
A distanza di quasi un anno dal voto che ha compattato l’assemblea capitolina, contraria all’installazione di un’antenna 5G in via Castel di Leva, l’impianto è ancora al suo posto.
La sua presenza, anzi, ha alimentato le aspettative anche di un altro operatore, interessato a fruire del ripetitore.
La mozione votata nel 2025
Il provvedimento approvato in Campidoglio, rappresentava “un primo passo” a cui doveva seguire “la revoca dell’autorizzazione e la ricerca di spazi disponibili presso impianti già esistenti” avevano spiegato, nell’occasione Virginia Raggi (prima firmataria della mozione capitolina) e la capogruppo della sua civica in municipio IX, Carla Canale.
L’installazione dell’antennone aveva suscitato le proteste dei residenti anche perché situata a poca distanza da due asili nido e da una ludoteca.
Il raddoppio tecnologico contestato
La richiesta presentata da un secondo operatore, interessato a posizione un proprio ripetitore sulla stessa struttura già contestata, ha suscitato la protesta di chi aveva promosso la mozione in Campidoglio.
“Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile: mentre i cittadini portano avanti una battaglia legale e attendono il pronunciamento del TAR Lazio contro il primo impianto, gli uffici tecnici del dipartimento urbanistica procedono spediti, autorizzando il raddoppio tecnologico di un’opera la cui legittimità è radicalmente contestata” hanno ricordato le consigliere Virginia Raggi e Carla Canale.
La duplice iniziativa
La vicenda, secondo le consigliere, sta assumendo il carattere della “beffa” perché “l’amministrazione non può ignorare gli atti di indirizzo votati dai consiglieri” hanno evidenziato Raggi e Canale che, sul tema, hanno predisposto una duplice interrogazione, a livello cittadino e municipale.
Con l’occasione, oltre a chiedere “la sospensione dei termini procedimentali” legata alla nuova richiesta, viene anche posta un’altra questione.
Nell’interrogazione si domanda ai vertici dell’amministrazione comunale e municipale, se sia stata richiesta una campagna di misurazioni, da parte dell’Arpa, volta anche a “valutare il cumulo delle due antenne”, anche in considerazione della presenza, ad appena 60 metri, di un asilo nido.
Se la prima installazione è nata per effetto del meccanismo del “silenzio assenso”, l’idea di far usare il ripetitore anche a un secondo operatore sta già facendo molto “rumore”.
(Articolo di Fabio Grilli, pubblicato con questo titolo il 20 ottobre 2026 sul sito online “Roma Today”)

