
Foto d’archivio
I numeri “sono stati gonfiati” per giustificare “la stangata” da 1.000 euro.
È quanto sostiene la capogruppo di Forza Italia in Assemblea capitolina, Rachele Mussolini, a proposito delle auto elettriche.
I mezzi green, a partire dal 1° luglio, pagano, infatti, un canone annuo per accedere alla Ztl.
Una misura che il Comune di Roma aveva adottato per limitare i numerosi accessi gratuiti di questi mezzi.
Però, dopo un accesso gli atti, Mussolini è convinta che la norma sia stata presa solo per “fare cassa”.
Il canone da 1.000 euro per le auto elettriche nella Ztl
A febbraio 2026 la giunta capitolina aveva stabilito l’introduzione del permesso annuale a pagamento per l’accesso negli orari di funzionamento della Ztl del centro storico e delle altre Ztl dei veicoli a trazione esclusivamente elettrica, superando l’ormai vecchio regime di accesso gratuito per tutte le auto elettriche.
La misura, entrata poi in vigore il 1° luglio 2026, prevede, per le auto green, il pagamento di un canone di 1.000 euro l’anno.
Secondo i dati riportati da Roma Capitale, la norma ha “espulso” dal centro circa 74.000 mezzi che, prima di questa stretta, potevano circolare liberamente, previa registrazione sul portale di Roma Mobilità.
I numeri delle auto elettriche
L’introduzione del canone ha portato centinaia di migliaia di euro nella casse comunali.
La stretta, stando a quanto riferito dall’assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè, serviva per decongestionare il traffico dal centro cittadino.
Infatti, stando ai numeri dai dall’assessore, i permessi di ingresso per le auto elettriche avevano raggiunto quota 75.000 (con un incremento del 250% dal 2021) e una proiezione al 2028 di 125.000 unità.
Questa concentrazione “generava fino a 50.000 passaggi giornalieri”.
“Il Campidoglio ha mentito ai romani”
Da tempo Forza Italia contestava questa norma.
Così, la capogruppo in Assemblea capitolina, Rachele Mussolini, ha fatto un accesso agli atti per verificare i numeri reali di accesso alle Ztl da parte dei possessori di auto elettriche.
“Ciò che è emerso è un quadro che sconfessa totalmente la stucchevole e distorta narrazione propinata da questa maggioranza” si legge in una nota di Mussolini.
A fronte dei “50.000 passaggi giornalieri di auto elettriche in Ztl annunciati dall’amministrazione Gualtieri – si legge ancora – se ne registrano appena 3.700 nel 2024, saliti a 4.250 nel 2025 e a 5.050 nella prima metà del 2026. Il tanto agognato crollo dei passaggi atteso da Gualtieri con la stangata da 1.000 euro in vigore dal primo luglio, poi, non c’è stato, dal momento che se ne registrano ben 2.300 in luogo dei 400 profetizzati dal sindaco”.
Per Mussolini i numeri emersi sconfessano “totalmente la stucchevole e distorta narrazione propinata da questa maggioranza.
Un vero flop politico e un disastroso salasso per le tasche di chi ha scelto l’elettrico spinto dagli slogan propagandistici di un’amministrazione green solo a parole”.
“Mussolini ha letto male i numeri”
Come RomaToday abbiamo chiesto una replica all’assessorato alla Mobilità che parla di un’errata interpretazione dei numeri da parte della capogruppo.
In particolare, per quanto riguarda i 50mila ingressi giornalieri, “è bene ricordare all’onorevole Mussolini – replica l’assessorato – che essi non si riferiscono alle auto elettriche ma ai complessivi accessi medi, in un giorno feriale, per tutte le categorie di veicoli, nella Ztl del centro storico durante l’orario di vigenza”.
Insomma, dall’assessorato specificano che quei famosi “50.000 passaggi giornalieri” erano un dato riferito a tutte le categorie di auto.
“La decisione di fare pagare 1.000 euro per consentire il transito delle auto elettriche nelle Zone a traffico limitato si sta rivelando efficace – si aggiunge – a dirlo sono due numeri: gli 80mila (non 50mila) veicoli a zero emissioni che erano autorizzati a entrare fino allo scorso primo luglio e i 2.700 che lo sono attualmente.
Lo scarto è evidente.
I benefici sul traffico anche”.
Le sue considerazioni di Mussolini “sul provvedimento, quindi, ancorchè fondate su un accesso agli atti, muovono da un presupposto errato”.
(Articolo di Matteo Torrioli, pubblicato con questo titolo il 19 ottobre 2026 sul sito online “Roma Today”)

