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Il futuro degli ex mercati generali, il Comune apre alle modifiche ma i contrari insistono: “La convenzione va revocata”

30/11/2025
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Il futuro degli ex mercati generali, il Comune apre alle modifiche ma i contrari insistono: “La convenzione va revocata”
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L’area degli ex mercati generali a Ostiense

Sale la tensione tra Comune e cittadini del quadrante di Ostiense.

Il progetto del fondo americano Hines per la riqualificazione degli ex mercati generali, chiusi e trasferiti da oltre vent’anni, non piace a una parte degli abitanti che si sono riuniti in un comitato, operativo da poco più di un mese, che chiede solo una cosa al Campidoglio: la revoca della convenzione firmata il 10 novembre. 

Cittadini contro Hines

L’istanza di revoca della convenzione, maturata dopo settimane di incontri nel quartiere allargati ad associazioni, Legambiente, attivisti dei centri sociali ma anche a esponenti della società civile ed ex amministratori capitolini come l’urbanista Paolo Berdini, è arrivata chiaramente nel corso della prima assemblea pubblica nella quale c’è stata la presenza del Comune.

Al tavolo l’assessora ai Lavori Pubblici Ornella Segnalini, quello all’Urbanistica Maurizio Veloccia, la capogruppo del Pd Valeria Baglio e il presidente dell’VIII municipio Amedeo Ciaccheri. 

Il nodo dello studentato privato

La realizzazione di un mega-studentato privato da oltre 2mila posti letto, il 25% dei quali a prezzi definiti calmierati (600 euro al mese e posto letto), è il nodo più difficile da sciogliere, la novità più grossa da dover digerire per una parte della cittadinanza di Ostiense.

Che chiede, inoltre, molto più verde e più alberi.

C’è anche chi sostiene che quell’area, dopo tutti questi anni di abbandono, essendo tornata a condizioni naturalistiche precedenti all’esistenza dei mercati, andrebbe tutelata come habitat naturale.

In forza anche della presenza, in profondità, dell’antico fiume Almone.

Insomma, i punti critici sui quali non si intravedono possibilità di incontro sono diversi. 

Le ragioni del Comune

Da parte del Comune, intervenuto nella sala del centro anziani degli ex mercati generali, il tentativo di spiegare la genesi del progetto: la volontà di riqualificare un vero e proprio buco nero della città, creato dal trasferimento dei mercati e dall’impossibilità di realizzare alcunché fino a oggi a causa di varianti, cambi di assetto societario tra i proponenti (prima c’era la Lamaro di Toti), e interventi dell’Agenzia nazionale anticorruzione.

Ora, che la situazione si è sbloccata con la nuova amministrazione targata Gualtieri, c’è un privato pronto a investire 380 milioni di euro a fronte della concessione di un terreno pubblico di nove ettari per 60 anni, a 165mila euro l’anno. 

Roma Capitale batte molto sulla vocazione pubblica di circa la metà del progetto: biblioteca, mediateca, sale per eventi, co-working, aree sportive, piazze e aree verdi.

Oltre a posti auto interrati che andrebbero a beneficio del quadrante.

Prevista anche la realizzazione di un asilo nido, oltre all’installazione di uffici pubblici e privati, laboratori di innovazione.

Inevitabile la parte dedicata al commercio con negozi di prossimità e ristorazione.

Cosa prevede e quando finirà il restyling

Andando nello specifico, secondo la convezione siglata oltre due settimane fa il fondo americano realizzerà (a partire dal 2027, con fine lavori prevista nel 2030), sono previsti oltre 38mila metri quadri di aree verdi e piazze, quasi 38mila metri quadri di parcheggi pubblici e circa 27mila privati e 1.400 metri quadri di uffici pubblici.

Inoltre, sarà dedicata un’area di circa 23mila metri quadri a cultura, tempo liberi e spazi aperti alla socialità con biblioteca, sala conferenze comunale, mediateca, una libreria, un centro anziani, la “città dei sapori” e spazi per intrattenimento e spettacolo.

Al posto degli ex mercati anche 10mila metri quadri per un hub dedicato all’imprenditoria giovanile e quasi 2mila metri quadri di palestra e centro benessere.

La residenza universitaria, con stanze a oltre 1.200 euro al mese (servizi inclusi) per la parte non calmierata, occuperà oltre 50mila metri quadri. 

I contrari: “La convenzione si può revocare”

Questa prospettiva, però, come detto non alletta una fetta della popolazione residente: “Noi non vogliamo una generica modifica del progetto”.

