
Serve che parte della struttura sia completa entro la fine del 2027 altrimenti Atac avrà difficoltà a parcheggiare i nuovi tram Urbos.
È quanto emerso durante il corso della commissione Mobilità tenutasi venerdì 23 ottobre durante la quale si è fatto il punto sullo stato di avanzamento dei lavori sulle tranvie.
Atac, in particolare, ha acceso i riflettori sul deposito dell’ex Centro Carni di via Severini.
Un’infrastruttura fondamentale per il futuro della rete tram della città e che dovrà essere pronta nel più breve tempo possibile.
Il deposito di via Severini
Occorre prima spiegare cosa diventerà il deposito di via Severini.
Parliamo di uno dei principali poli per il ricovero e la manutenzione dei tram a livello europeo, con una capacità prevista di 90 vetture tra vecchi e nuovi mezzi.
L’impianto si estenderà su una superficie di circa 60mila metri quadrati e sarà dotato delle infrastrutture necessarie per la sosta e gli interventi manutentivi sui convogli.
Il deposito servirà innanzitutto la tranvia Togliatti e le linee 5, 14 e 19, lungo la direttrice Prenestina-Centro.
L’obiettivo è ridurre i trasferimenti a vuoto dei tram verso le rimesse, con benefici per l’organizzazione del servizio e i tempi di lavoro del personale Atac.
La struttura sarà strategica anche per accogliere e gestire i nuovi tram Urbos in arrivo, sostenendo il potenziamento della rete tranviaria capitolina.
L’intervento, affidato all’associazione temporanea d’imprese guidata da Conpat Scarl con il Consorzio Stabile Energos, vale complessivamente 115 milioni di euro.
Stato dei lavori nel deposito di via Severini
L’avvio dei lavori non è stato semplice.
L’appalto era stato consegnato a dicembre 2024 e solo ad aprile 2025 si erano svolte le indagini preliminari.
A luglio, l’appaltatore ha consegnato il progetto esecutivo, approvato a inizio agosto con ordinanza commissariale giubilare, e la consegna totale dei lavori è avvenuta il 12 agosto.
I primi interventi si sono concentrati sulle verifiche e sullo sbancamento delle terre, essendo un’area caratterizzata da forti criticità geologiche che hanno causato non pochi ritardi.
Le operazioni sulla superficie destinata alla nuova officina, alla fine, sono state completate, consentendo l’avvio del getto delle fondamenta entro la fine del mese di ottobre.
Serve spazio per i tram
Insomma, i lavori del deposito stanno seguendo una tabella di marcia fortemente in ritardo rispetto ai programmi iniziali.
Una situazione che ha messo in difficoltà l’Atac.
La municipalizzata dei trasporti, infatti, nel corso della commissione ha sottolineato che il deposito di Severini è fondamentale per accogliere e gestire i nuovi rotabili Urbos in arrivo.
Infatti, a causa della riorganizzazione dei contratti di fornitura dei mezzi, c’è il forte rischio di trovarsi in difficoltà operativa se il deposito non dovesse essere pronto in parallelo con le consegne dei tram che, nel frattempo, continuano senza intoppi.
Atac ha anche fissato una specie di data limite: se entro la fine del 2027 non dovesse essere garantita almeno una parte del deposito per le vetture allora potrebbero sorgere seri problemi di spazio.
Per rispondere alle esigenze di Atac, il dipartimento sta valutando con l’appaltatore una rimodulazione delle fasi di cantiere: l’idea è quella di anticipare la realizzazione degli stalli esterni di sosta, parcamento, delle vetture rispetto agli impianti complessi di manutenzione.
In questo modo sarebbe possibile garantire ad Atac quelli spazi di sosta che tanto ha invocato.
(Articolo di Matteo Torrioli, pubblicato con questo titolo il 25 ottobre 2026 sul sito online “Roma Today”)

