
Il cantiere (fermo) dello studentato a via Tarantelli a Roma
Il cantiere per la costruzione di uno studentato da 152 posti letto a Roma sud è fermo.
Al momento è anche privo di titolo edilizio valido.
Il IX municipio ha comunicato la decisione nei giorni scorsi alla società che stava realizzando l’edificio, la Avs Immobiliare Srl.
Se quest’ultima non avrà sufficienti argomenti per sbloccare la pratica e convincere gli uffici della validità del progetto, l’amministrazione locale dichiarerà l’irregolarità edilizia.
Lo studentato in costruzione a Roma sud
La questione risale alla scorsa primavera e riguarda la realizzazione di uno studentato in piazzale Ezio Tarantelli, tra Decima e Torrino, di fronte alla stazione di Tor di Valle.
Un edificio in via Domenico Sansotta, un tempo adibito a uffici, che in base ai piani della società immobiliare dovrebbe diventare uno studentato privato finanziato, per circa tre milioni di euro, da fondi Pnrr.
Il contributo pubblico, approvato dal Ministero dell’Università e della Ricerca, obbliga la proprietà a riservare a studenti meritevoli una quota di posti letto pari al 30 per cento, per un periodo massimo di 12 anni.
I dubbi sulla legittimità edilizia
Quando, però, il IX municipio ha iniziato a interessarsi al cantiere (iniziato nel 2025) su segnalazione della cittadinanza, ha scoperto una serie di criticità che hanno portato prima alla sospensione e poi alla dichiarazione di assenza di titolo.
Alla base della decisione un dubbio importante sulla legittimità del premio di cubatura pari al 35% che la Avs stava sfruttando per realizzare un nuovo edificio, accanto a quello vecchio in via di ristrutturazione: “Nel corso del tempo la società ha presentato quattro segnalazioni certificate di inizio attività differenti, ma sono incongruenti tra loro e soprattutto nessuna giustifica la costruzione di un nuovo fabbricato: al municipio non risulta una certificazione della preesistenza che motiva la premialità” spiega Manuel Gagliardi, assessore all’Urbanistica.
Il tutto in assenza di un permesso di costruire, atto che avrebbe permesso agli uffici competenti di effettuare una verifica di legittimità che, invece, non è prevista per le semplici segnalazioni sulle quali vige il “silenzio assenso”.
Verso una dichiarazione di irregolarità
“Il 21 ottobre ci sarà una commissione capitolina a riguardo – prosegue l’assessore – e al momento il fabbricato non ha titolo edilizio.
Se la società saprà correre ai ripari, bene, altrimenti per quanto ci riguarda andiamo verso una dichiarazione di irregolarità edilizia.
Le verifiche ci sono state, il ministero alla fine ci ha dato ragione e risultano delle incongruenze importanti con Scia contraddittorie” ribadisce Gagliardi.
Raggi-Canale: “Fatti gravi”
Le decisioni della giunta municipale trovano appoggio nella linea del Movimento Cinque Stelle e della lista civica Raggi, che tramite l’ex sindaca Virginia Raggi e la capogruppo municipale Carla Canale si stanno muovendo per approfondire la questione dal punto di vista amministrativo e contabile: “In attesa che l’amministrazione risponda a un’interrogazione presentata in Campidoglio per avere una mappatura complessiva del fenomeno degli studentati, che tenga conto non solo dei fondi impiegati (pubblici o privati), ma anche del numero di posti letto in corso di realizzazione in relazione al fabbisogno complessivo sulla Capitale, delle società esecutrici e dello stato di attuazione dei progetti, una prima e gravissima risposta è arrivata dal IX a seguito di verifiche che abbiamo fatto sul progetto per lo studentato di Piazzale Ezio Tarantelli 97-100.
L’accesso agli atti ha fatto emergere elementi di estrema gravità sotto il profilo urbanistico ed edilizio.
La documentazione esaminata evidenzia macroscopici vizi di legittimità: attraverso il ricorso a ripetuti titoli abilitativi semplificati (Cila e Scia), sono state eseguite modifiche strutturali nei locali interrati, determinando un incremento di superficie utile e un mutamento di destinazione d’uso non autorizzati“.
Fondi Pnrr a rischio
In base alla documentazione raccolta da Carla Canale, “l’intervento qualificato come ristrutturazione sembra al contrario configurarsi come nuova edificazione di cinque piani fuori terra, ricadente in area classificata a rischio idraulico R3 dal Pai, il piano di assetto idrogeologico, in assenza del prescritto nulla osta delle autorità preposte.
Il quadro delineato ha indotto finalmente la direzione tecnica municipale a dichiarare l’inefficacia dei titoli edilizi presentati, disponendo lo scorso 8 ottobre la sospensione immediata del cantiere.
Considerato il blocco delle attività e il mancato rispetto dei termini tassativi di ultimazione fissati per l’agosto 2026 (scadenza Pnrr, ndr), si profila inoltre la revoca del finanziamento ministeriale”.
Canale e Raggi annunciano anche che si rivolgeranno ai giudici contabili perché “di fronte a un potenziale utilizzo improduttivo di risorse pubbliche dovuto a carenze nei controlli preventivi che potrebbero determinare anche ulteriori esborsi necessari all’abbattimento dei manufatti abusivi, non si può rimanere inerti“.
(Articolo di Valerio Valeri, pubblicato con questo titolo il 19 ottobre 2026 sul sito online “Roma Today”)

