Nel quadrante compreso tra i municipi V e VII è infatti, ad oggi, l’unico impianto di atletica a disposizione.
Per questo l’Antonio Nori può essere considerato “un presidio sportivo e sociale fondamentale” e la decisione di puntarci “è la conferma” ha aggiunto Onorato “di quanto i grandi eventi siano fondamentali non solo per generare ricadute economiche, occupazionali e turistiche, ma anche perché possono migliorare il territorio”.
(Articolo di Fabio Grilli, pubblicato con questo titolo il 15 ottobre 2026 sul sito online “Roma Today”)

