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Home Approfondimenti

Si alza il sipario del nuovo Teatro Valle: la riapertura dopo un maxi restyling da 11 milioni

18/10/2026
in Approfondimenti, Archivi, Comune di Roma, Governo del territorio, News, Piani territoriali
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Si alza il sipario del nuovo Teatro Valle: la riapertura dopo un maxi restyling da 11 milioni
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Si è alzato ufficialmente il sipario sul nuovo Valle.

Lo storico teatro settecentesco restituito alla città dopo sedici anni al termine di un complesso intervento di restauro avviato nel marzo 2023.

L’investimento complessivo ammonta a oltre 11 milioni di euro.

Un intervento complesso, reso possibile dal lavoro congiunto di professionisti, tecnici, restauratori e maestranze specializzate.

Insieme hanno accompagnato tutte le fasi del recupero.

La nuova stagione ha preso il via ieri, venerdì 16 ottobre, con Francesco Piccolo e il suo spettacolo “La sera della prima. Sei personaggi in cerca d’autore al Teatro Valle”, un racconto che intende rievocare la burrascosa serata di quel lontano 1921, quando l’opera di Pirandello andò in scena per la prima volta proprio al Valle.

Lo spettacolo sarà in replica fino al 18 ottobre.

Tutti gli interventi nel dettaglio

I lavori hanno interessato l’intero complesso monumentale con un articolato programma di restauro conservativo, adeguamento strutturale e ammodernamento impiantistico, finalizzato a garantire la piena sicurezza, l’accessibilità e la funzionalità del teatro nel rispetto della sua identità storica.

Un impegno lungo e particolarmente complesso che ha coinvolto contemporaneamente nel cantiere diverse imprese, fino a 80 maestranze presenti quotidianamente negli ultimi mesi, decine di specialisti, ingegneri e architetti e tecnici, oltre a restauratori e storici dell’arte.

Il recupero ha riguardato in primo luogo la sala, i palchi, gli scaloni e le parti monumentali progettate da Giuseppe Valadier.

È stata demolita la parete d’assi della parte più profonda del palcoscenico e si è provveduto a completare lo scavo degli ambienti interrati, in particolare nel sottopalco, nel sotto-retropalco e nel cavedio nord, destinati a ospitare i locali tecnici e ambienti adibiti a deposito.

Particolarmente rilevante è stato il restauro degli apparati decorativi, condotto sulla base di approfondite indagini storiche e stratigrafiche svolte dalla Sovrintendenza Capitolina insieme alla Soprintendenza statale e ai restauratori incaricati.

I lavori hanno consentito di recuperare le decorazioni storiche dei palchi, la tela del soffitto e l’arco del boccascena, riportando alla luce elementi di grande valore artistico nascosti da interventi successivi.

Il teatro Valle

Nuove scoperte

Tra le scoperte più significative emerse nel corso del cantiere figura il recupero di una decorazione ottocentesca nascosta sotto ridipinture novecentesche.

È infatti riemersa una “Danza delle ore”, composta da putti monocromi di raffinata qualità pittorica su fondo in oro zecchino, riconducibile agli interventi ottocenteschi documentati negli elaborati storici legati a Valadier.

Accanto al recupero delle testimonianze più antiche, durante il restauro si è scelto di conservare anche una traccia della storia più recente del teatro.

Sono stati infatti mantenuti i messaggi e gli slogan contro le discriminazioni realizzati lungo le scalinate durante l’occupazione del 2011 da parte di attori e lavoratori dello spettacolo, poi costituitisi nell’associazione Fondazione Teatro Valle bene comune.

Al recupero artistico si è affiancata una fase di ammodernamento, caratterizzata dalla realizzazione di numerose nuove opere strutturali, tra cui una struttura alleggerita sopra la volta del retropalco, nuove fondazioni per il montacarichi dal palcoscenico al sottopalco, per l’ascensore e per il corpo scale ubicati nel sotto-retropalco, oltre a tutte le strutture relative al cavedio nord.

Completamente ripensati i camerini, oggetto di nuova realizzazione, con l’inserimento di scale e ascensore per gli artisti e i tecnici.

Anche il pubblico beneficerà del complessivo rinnovamento del teatro, grazie a una sala completamente ridipinta e a nuovi arredi, poltrone della platea e sedie dei palchetti.

Sono stati realizzati percorsi accessibili, ascensori e spazi di servizio in sicurezza.

Sono stati rinnovati gli impianti tecnologici e adeguati i sistemi di prevenzione incendi con l’adozione della nuova tecnologia water-mist, un sistema antincendio all’avanguardia che, oltre a consentire un’ottimizzazione degli impianti necessari, richiede una ridotta quantità di acqua, risultando particolarmente idoneo per luoghi di carattere monumentale.

Un ultimo intervento è consistito nella realizzazione dei nuovi impianti scenotecnici per il controllo e la gestione delle luci, dell’audio e dei segnali video a servizio della scena, completi delle centrali e dei terminali nella torre scenica e ai vari livelli dei palchi.

