
Bus Atac bloccati nel traffico – foto archivio LaPresse
Atac ha un problema e neanche di poco conto: rischia di non rispettare il contratto di servizio sottoscritto con il Comune di Roma.
A dirlo non sono utenti o sindacati ma il direttore generale della municipalizzata dei trasporti, Paolo Aielli.
Al momento, infatti, ai bus di Roma mancano ben 4 milioni di chilometri previsti, invece, dagli accordi con l’amministrazione capitolina.
Il divario tra il contratto e le prestazioni
Aielli è stato ascoltato presso la commissione Mobilità per fare il punto, in particolare, sul tpl di superficie.
Tralasciando la questione della rete tram, spesso e volentieri sospesa per lavori di rinnovo dell’armamento, la vera criticità riguarda i bus di superficie.
I numeri snocciolati da Aielli sono impietosi: nel preconsuntivo 2026, il servizio gomma di superficie registra una lieve riduzione delle percorrenze di circa l’1% rispetto all’anno precedente.
Come se non bastasse, l’ipotesi iniziale del piano aziendale era quella di recuperare gradualmente i volumi chilometrici fino ai livelli antecedenti la pandemia.
Tuttavia, l’allineamento si sta dimostrando “più lento e graduale rispetto alle stime previste”.
Insomma, il tpl di superficie non è ancora tornato ai livelli del 2019.
Questo nonostante gli investimenti nel rinnovo della flotta bus avvenuto negli ultimi anni.
Velocità ridotta e chilometri mancanti
Per i problemi che vedremo più avanti, Atac dovrà “consuntivare circa 4 milioni di chilometri non effettuati”.
Tradotto: i bus non riescono a percorrere tutti i chilometri previsti dal contratto di servizio per tutta una serie di motivi.
In primis, la velocità commerciale effettiva dei bus a Roma è “nettamente inferiore rispetto a quella teorizzata dall’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) e considerata nei Piani Economico-Finanziari (PEF)” ha spiegato Aielli.
Insomma, i bus vanno più piano di quanto previsto e, visto che le leggi della fisica non sono un’opinione, diventa impossibile percorrere i chilometri previsti.
Le cause
Durante l’audizione, Aielli ha indicato tutta una serie di problemi che causano questa situazione.
In primis, confermando anche quanto raccontato dallo studio di CleanCities, Roma soffre per la mancanza di corsie preferenziali e, le poche che ci sono, vengono occupate sistematicamente da auto parcheggiate in divieto.
Non solo.
Anche le doppie file, ovviamente, incidono negativamente.
Dove non ci sono le preferenziali le auto occupano le corsie stradali e i bus non passano.
Un vero e proprio “cancro” della viabilità romana che sembra inestirpabile.
Per non parlare, poi, di quando le auto bloccano completamente i bus.
Atac presenta puntualmente esposti alla Procura della Repubblica per interruzione di pubblico servizio ma, a quanto pare, la situazione generale non cambia.
Incidenti, manifestazioni e guasti
Al problema del traffico e della sosta selvaggia, Aielli ha ricordato anche un dato importante: ogni anno si registrano circa 3.000 episodi imprevisti come incidenti stradali, manifestazioni cittadine, rotture di tubature e guasti alla rete idrica e stradale, che alterano la regolarità delle linee.
Assenze e pochi autisti
Poi, come abbiamo già raccontato, c’è il problema del tasso di assenteismo troppo elevato e che rende difficile la gestione del servizio.
Non solo.
Mancano circa 300 autisti rispetto a quelli necessari che Atac, nonostante l’Academy, non riesce a trovare.
Cosa succede se Atac non rispetta il contratto?
Come accade a tutti i comuni mortali, anche Atac ha l’obbligo di rispettare i contratti firmati, in particolare quello con Roma Capitale.
In caso contrario, scattano penali per l’azienda che coinvolgono anche i dirigenti.
Non è un caso, quindi, che Aielli abbia posto l’accento su determinati problemi, in particolare quelli legati al traffico, alla sosta selvaggia e agli eventi imprevisti.
Se Atac riuscirà infatti a dimostrare che i 4 milioni di chilometri non percorsi non sono colpa dell’azienda ma dovuti da “cause di forza maggiore”, le penali non scatteranno.
(Articolo di Matteo Torrioli, pubblicato con questo titolo il 5 novembre 2026 sul sito online “Roma Today”)