L’apertura del Comune, che ha annunciato sia per voce dell’assessora Segnalini, sia da parte della dem Baglio, una serie di tavoli ravvicinati a partire da gennaio per tirare fuori proposte di miglioramento del progetto, non ha trovato grossa sponda tra i contrari: “La richiesta centrale, chiara, condivisa – dicono dal comitato civico per la tutela dell’area degli ex mercati – è la revoca della convenzione firmata dal Comune, che riteniamo lesiva dell’interesse pubblico.

Ci sono gravi criticità procedurali: nessun percorso partecipativo, mancanza di trasparenza e stravolgimento del progetto rispetto al bando del 2003.

I vizi della procedura sono concreti e documentati.

Proprio per questi motivi, l’idea secondo cui il Comune ‘non potrebbe uscire dalla convenzione senza pagare una penale salatissima’ è priva di fondamento“.

Accuse a Comune e municipio

Secondo il comitato “il progetto preliminare attribuisce il 61% delle superfici a funzioni turistico-ricettive, uffici, ristorazione e commercio con la parte culturale che incide per 24mila metri quadri su 85mila, non rispettando le indicazioni del 2003.

Il comportamento dell’amministrazione municipale, insieme alle affermazioni prive di riscontro sulla presunta ‘multa’ per un ritiro della convenzione, ci porta a ritenere che l’intento dell’amministrazione, municipale e comunale, sia ormai evidente: procedere senza esitazioni con un progetto che comprometterà in modo irreversibile l’intera area degli ex Mercati Generali e una parte significativa di Ostiense”.

I cittadini favorevoli: “Oneroso far saltare tutto”

Non la pensano così dal comitato di quartiere Piramide-Ostiense, soggetto storico del quadrante, presente all’assemblea: “Noi abbiamo deciso di prendere parte a tutti i tavoli di lavoro – spiega a RomaToday la presidente, Rossella Vichi – per portare tutte le nostre proposte, che non vanno a mettere in discussione la convenzione o l’antica concessione.

Ci sono atti ufficiali definiti, non solo non è facile mandare tutto all’aria, ma sarebbe anche molto oneroso per il Comune.

Porteremo proposte integrative”.

Le proposte: “Una nuova scuola e più alberi”

Tra queste, spiega Vichi “la realizzazione di un nuovo plesso scolastico con un intero ciclo dalla materna alla primaria, sottraendo qualche cubatura allo studentato”.

Una necessità rilevante per il comitato “dopo la chiusura della scuola ‘Tommaseo’, che ha costretto molte famiglie a portare i figli nel I municipio“.

La volontà poi è quella di far aprire diversi servizi come “uno sportello anagrafico, visto che quello più vicino a noi si trova all’esatto opposto del quadrante e poi vorremmo un’area aperta, attrezzata, anche se in questo caso il Comune ha già recepito con degli ordini del giorno in assemblea capitolina”.

Importante anche la presenza di alberi “per mitigare anche l’impatto visivo e migliorare l’estetica, ci rendiamo conto sia oneroso ma i guadagni per il privato sono tanti, qualcosa per la collettività è fattibile e doverosa”. 

Il minisindaco: “Tenere conto delle preoccupazioni”

Amedeo Ciaccheri, minisindaco dell’VIII, punta sul confronto: “La volontà nostra e del Comune di avviare una collaborazione con i residenti c’è, è emersa dall’assemblea – spiega al nostro giornale -. A gennaio partiranno dei tavoli di confronto con gli abitanti, in cui verranno esaminati tutti gli aspetti del progetto, raccogliendo le istanze dei residenti su cui poi si aprirà un confronto con il privato.

È essenziale tenere conto di tutte le preoccupazioni che ci arrivano dalla cittadinanza, il lavoro che svolgeremo entrerà nel merito di tutti gli aspetti su cui insiste la convenzione”. 

Baglio (Pd): “Accogliamo tutte le richieste”

C’è tempo 150 giorni per la predisposizione del progetto, cinque mesi nei quali tutto ciò che potrà rendere più digeribile il progetto di Hines verrà messo nero su bianco.

Addirittura, ma questo potrebbe comportare conseguenze politiche imprevedibili oggi, la capogruppo Pd Baglio ha aperto uno spiraglio per la messa in discussione della convenzione stessa: “Prenderemo in considerazione tutte le richieste fatte – ha detto l’esponente della maggioranza capitolina – a partire dal bloccare la convenzione.

Questo però poi significherà qualcosa.

Accogliamo anche questo, ma ne dobbiamo parlare”. 

(Articolo di Valerio Valeri, pubblicato con questo titolo il 29 novembre 2025 sul sito online “Roma Today”)

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