Il nuovo teatro

Gualtieri: “Restituiamo alla città un luogo straordinario di cultura, libertà e partecipazione”

“È una grande emozione restituire finalmente ai romani il Teatro Valle dopo sedici anni – è il commento del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri -. Non riapriamo soltanto uno dei teatri più antichi e prestigiosi d’Europa, ma restituiamo alla città un luogo straordinario di cultura, libertà e partecipazione.

Abbiamo investito oltre 11 milioni di euro e affrontato un restauro di straordinaria complessità, che ha richiesto interventi delicati, soluzioni tecniche impegnative e un lavoro di grande precisione nel rispetto della storia e dell’identità di questo teatro.

Voglio ringraziare la Sovrintendenza Capitolina, che ha guidato questo progetto, e in particolare le maestranze, i restauratori, i tecnici e tutte le lavoratrici e i lavoratori che, con professionalità, passione e dedizione, hanno reso possibile questo risultato“. 

Il Valle, aggiunge Gualtieri “ha attraversato tre secoli di storia, ha conosciuto grandi stagioni artistiche e momenti importanti di impegno civile.

Ora torna a vivere, con una nuova missione dedicata alla drammaturgia contemporanea.

Perché crediamo che la cultura sia una parte essenziale della vita democratica di Roma.

Oggi si chiude una lunga attesa e si apre una nuova stagione.

Bentornato, Teatro Valle”.

Smeriglio: “Roma non si rassegna al declino del proprio patrimonio”

Soddisfatto anche l’assessore alla Cultura, Massimiliano Smeriglio: “Il Teatro Valle torna alla città, uno dei luoghi più preziosi della storia di Roma e del Paese, essendo uno dei rari teatri settecenteschi ad essere stati restaurati e riaperti al pubblico – spiega -. Abbiamo sconfitto la prudenza, per ricordare il motto, ‘com’è triste la prudenza’ dei tempi dell’occupazione del teatro.

Quella prudenza, oggi, l’abbiamo battuta, proprio mettendo il cuore oltre l’ostacolo, realizzando un miracolo laico grazie a chi ha lavorato per riaprire il teatro, a chi lo ha mantenuto vivo nella sua funzione culturale fin quando è stato possibile con un presidio culturale.

Perché il Valle non è uno spazio come gli altri.

È l’opera dell’architetto Tommaso Morelli, certo, un palcoscenico su cui sono scorsi tre secoli di storia, ma è anche il simbolo di una straordinaria stagione di mobilitazione civile e di un cantiere complicato e straordinario, fatto di persone in carne e ossa che hanno dato sostanza a una progettualità che nel tempo ha dovuto subire importanti accorgimenti”.

E poi: “Consegniamo a Roma uno dei teatri più importanti d’Europa per dire che la cultura è un bene pubblico, per onorare la comunità che quel bene lo ha difeso, per affermare che Roma non si rassegna al declino del proprio patrimonio, e per reinserire un luogo vivo e popolare nel sistema del teatro pubblico, attraverso la Fondazione Teatro di Roma, con una stagione teatrale di drammaturgia contemporanea di grande valore”.

Baldassarre: “Un fatto storico”

A commentare la riapertura del Valle è anche l’assessora alla Cultura della Regione, Simona Renata Baldassarre: “La riapertura del Teatro Valle, dopo oltre quindici anni di attesa, non è semplicemente un taglio del nastro: è un fatto storico, una vittoria della città e un traguardo civico che dimostra una verità fondamentale della buona politica.

Quando si parla di beni comuni la leale collaborazione tra le istituzioni viene prima di ogni appartenenza politica.

È quel senso del bene comune che deve accomunare chi amministra.

Si chiama costruzione del futuro, di ciò che lasceremo dopo di noi”.

E poi: “Sono convinta che la cultura non sia un mero costo da sostenere, ma un motore primario di sviluppo, occupazione qualificata e coesione sociale. Finalmente, restituiamo alla comunità un gioiello storico e architettonico.

Ringrazio sinceramente il Comune di Roma per il grande lavoro di restauro.

Ma voglio aggiungere anche che la bellezza dei luoghi e le opere di rifacimento, per quanto straordinarie, rimangono mute se non sono sostenute da una solida visione artistica e dai contenuti.

Come Regione Lazio, insieme con il Comune di Roma, da soci paritari della Fondazione Teatro di Roma, abbiamo destinato circa un milione di euro ciascuno alla riapertura del Teatro Valle.

Questo contributo si aggiunge ai 3 milioni e 350mila euro stanziati per il Teatro di Roma, confermando la volontà di restituire al Valle un ruolo centrale nella rete dei teatri pubblici della Capitale e dell’intera regione.

Come assessore alla Cultura, considero anche questo il senso del mio impegno: tradurre le scelte politiche in opportunità concrete per gli artisti, i lavoratori e il pubblico, dando continuità alla vita dei nostri teatri”.

(Articolo pubblicato con questo titolo il 17 ottobre 2026 sul sito online “Roma Today”)

 

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